c'è stato un OMICIDIO nella mia città e nn lo sapevo 😥
ho sonno
Noi non siamo umani e siamo cavalli e i cavalli sono
è tipo una backroom
ma ci sono solo io on che cosa inquietante
devo togliere le lenti fhe palle
ok ora parliamo di cose serie
penso che soffio conosca l’identità di sinner
quanto vuoi x rivelarmela
ti pago
ok ora parliamo di cose serie
penso che soffio conosca l’identità di sinner
quanto vuoi x rivelarmela
ti pago
NOOOOOOOO ieri era il kissing day e me lo sono perso 💔💔
non ho sonno
succhino all’albicocca senza zuccheri perchè voglio mangiare sano (ho appena mangiato 2 biscotti gelato al cioccolato)
ok si sn confessati alla fine
waooo inutile venirmi a dire che ce qualcuno che ogni giorno indovina la parola del giorno, 0,1% e succede ogni giorno porco due immagina essere cosi fallito, comunque @eos come cavolo hai fatto a farlo in due try
Giuro che sei era tutto nell immaginazione di questo vecchio faccio saltare in aria paramount
mw perché sto piangendo
Stream Conclusa
26:07accorrete!!! nn so quanto durerò cmq il microfono dovrebbe essere attivo
Sborra. Sborra ovunque. Cristina la trovava davvero in ogni angolo della casa: sul pavimento, sugli asciugamani, persino sulla sua
spugna e sul suo spazzolino. Per non parlare del suo intimo, ormai costantemente preda del figlio che lo rubava dal cesto della roba sporca
e dopo averlo usato ripetutamente lo rimetteva a posto. Ovviamente
intriso di sperma. L’odore della sborra di Giorgio nel giro di poche settimane aveva rapidamente conquistato l’intera casa ma Cristina non se
la sentiva di affrontare il figlio. O forse le andava bene così. Quell’odore
di sesso le piaceva. L’odore di Giorgio le piaceva e non voleva più farne
a meno. Così come Cristina non poteva più fare a meno delle serate
in cui sdraiata sul divano dietro al glio notava il movimento della sua
mano all’altezza della patta e la macchia di sperma che lentamente ma
inesorabilmente si allargava nei pantaloni di Giorgio, che poco dopo
con una scusa correva in camera a cambiarsi pensando che la madre non
si accorgesse di nulla. Una mattina però Cristina dovette fare i conti con
un ulteriore passo in avanti della morbosa passione del figlio nei suoi
confronti quando Giorgio le fece trovare il vasetto di yogurt per la colazione stranamente già aperto sul tavolo della cucina. Le bastò infatti avvicinare il cucchiaino sotto il naso per capire che nel vasetto, oltre allo
yogurt, c’era anche un altro liquido bianco. Giorgio era rimasto seduto
proprio di fronte a lei e la guardava sso in bocca. Lo stava aspettando.
Aspettava l’esatto momento in cui la madre avrebbe per la prima volta
ingoiato la sua sborra. Cristina per un attimo pensò di fermarsi, posare
il cucchiaino, buttare l’intero contenuto del vasetto e tornare in camera.
Ma fu solo un attimo. Lo sguardo di Giorgio le fece immediatamente
cambiare idea. Uno, due, tre, quattro, cinque cucchiaini pieni di yogurt
e sborra entrarono nella bocca di Cristina mentre il figlio la fissava senza
riuscire a proferire una parola. La madre sorrise, la timidezza del figlio
riusciva ancora a intenerirla come quando era lei a dargli il suo latte.
Una timidezza che però non aveva impedito a Giorgio di sborrare nello
yogurt di Cristina. La tensione del figlio, tra la paura di essere scoperto
e l’eccitazione nel vedere la madre mangiare il suo sperma, era palpabile. Toccò quindi a Cristina rompere il muro di silenzio che avvolgeva
la cucina. Ma stavolta voleva fare in modo che Giorgio capisse che lei
sapeva. Ecco allora che la madre lo guardò fisso negli occhi e leccandosì
le labbra dopo aver mandato giù anche l’ultimo cucchiaino di yogurt
e sborra esclamò: "Davvero buono questo yogurt, quasi più del solito.
Tu ne sai qualcosa, Giorgio?". Il figlio strabuzzò gli occhi per qualche
secondo, abbassò lo sguardo e riuscì a pronunciare solo poche parole:
"Io... mamma". Poi corse in bagno dove, Cristina ne era certa, Giorgio
lo stava facendo per l’ennesima volta. L’ennesima sega. L’ennesima sega per mamma. Mentre lei, seduta in cucina, sentiva ancora in bocca il
gusto acre della sborra del figlio.
spugna e sul suo spazzolino. Per non parlare del suo intimo, ormai costantemente preda del figlio che lo rubava dal cesto della roba sporca
e dopo averlo usato ripetutamente lo rimetteva a posto. Ovviamente
intriso di sperma. L’odore della sborra di Giorgio nel giro di poche settimane aveva rapidamente conquistato l’intera casa ma Cristina non se
la sentiva di affrontare il figlio. O forse le andava bene così. Quell’odore
di sesso le piaceva. L’odore di Giorgio le piaceva e non voleva più farne
a meno. Così come Cristina non poteva più fare a meno delle serate
in cui sdraiata sul divano dietro al glio notava il movimento della sua
mano all’altezza della patta e la macchia di sperma che lentamente ma
inesorabilmente si allargava nei pantaloni di Giorgio, che poco dopo
con una scusa correva in camera a cambiarsi pensando che la madre non
si accorgesse di nulla. Una mattina però Cristina dovette fare i conti con
un ulteriore passo in avanti della morbosa passione del figlio nei suoi
confronti quando Giorgio le fece trovare il vasetto di yogurt per la colazione stranamente già aperto sul tavolo della cucina. Le bastò infatti avvicinare il cucchiaino sotto il naso per capire che nel vasetto, oltre allo
yogurt, c’era anche un altro liquido bianco. Giorgio era rimasto seduto
proprio di fronte a lei e la guardava sso in bocca. Lo stava aspettando.
Aspettava l’esatto momento in cui la madre avrebbe per la prima volta
ingoiato la sua sborra. Cristina per un attimo pensò di fermarsi, posare
il cucchiaino, buttare l’intero contenuto del vasetto e tornare in camera.
Ma fu solo un attimo. Lo sguardo di Giorgio le fece immediatamente
cambiare idea. Uno, due, tre, quattro, cinque cucchiaini pieni di yogurt
e sborra entrarono nella bocca di Cristina mentre il figlio la fissava senza
riuscire a proferire una parola. La madre sorrise, la timidezza del figlio
riusciva ancora a intenerirla come quando era lei a dargli il suo latte.
Una timidezza che però non aveva impedito a Giorgio di sborrare nello
yogurt di Cristina. La tensione del figlio, tra la paura di essere scoperto
e l’eccitazione nel vedere la madre mangiare il suo sperma, era palpabile. Toccò quindi a Cristina rompere il muro di silenzio che avvolgeva
la cucina. Ma stavolta voleva fare in modo che Giorgio capisse che lei
sapeva. Ecco allora che la madre lo guardò fisso negli occhi e leccandosì
le labbra dopo aver mandato giù anche l’ultimo cucchiaino di yogurt
e sborra esclamò: "Davvero buono questo yogurt, quasi più del solito.
Tu ne sai qualcosa, Giorgio?". Il figlio strabuzzò gli occhi per qualche
secondo, abbassò lo sguardo e riuscì a pronunciare solo poche parole:
"Io... mamma". Poi corse in bagno dove, Cristina ne era certa, Giorgio
lo stava facendo per l’ennesima volta. L’ennesima sega. L’ennesima sega per mamma. Mentre lei, seduta in cucina, sentiva ancora in bocca il
gusto acre della sborra del figlio.
Wordle fatto quindi posso andare a dormire
Notte notte
Notte notte
BRUTTO STUPIDO MA NN VEDI CHE A LEI PIACI TE NON IL TUO AMICO TWINK APRI GLI OCCHI
babbonasale cm hai fatto a indovinarla subito