

Il mestiere del cronometrista oggi non esiste più. Le automobili da corsa hanno un trasponder che localizza il pilota lungo il tracciato, e dei sensori rilevano in maniera scientifica i tempi sul giro. Ma tutto questo è stato possibile soltanto negli ultimi anni, grazie allo sviluppo tecnologico. In passato la rilevazione dei tempi doveva essere fatta con carta e penna, e serviva una persona specializzata nell'utilizzo del cronometro.
Le due grandi torri dei cronometristi, poste lungo il rettilineo principale, furono installate nel 1955, affiancate da 14 torrette più piccole. Queste avevano lo scopo principale di indicare le informazioni della gara al pubblico presente, come ad esempio il numero dei giri percorsi e i principali distacchi.
Cessata l'attività dei cronometristi le due torri furono abbandonate. In occasione dei 100 anni di vita dell'Autodromo Nazionale di Monza entrambe sono state restaurate e oggi ospitano dei piccoli lounge. Un posto sulla torre permette di guardare il Gran Premio d'Italia da una postazione esclusiva, affacciati sul rettilineo principale, e ovviamente e un privilegio riservato a pochi.
Nel nostro viaggio nell'Autodromo Nazionale di Monza abbiamo fatto un giro di pista, rimane però da scoprire la pitlane, ovvero la corsia che porta ai box, che affianca il rettilineo.
In origine non esisteva alcun muretto a separare le auto in sosta dalle auto in corsa. Le auto si fermavano a bordo pista per le operazioni semplici, come il rifornimento, mentre per le riparazioni dovevano essere portate nelle vecchie officine, ma di queste ne parleremo più avanti. Osservando la foto potete vedere la palazzina dei meccanici, oggi sostituita dai box, con piccoli alloggi per i meccanici, che proteggevano gli stessi da eventuali incidenti. Le terrazze al di sopra,riservate a partner e sponsor delle squadre. offrivano agli spettatori una vista esclusiva sulla corsa.
La corsia dei box compare a Monza soltanto nel 1962. Negli anni a venire il muretto dei box diventa il luogo preferito dei direttori sportivi, che affacciati sul rettilineo principale potevano dare indicazioni immediate ai piloti in corsa.
Negli anni '80 la struttura storica viene demolita e rimpiazzata con quella odierna: una grande palazzina che ospita 48 box, componibili mediante pareti mobili, atti a ospitare 16 team di 2 vetture di Formula 1, con tutto l'occorrente per la manutenzione delle vetture in pista.
La pitlane ha una corsia box e una corsia di transito. In pitlane vige il limite di velocità, non si possono superare i 60 km/h. Chi è in corsia di transito ha la precedenza su chi è in pitlane. Durante una corsa le vetture non rientrano ai box, ma si fermano in pitlane, pronte per ributtarsi in pista nel minor tempo possibile.
Sono Ezio Greggio, Jerry Calà, Massimo Boldi e Christian De Sica
Mentre ieri abbiamo visto il cuore dell'Autodromo Nazionale di Monza, oggi scopriamo il cervello. Nella corsia dei box si trova la stanza più importante del circuito. Tutte le informazioni passano di qua, dall'apertura della pitlane fino alle verifiche tecniche dopo la gara. Un grande centro tecnologico arbitra sul corretto svolgimento delle competizioni.
La direzione gara è paragonabile alla sala VAR per il calcio, ma è molto più avanzata e complessa. È dunque fondamentale un buon lavoro di squadra e lo sfruttamento di ogni tecnologia disponibile.
Gli occhi della direzione gara sono le 23 telecamere distribuite su tutto il circuito. Sono collegate attraverso un cablaggio di nuova generazione, in fibra ottica.
Poi c'è l'udito... Il personale a bordo pista, piloti e squadre, la Safety Car e l'auto medica, sono collegati alla direzione gara attraverso le comunicazioni radio. Ogni Marshall a bordo pista ha un radiotrasmettitore, con il quale comunica in tempo reale con la direzione gara.
Infine abbiamo il tatto: lungo la pista ci sono sensori nei punti più importanti, per rilevare tempi e posizioni delle vetture, ma anche per verificare eventuali informazioni, come un taglio di curva o una falsa partenza.
13 tecnici raccolgono queste informazioni, mettendole a disposizione dei commissari di gara e del direttore di gara, che sono gli arbitri delle corse. Il direttore di gara comunica le proprie decisioni attraverso la pubblicazione cartacea dei comunicati, la comunicazione via radio e, nella forma più importante, con le bandiere esposte lungo il circuito (che vedremo più avanti).