Anonimo
qualcosa è andata male nell'asciugatura dei miei capelli pk forse ho sbaglisto e ho lasciato shampoo pk ora sono tutti a ciocche unite come se avessi usato gel..
Piedi mare sabbia
Vacation Bible School
Ayesha Erotica Ascoltato durante la pubblicazione
ho scoperto prima jumbodrillo di insegreto x farvi capire
essere in terronia significa arrivare ad un 18esimo in orario e dover aspettare 2 ore perché gli invitati sono in ritardo (attualmente c'è solo la famiglia della festeggiata.)
Anonimo
Eliminato
Originale
karasu... ecco.. io non so.. non so come dirti che... ecco... io...
Che cazzo e successo a Miap io inculo il respondabime chiaro
Anonimo
OriginaleC'era una volta, in un paesino arroccato tra gli ulivi e il mare della Puglia, un uomo chiamato Gelo. Non era ghiaccio vero, no: era un omone tutto d'un pezzo, con spalle larghe come una porta di legno massiccio e occhi scuri che parevano due tizzoni ardenti. Lo chiamavano Gelo perché aveva un carattere di pietra, uno che non si piegava mai, un mediterraneo purosangue che parlava a gesti e beveva vino rosso come se fosse acqua. Poi c'era Flander, il suo opposto: magrolino, capelli biondicci arruffati dal vento, un sorriso sornione che ti si appiccicava addosso. Era l'anima gemella segreta di Gelo, anche se nessuno in paese lo sapeva. O almeno, così credevano loro.
Gelo e Flander si conoscevano da sempre. Da bambini giocavano a rincorrersi nei campi di grano, da ragazzi si scambiavano occhiate che duravano un battito di ciglia ma dicevano tutto. Solo che Gelo, testardo com'era, non aveva mai avuto il coraggio di ammetterlo. "So' cose da uomini, queste?" borbottava tra sé, mentre Flander lo guardava con quell'aria da gatto che sa già dove andrà a parare.
Una sera d'estate, con le cicale che frinivano come impazzite, si ritrovarono da soli nella vecchia masseria abbandonata fuori dal paese. Gelo era appoggiato a un muro di pietra, sudato per il lavoro nei campi, con la canottiera bianca che gli si incollava al petto. Flander entrò con due birre ghiacciate in mano, le posò sul tavolo e si avvicinò senza dire una parola.
"Che c'è?" chiese Gelo, con la voce roca che cercava di sembrare dura ma tremava un po'. "Lo sai che c'è," rispose Flander, e gli mise una mano sul braccio. Una mano leggera, ma che bruciava più del sole di luglio.
Gelo deglutì. "Flander, non fare lo scemo..." "Da quanto tempo ce lo nascondiamo?" sussurrò Flander, avvicinandosi fino a sentire il respiro caldo dell'altro. "Da quanto tempo ci guardiamo e basta?"
E lì successe. Gelo, che era tutto d'un pezzo, si sciolse come burro al fuoco. Afferrò Flander per i fianchi e lo tirò a sé, baciandolo con una furia che non sapeva di avere. Le loro bocche si trovarono in un miscuglio di birra, sudore e voglia repressa. Flander gli passò le dita tra i capelli scuri, tirandoglieli appena, e Gelo emise un suono strozzato che non era da lui. "Sei il mio gelo," mormorò Flander ridacchiando, "ma sotto sotto sei un vulcano."
Gelo lo spinse contro il muro, facendo cadere una sedia vecchia. Le mani callose gli corsero sotto la maglietta, esplorando la schiena magra di Flander, che si inarcò come un gatto. "Zitto," ringhiò Gelo, ma senza cattiveria, mentre gli baciava il collo e sentiva il battito accelerato dell'altro. "Se qualcuno ci vede..." "E chi ci vede? Le lucertole?" rise Flander, ma il respiro gli si spezzò quando Gelo gli slacciò i pantaloni con una determinazione che non ammetteva repliche.
La storia si fece più intensa lì nella penombra, tra carezze un po' goffe e sospiri soffocati. Gelo, che di solito era tutto controllo e muscoli, si lasciò andare in un modo che non avrebbe mai creduto possibile, mentre Flander lo guidava con una dolcezza sfrontata. Non fu una cosa da film romantico: ci furono gomitate, una risata improvvisa quando un pipistrello svolazzò troppo vicino, e Gelo che a un certo punto inciampò in un sacco di juta. Ma fu vero, crudo, pieno di quella passione che tenevano nascosta da anni.
Dopo, stesi su una coperta polverosa, Gelo guardò il soffitto di legno e mormorò: "E mo' che facciamo?" Flander si girò su un fianco, appoggiando la testa sul petto di Gelo. "Quello che abbiamo sempre fatto, ma senza nasconderci. Almeno tra noi." Gelo sbuffò, ma una mano gli andò automaticamente tra i capelli di Flander, accarezzandolo. "Sei un rompiscatole." "E tu mi ami lo stesso."
E così, tra il profumo del mare lontano e il canto dei grilli, Gelo e Flander smisero di essere un segreto. Almeno per loro due.
Gelo e Flander si conoscevano da sempre. Da bambini giocavano a rincorrersi nei campi di grano, da ragazzi si scambiavano occhiate che duravano un battito di ciglia ma dicevano tutto. Solo che Gelo, testardo com'era, non aveva mai avuto il coraggio di ammetterlo. "So' cose da uomini, queste?" borbottava tra sé, mentre Flander lo guardava con quell'aria da gatto che sa già dove andrà a parare.
Una sera d'estate, con le cicale che frinivano come impazzite, si ritrovarono da soli nella vecchia masseria abbandonata fuori dal paese. Gelo era appoggiato a un muro di pietra, sudato per il lavoro nei campi, con la canottiera bianca che gli si incollava al petto. Flander entrò con due birre ghiacciate in mano, le posò sul tavolo e si avvicinò senza dire una parola.
"Che c'è?" chiese Gelo, con la voce roca che cercava di sembrare dura ma tremava un po'. "Lo sai che c'è," rispose Flander, e gli mise una mano sul braccio. Una mano leggera, ma che bruciava più del sole di luglio.
Gelo deglutì. "Flander, non fare lo scemo..." "Da quanto tempo ce lo nascondiamo?" sussurrò Flander, avvicinandosi fino a sentire il respiro caldo dell'altro. "Da quanto tempo ci guardiamo e basta?"
E lì successe. Gelo, che era tutto d'un pezzo, si sciolse come burro al fuoco. Afferrò Flander per i fianchi e lo tirò a sé, baciandolo con una furia che non sapeva di avere. Le loro bocche si trovarono in un miscuglio di birra, sudore e voglia repressa. Flander gli passò le dita tra i capelli scuri, tirandoglieli appena, e Gelo emise un suono strozzato che non era da lui. "Sei il mio gelo," mormorò Flander ridacchiando, "ma sotto sotto sei un vulcano."
Gelo lo spinse contro il muro, facendo cadere una sedia vecchia. Le mani callose gli corsero sotto la maglietta, esplorando la schiena magra di Flander, che si inarcò come un gatto. "Zitto," ringhiò Gelo, ma senza cattiveria, mentre gli baciava il collo e sentiva il battito accelerato dell'altro. "Se qualcuno ci vede..." "E chi ci vede? Le lucertole?" rise Flander, ma il respiro gli si spezzò quando Gelo gli slacciò i pantaloni con una determinazione che non ammetteva repliche.
La storia si fece più intensa lì nella penombra, tra carezze un po' goffe e sospiri soffocati. Gelo, che di solito era tutto controllo e muscoli, si lasciò andare in un modo che non avrebbe mai creduto possibile, mentre Flander lo guidava con una dolcezza sfrontata. Non fu una cosa da film romantico: ci furono gomitate, una risata improvvisa quando un pipistrello svolazzò troppo vicino, e Gelo che a un certo punto inciampò in un sacco di juta. Ma fu vero, crudo, pieno di quella passione che tenevano nascosta da anni.
Dopo, stesi su una coperta polverosa, Gelo guardò il soffitto di legno e mormorò: "E mo' che facciamo?" Flander si girò su un fianco, appoggiando la testa sul petto di Gelo. "Quello che abbiamo sempre fatto, ma senza nasconderci. Almeno tra noi." Gelo sbuffò, ma una mano gli andò automaticamente tra i capelli di Flander, accarezzandolo. "Sei un rompiscatole." "E tu mi ami lo stesso."
E così, tra il profumo del mare lontano e il canto dei grilli, Gelo e Flander smisero di essere un segreto. Almeno per loro due.
io devo pisciare se non vi dispiace,comunque non disse proprio che ero un cyberbullo di merda, disse semplicementr "questo è bullismo allo stato pure, disgustoso"🥳🥳🥳🥳
io ormai non posso più essere fermato
troppo tardi
troppo tardi
codein mi ha messo negli amici stretti ragazzi, da oggi sono un suo amico stretto oltre che essere un suo amante
"Ma quanto egocentrismo"
scusate quindi l'npc totale xhe mi disse che ero un cyberbullo di merda si è messo a difendere eos????
A blowjob... A blowout at your SALON...
no vabbè mi sono svegliata random e c’è un gallo che fa i suoi suoni capito canta fa il gallo😭😭😭
ora sembra indemoniato sotto tortura god DAMN
ahahah mi sento così infelice 🤪
e IO pensavo di essere problematica IO
average cena che cucina mio padre quando fuori fa così caldo da far invidia a satana sarà un pasto ancora più rovente
tutte rigorosamente draco x hermione, frega niente degli altri pairing a parte draco x harry se scritta molto bene
alcune delle fanfiction di harry potter che leggevo sono del 2004, vecchie quanto me
s ti piacessero le domne ti avrei ringraziata cn un limone amore
Fiona 🍎
Anonimo
mente la vuole me l'ha sussurrato all'orecchio ieri sera alle 21:04 mentre guardavamo i fuochi d'artificio dal terrazzo che ha affittato per guardare le stelle cadenti stasera
Anonimo
oggi indeciso tra farmi del male o porre fine alla mia vita ma angioletto è apparsa nel momento giusto e ha rallegrato la mia giornata quindi eccomi su wemossad a non fare beatamente nulla oggi ho fatto doccia durata 1h ho ancora febbre fissa a 27.5 ma mi sono onestamente rotto le palle quindi stasera lavoro e basta buonanotte ci si vede ad OTTOBRE
Wow che ceffone piccolo johns o cm si chiama
è andata a dormire senza darmi il bacino della buona notte… me lo segno
comunque annoiato si aggiunge alla mia lista
sono TUTTI s mangiare qualcosa e nessuno mi ha avvisata no okay non dn gradita va bene 👍
Dridrindridrin How are you woof woof wo woof ai ai ai im your little butterfly ai ai ai
- 20 anni di fascismo
- 46 anni di Democrazia Cristiana
- 20 anni di Berlusconismo
- 4 anni di destra poco al centro
- 8 anni di governi tecnici
- 24 anni di centro sinistra (mai consecutivi), di cui 0 anni di comunismo e 4 anni di liberal-socialismo
sputtanamento del giorno con crisi effettuato
twist twista twista parole
Anonimo
ora chudo gli ocxhi e sperate che io muoia nel sonno
Anonimo
niente big scherzone che mi ha visto e mi ha sgridato 😔
Oddio ma quindi il chip........ ha preso il sopravvento.........,,,,,,.
CACCAROT