Benito Mussolini, serve dire altro?!

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4
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8
12 Voti
6 mag 2026 alle 21:10
Mao Zedong, dittatore cinese

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9
12 Voti
6 mag 2026 alle 21:05
F per Ceausescu che non lo smasha neanche la moglie
3
6 mag 2026 alle 21:00
Fidel Castro, dittatore di Cuba

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4
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9
13 Voti
6 mag 2026 alle 20:58
Francisco Franco, dittatore spagnolo

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10
15 Voti
6 mag 2026 alle 20:53
Kim Il Sung, dittatore della Corea del Nord

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14 Voti
6 mag 2026 alle 20:47
Nicolae Ceausescu, dittatore socialista della Romania
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6 mag 2026 alle 20:41
Ottimo, allora...

E se facessimo smash or pass con i dittatori del novecento?
Si
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No
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6 mag 2026 alle 20:35
Rispolveriamo una vecchia usanza di Hint
Quanti on al momento?
Ioioioio
14
io no
1
Voto Anonimo 15 voti
6 mag 2026 alle 20:33
5 mag 2026 alle 21:47
Avatar ComuneDiParigi badge Cultura Riflessione
Non tutti provano le emozioni allo stesso modo. Vi stupirà sentire che i sentimenti non cambiano solo intensità da un individuo a un altro ma a seconda dell'epoca, o del luogo, possono addirittura prendere un nome diverso, persino scomparire. Non è insolito allontanarsi un po' dal proprio contesto e trovarsi davanti emozioni del tutto nuove e sconosciute.
Meglio fare qualche esempio.

Vi sarà capitato di sentir parlare della cosiddetta melanconia, una parola che di tanto in tanto si sente ancora oggi. Il melanconico più famoso di tutti i tempi è stato sicuramente Torquato Tasso. Nel seicento, un periodo segnato dalla censura e dal sospetto (strano visto il clima tranquillo creato dall'Inquisizione), Tasso soffriva di cosiddetto umor nero, leggermente diverso dal nostro black humor. Nel suo caso era una condizione di pessimismo e profonda tristezza, la melancolia appunto, che etimologicamente vuol dire proprio "umore nero". La melancolia moderna apparteneva ai poeti, ai filosofi, agli intellettuali insomma che non si sentivano parte della società ma anzi spesso ne venivano respinti. Oggi quest'emozione ha solamente cambiato nome ed è diventata la depressione: i sintomi sono molto simili in effetti.

Andiamo ancora più indietro, fino al medioevo, dove tra i vizi capitali scopriamo sentimenti pericolosi come l'accidia, simile alla malinconia di prima, e la gola, che oggi chiameremmo avidità. L'accidia indica la trascuratezza e l'indifferenza. Associata anch'essa alla depressione, era un vizio molto pericoloso che rendeva gli uomini troppo pesanti per seguire i doveri di ogni buon cristiano. Sinceramente non capisco cosa avessero Tommaso d'Aquino, Dante e Petrarca contro quattro poltroni ma fatto sta che le pagine dei più grandi autori dell'epoca sono piene di parole durissime contro gli accidiosi.
Aggiungo che nel medioevo le emozioni avevano un legame fortissimo col mondo della religione cristiana. Così le emozioni negative, come l'accidia appunto, diventavano sinonimi di peccato mentre le emozioni positive, come la gioia o l'amore, erano circondate da un'aura di beatitudine, quasi fossero tracce del legame tra l'uomo e il divino.

Infine voglio portarvi nel caro e vecchio mondo antico, dove le emozioni erano un argomento ancora più oscuro. La filosofia da Socrate in poi inventò nuovi stati d'animo, come l'eudaimonia (un equilibrio interiore sinonimo di felicità) o l'atarassia (assenza di turbamenti simile alla serenità). Queste sono per così dire emozioni artificiali, nate dal nulla nella mente degli uomini dotti.
La gente comune poteva avere in mente l'ira di Achille o la follia dionisiaca. In realtà, nell'antichità, le emozioni erano momenti collettivi, non esperienze individuali. Così per esempio il coraggio muoveva l'esercito in battaglia e l'invidia turbava l'equilibrio di un gruppo. Ancora, la hybris, la tracotanza, era il simbolo dell'arroganza che sfida gli dei. Nel mondo romano, invece, la pietas di Enea indicava la devozione agli dei e alla patria.
Insomma, la psicologia non aveva ancora scoperto il peso dell'interiorità. Così il vissuto del singolo era indissolubilmente legato alla comunità e alla natura. La vita emotiva dell'individuo era ridotta all'osso.

Come vedete, non bisogna allontanarsi così tanto per incontrare modi diversi di vivere le emozioni, tra sentimenti nascosti o abbandonati. Alcuni sentimenti li abbiamo scoperti soltanto di recente, altri li abbiamo totalmente dimenticati, o quasi. Ciò che colpisce è la ricerca continua di nomi da dare alle emozioni, per quanto il lavoro possa rivelarsi complicato.
Spero che questo breve viaggio tra le emozioni vi sia piaciuto 😉
5 mag 2026 alle 21:30
Avatar ComuneDiParigi badge Riflessione
E io il mio potenziale lo sto usando?
6
5 mag 2026 alle 14:45
Seriamente bastava chiedere sega di gruppo per far resuscitato il sito?! Vabbè obiettivo raggiunto comunque 😌
21
2 mag 2026 alle 21:41 (modificato)
‼️ATTENZIONE‼️

Sega di gruppo in riflessioni tra cinque minuti
10
2 mag 2026 alle 21:36
Avatar ComuneDiParigi badge Riflessione
Non mi piace parlare di me. A volte ho desiderato di diventare un'ombra, uno spettatore insignificante che guarda e ascolta senza il rischio di essere coinvolto nel trambusto dell'esistenza. Le ombre sono spiriti senza corpo, senza presenza, che vivono a metà. Così mi appariva la mia quotidianità, circondato da corpi senza che io potessi averne uno.
La consistenza, questo spazio che l'individuo presidia con la propria carne, era un concetto che ignoravo totalmente. Per me la presenza fisica, il fatto che occupassi uno spazio, era una questione trascurabile e affatto rilevante.
Peccato che trovassi imbarazzante la mia materialità, se così possiamo chiamarla. Forse non ero degno di possedere il piccolo frammento del cosmo che accoglieva la mia persona. L'esistenza da puro spirito avrebbe risolto il problema, eppure ora credo che non fosse il corpo a causare quel disagio.
Trovo ridicolo il meccanismo di una mente ferita che schiaccia l'individuo provando a illuderlo della sua impotenza. L'uomo dovrebbe andare fiero di occupare uno spazio col proprio corpo, strappato al momento della nascita all'universo con un atto di primitiva ferocia.
Quanto a me difenderò con la vita la presenza che ho conquistato, e la carne che ho ritrovato.
2 mag 2026 alle 4:13
La mia vita è tipo: "questa settimana ricomincio ad allenarmi"

E la settimana dopo febbre

Ero riuscito a evitare l'influenza per tutto l'anno. Ricomincio l'esercizio e l'organismo decide proprio adesso di sbarazzarsi dei microbi. Stronzo
1 mag 2026 alle 18:10
Appena finito l'ultimo film di Checco Zalone. Posso dire mi è piaciuto, forse non il suo miglior film ma la critica ci sta tutta

Mi ha fatto ripensare all'idea di fare il cammino di Santiago (un giorno magari)
3
1 mag 2026 alle 17:43
Buonasera
39
27 apr 2026 alle 21:27
Anonimo
Originale
se fossi una pornostar mi chiamerei menchina belova
Mi ricorda molto la famosa ballerina polacca, Ciolanka Sbilenka
26 apr 2026 alle 21:52
Ieri manifestazione nel corteo comunista conclusa con un pranzo al ristorante cinese. Perché i veri compagni mangiano solo cibo approvato dalla repubblica popolare.
Nulla mi faceva ridere questa cosa

4
26 apr 2026 alle 21:44
Hint @ 2026