chi c'è on devo postare 1 cosa
io
7 io no
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Palle
Palle sudate
Palle
Palle sudate
Palle sudate
Palle
Palle sudate
comunque ieri è stata inaugurata la Sagrada Familia finalmente.Decisamente il momento più importante della cristianità contemporanea
Raga...
Ascoltatevelo con questo di sottofondo:
Raga...
Ascoltatevelo con questo di sottofondo:
ora vado a mangiare se torno e quella bonazza ficona di eos non c'è consideratemi svenuto
la luce del sole ti tocca e tu tocchi lerbetta e poi ti viene voglia di tornare a casa pke sudi fa schifo uscire
con la carta costituzionale non fate niente
con la carta igienica vi pulite il culo
change my mind
con la carta igienica vi pulite il culo
change my mind
Cosa si prova ad uscire di casa?
ok adesso vi parlo dei miei problemi pisscogici
a me l'estate fa salire la depressione..letteralmente
c'è 1 roba ke si chiama depressione stagionale nn so magari ho sta cosa.. anche se il resto dell'anno nn è che sia 1 pasqua 😹
cmq devo cercarmi 1 nuovo psicologo pk l'ultima l'ho lasciata pk letteralmente tutte le sedute era solo io ke parlavo e poi pagavo.
cioe ok ci puo stare all'inizio ke mi devi conoscere però sorella se è così vado dal prete.. va be 1 ti chiede i soldi laltro ti inculq😹😹😹👍
ok cmw no okay non voglio sminuire professione pisscologo anche pk la prima ke ho avuto è stata 1 santa ke mi ha raccolto in 1 periodo in cui ero in 1000 pezzettini a terra pero ho dovuto lasciarla x motivi di forza maggiore
ho contattato 1 centro e mi hanno proposto 1 pisscologo uomo...sinceramente nn lo so pk nn so se mi troverei a mio agio con 1 uomo.......cioe cosa ne puo capire 1 uomo scusate..
a me l'estate fa salire la depressione..letteralmente
c'è 1 roba ke si chiama depressione stagionale nn so magari ho sta cosa.. anche se il resto dell'anno nn è che sia 1 pasqua 😹
cmq devo cercarmi 1 nuovo psicologo pk l'ultima l'ho lasciata pk letteralmente tutte le sedute era solo io ke parlavo e poi pagavo.
cioe ok ci puo stare all'inizio ke mi devi conoscere però sorella se è così vado dal prete.. va be 1 ti chiede i soldi laltro ti inculq😹😹😹👍
ok cmw no okay non voglio sminuire professione pisscologo anche pk la prima ke ho avuto è stata 1 santa ke mi ha raccolto in 1 periodo in cui ero in 1000 pezzettini a terra pero ho dovuto lasciarla x motivi di forza maggiore
ho contattato 1 centro e mi hanno proposto 1 pisscologo uomo...sinceramente nn lo so pk nn so se mi troverei a mio agio con 1 uomo.......cioe cosa ne puo capire 1 uomo scusate..
Hint programmato
All'alba il sole conquista l'orizzonte. A quell'ora la luce attraversa i rami degli alberi e la terrazza del tempio brilla come un antico dipinto.
Il legno dell'atrio scricchiola sotto il passo lieve ma deciso del monaco, che procede composto fino alle porte del santuario. Accanto alla sua tunica dondola un mazzo di chiavi, accompagnato da un tintinnio metallico.
È in piedi già da qualche ora, come ogni altro membro del santuario, per assolvere i compiti imposti dalla regola. In più tra non molto avranno inizio le funzioni liturgiche, e il tempio dev'essere pronto. Così il monaco prende il mazzo di chiavi dalla cinta e spalanca le porte della sala una ad una. La luce inonda lo spazio che fino a poco prima era immerso nella penombra. Il sole si posa proprio dinnanzi alla gigantesca statua del Buddha che domina il centro dell'atrio.
Il monaco avanza verso la terrazza, tenendo alle spalle il bagliore accecante della statua. Lì alcuni compagni stanno spazzando via le foglie dal pavimento sotto i raggi del sole mattutino. Il fruscio delle scope scuote il terreno come vento che agita le foglie. Questo suono ricorda i primi anni del suo apprendistato al tempio, quando gli venivano affidati i compiti più gravosi. Ora che ha accumulato molta esperienza, mentre le rughe cominciano a segnare il suo viso, torna a occuparsi di rado delle mansioni riservate ai discepoli più giovani. Ogni tanto, al mattino, prende in mano una scopa e spazza delicatamente i sentieri di pietra. Una volta di queste un altro monaco chiese perché mai ancora occupasse il tempo con i compiti faticosi e poco edificanti riservati ai novizi. La risposta non si fece attendere. Portato a termine il compito, poggiò la scopa a un albero, fissò a lungo il pavimento appena lucidato e disse:
"Passare la scopa significa meditare sulla morte. Osserva. La scopa allontana con delicatezza le foglie secche svelando il luccichio nascosto della pietra; e la morte libera temporaneamente dalla prigione della carne mostrando che l'unica realtà immutabile è il mutamento. In più, non spazzando a sufficienza, le foglie oscurano la pietra come la sofferenza impedisce di riconoscere e accettare il cambiamento. Spazzare e meditare sono pratiche quotidiane che fortificano la consapevolezza. Pensiamo che i più giovani non capiscano questi insegnamenti eppure continuiamo ad assegnare loro certi compiti. Vorrei vedere più discepoli in grado di tenere lucidi sia il tempio che lo spirito."
Da allora non gli è stato chiesto più nulla a riguardo. Ben presto si sono tutti convinti che dietro le azioni del monaco, anche quelle più semplici e quotidiane, risiede una devozione cieca, quasi superstiziosa, nei precetti buddisti. Un atteggiamento che molto spesso i suoi stessi compagni faticano a comprendere fino in fondo. Non dev'essere difficile da credere.
Una notte, durante un violento temporale, era stato sorpreso a meditare ai piedi della pagoda e ci era voluto non poco per riuscire a richiamarlo dentro al caldo. Appena rientrato aveva provato a giustificarsi davanti ai monaci più anziani, sostenendo di essere stato spinto fin lì dalla voce della pioggia. La febbre, che lo colse le settimane seguenti, avrebbe dovuto convincerlo dei rischi di assecondare gli spiriti. Ma così non fu.
Il monaco attraversa il sentiero di pietra che fiancheggia la pagoda scarlatta. Nel frattempo i primi devoti raggiungono il tempio. I pellegrini, dall'aria stanca dopo il lungo viaggio, vengono accolti e accompagnati agli alloggi. Gli abitanti del posto, muovendosi con destrezza tra gli edifici del complesso, riconoscono un altare o la lapide di una persona cara. Qualcuno ha la fortuna di poter chiedere consiglio a una tunica familiare. Al monaco questo clima di baccano risulta abbastanza indifferente. Come ogni mattina gestisce l'orto assieme ad alcuni compagni. In particolare egli cura le piante di tè, un impegno preso da quando è arrivato al santuario. Tra tutti i compiti che gli vengono assegnati, portati a termine con la solita costanza, coltivare è senz'altro il più adatto al proprio spirito profondo e meticoloso. Al tempio sanno bene che il tè proveniente da quel campo ha un aroma diverso dagli altri. E gira voce, giù al villaggio, che in passato questo monaco vivesse con gli spiriti della terra e una notte sia spuntato dal sottosuolo come un germoglio. Di tanto in tanto, prima di andar via, si ferma per un po' a osservare le gracili foglie di giada, forse per domandare loro qualcosa sulle sue origini.
Il santuario è circondato ai lati dalla vegetazione. Di fronte si staglia l'immensa vallata che custodisce al centro un villaggio non molto grande ma piuttosto vivace. La perla della valle, come lo chiamano deliziosamente i pellegrini, è cresciuto parecchio negli ultimi anni, grazie ai commerci e alla disponibilità di terra da sfruttare. Il santuario ha visto di conseguenza aumentare sia il numero dei devoti sia la quantità di donazioni, espresse dai facoltosi uomini del posto. Prima di allora il villaggio e il tempio formavano una piccola comunità che viveva dei prodotti della valle. I monaci più anziani raccontano con una certa nostalgia quei tempi lontani, quando regnava la tranquillità e la frugalità avvicinava i giovani allo studio invece di allontanarli. Infine concludono il discorso con una frase che ormai conoscono tutti, e tutti ripetono, quasi sempre abbassando la voce e distogliendo lo sguardo:
"è cambiato tutto quando sono nati i figli dell'incendio."
Il legno dell'atrio scricchiola sotto il passo lieve ma deciso del monaco, che procede composto fino alle porte del santuario. Accanto alla sua tunica dondola un mazzo di chiavi, accompagnato da un tintinnio metallico.
È in piedi già da qualche ora, come ogni altro membro del santuario, per assolvere i compiti imposti dalla regola. In più tra non molto avranno inizio le funzioni liturgiche, e il tempio dev'essere pronto. Così il monaco prende il mazzo di chiavi dalla cinta e spalanca le porte della sala una ad una. La luce inonda lo spazio che fino a poco prima era immerso nella penombra. Il sole si posa proprio dinnanzi alla gigantesca statua del Buddha che domina il centro dell'atrio.
Il monaco avanza verso la terrazza, tenendo alle spalle il bagliore accecante della statua. Lì alcuni compagni stanno spazzando via le foglie dal pavimento sotto i raggi del sole mattutino. Il fruscio delle scope scuote il terreno come vento che agita le foglie. Questo suono ricorda i primi anni del suo apprendistato al tempio, quando gli venivano affidati i compiti più gravosi. Ora che ha accumulato molta esperienza, mentre le rughe cominciano a segnare il suo viso, torna a occuparsi di rado delle mansioni riservate ai discepoli più giovani. Ogni tanto, al mattino, prende in mano una scopa e spazza delicatamente i sentieri di pietra. Una volta di queste un altro monaco chiese perché mai ancora occupasse il tempo con i compiti faticosi e poco edificanti riservati ai novizi. La risposta non si fece attendere. Portato a termine il compito, poggiò la scopa a un albero, fissò a lungo il pavimento appena lucidato e disse:
"Passare la scopa significa meditare sulla morte. Osserva. La scopa allontana con delicatezza le foglie secche svelando il luccichio nascosto della pietra; e la morte libera temporaneamente dalla prigione della carne mostrando che l'unica realtà immutabile è il mutamento. In più, non spazzando a sufficienza, le foglie oscurano la pietra come la sofferenza impedisce di riconoscere e accettare il cambiamento. Spazzare e meditare sono pratiche quotidiane che fortificano la consapevolezza. Pensiamo che i più giovani non capiscano questi insegnamenti eppure continuiamo ad assegnare loro certi compiti. Vorrei vedere più discepoli in grado di tenere lucidi sia il tempio che lo spirito."
Da allora non gli è stato chiesto più nulla a riguardo. Ben presto si sono tutti convinti che dietro le azioni del monaco, anche quelle più semplici e quotidiane, risiede una devozione cieca, quasi superstiziosa, nei precetti buddisti. Un atteggiamento che molto spesso i suoi stessi compagni faticano a comprendere fino in fondo. Non dev'essere difficile da credere.
Una notte, durante un violento temporale, era stato sorpreso a meditare ai piedi della pagoda e ci era voluto non poco per riuscire a richiamarlo dentro al caldo. Appena rientrato aveva provato a giustificarsi davanti ai monaci più anziani, sostenendo di essere stato spinto fin lì dalla voce della pioggia. La febbre, che lo colse le settimane seguenti, avrebbe dovuto convincerlo dei rischi di assecondare gli spiriti. Ma così non fu.
Il monaco attraversa il sentiero di pietra che fiancheggia la pagoda scarlatta. Nel frattempo i primi devoti raggiungono il tempio. I pellegrini, dall'aria stanca dopo il lungo viaggio, vengono accolti e accompagnati agli alloggi. Gli abitanti del posto, muovendosi con destrezza tra gli edifici del complesso, riconoscono un altare o la lapide di una persona cara. Qualcuno ha la fortuna di poter chiedere consiglio a una tunica familiare. Al monaco questo clima di baccano risulta abbastanza indifferente. Come ogni mattina gestisce l'orto assieme ad alcuni compagni. In particolare egli cura le piante di tè, un impegno preso da quando è arrivato al santuario. Tra tutti i compiti che gli vengono assegnati, portati a termine con la solita costanza, coltivare è senz'altro il più adatto al proprio spirito profondo e meticoloso. Al tempio sanno bene che il tè proveniente da quel campo ha un aroma diverso dagli altri. E gira voce, giù al villaggio, che in passato questo monaco vivesse con gli spiriti della terra e una notte sia spuntato dal sottosuolo come un germoglio. Di tanto in tanto, prima di andar via, si ferma per un po' a osservare le gracili foglie di giada, forse per domandare loro qualcosa sulle sue origini.
Il santuario è circondato ai lati dalla vegetazione. Di fronte si staglia l'immensa vallata che custodisce al centro un villaggio non molto grande ma piuttosto vivace. La perla della valle, come lo chiamano deliziosamente i pellegrini, è cresciuto parecchio negli ultimi anni, grazie ai commerci e alla disponibilità di terra da sfruttare. Il santuario ha visto di conseguenza aumentare sia il numero dei devoti sia la quantità di donazioni, espresse dai facoltosi uomini del posto. Prima di allora il villaggio e il tempio formavano una piccola comunità che viveva dei prodotti della valle. I monaci più anziani raccontano con una certa nostalgia quei tempi lontani, quando regnava la tranquillità e la frugalità avvicinava i giovani allo studio invece di allontanarli. Infine concludono il discorso con una frase che ormai conoscono tutti, e tutti ripetono, quasi sempre abbassando la voce e distogliendo lo sguardo:
"è cambiato tutto quando sono nati i figli dell'incendio."
cacapupu
quanti utenti ci sono on pk voglio raccontarvi una cosa con un audio ma ho vergogna
immaginate tipo gli hannales di hint dove scriviamo tutti gli eventi principali che sucvedono
se rimani in listening mi collego alla socket bby
ohana significa famiglia e famiglia vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato
tanto se votate glow up vuol dire che vi facevo cagare prima, se votate glow down vuol dire che vi faccio cagare adesso. In ogni caso mi offenderei ecco pk è anonimo, per la mia salute
mia zia è caduta e si è rotta il naso. È molto anziana. La persona a cui voglio più bene al mondo. Le avrò tipo offerto 100 volte di venire qui, di andare in Svizzera, di avere una o un badante. Le ho offerto anche un esoscheletro, ma lei rifiuta anche le cure per il naso.
Boh... le voglio un'infinità di bene. Senza di lei non potrei avere il carattere che ho oggi, non potrei essere vivo e non mangerei brioches.
Boh... le voglio un'infinità di bene. Senza di lei non potrei avere il carattere che ho oggi, non potrei essere vivo e non mangerei brioches.
le rose sono rosse
le viole sono blu
hai forse la tosse
o non ci sei più?
Sono già le 7
non è che mi esci le tette
le viole sono blu
hai forse la tosse
o non ci sei più?
Sono già le 7
non è che mi esci le tette
le rose sono rosse
le viole sono blu
mi piacciono le tette,
ma ancor di più tu
le viole sono blu
mi piacciono le tette,
ma ancor di più tu
Anonimo
la globale
Anonimo
resterò su di te come uno schizzo disegnato da monet
stasera mi sento triste
Everything shower: fatta
Aerosol: facendo
Latte caldo: da fare
La mia vita
Aerosol: facendo
Latte caldo: da fare
La mia vita
fa fottutamente caldo in questo pullman
Il mio supermercato preferito 
c'è un uomo che legge LA GENESI al ristorante
tra vento, sole etc...
performative christian
tra vento, sole etc...
performative christian
@MAHDI ancora non lo sa ma prossimamente il suo cagnolone sarà a casa mia 😏
MANCANO TRE CAPITOLI SE STI DUE NON SI DANNO NEMMENO UN BACETTO MI SOTTERRO VIVA
Ciao ho riempito camera di mio fratello con sticker cringe
Anonimo
Ho paura di farmi amici ma vorrei degli amici
Basta ora mi spiegate come fate a fare i wordle al primo tentativo
mio padre oggi “io sto diventando ateo” “mi state facendo diventare ateo” procede a bestemmiare
e tu ce lai e tu e tu *smoccolamento* e tu ce lai *sniffata* broul stars sul telefono posso giocarci eddai posso giocarci ce lai o no dai dimmelo o io o io te lo SPACCO ahajjjah eddaiiii me lo diciiii ce lai o no braul starsss
quando lui crede che io sia intenzionata a mandargli foto esplicite
ma io faccio solo un trauma dump per essere consolata (anche se non vengo consolata) e poi lo ghosto
nella mia fase kpop il mio gruppo preferito erano le red velvet e odiavo qualsiasi gruppo maschile
Panino con ls cotoletta delle quasi 5
Il mercato di Catania è molto magico e puzzolente, 10/10