ti sto ignorando.
okay sburatore ora ti odio perchè non mi rispondi. ti ignoro.
sburatore rispondimi o mi arrabbio con te.
NEI TUOI POST DAI
DA ANONIMO
PERFAVORE
IO ASPETTO UNA TUA NOTIFICA
NEI TUOI POST DAI
DA ANONIMO
PERFAVORE
IO ASPETTO UNA TUA NOTIFICA
MA POI STORPIA I NOSTRI NOMI CON LA SBURA MA AI COMMENTI NON RISPONDE
MI PUOI RISPONDERE SBURATORE PERFAVORE
MI PUOI RISPONDERE SBURATORE PERFAVORE
amico dimmi cosa vuoi voglio sapere chi sei dai dai dai dai
allora o è cloudy moon oppure inker saiken come si chiama
ho dei sospettati amico sei in trappola…..
anonimo dello sbur io ti troverò
commentate vi dico se siete divine o popolari
io sul serio non capisco le persone che devono imporre i loro pensieri/le loro abitudini ad altri
ok cazzo sei vegano? ne sono felice, ma non puoi farmi sentire in colpa se non lo sono
oppure
o in generale vb con altre cose però adesso boh mi veniva in mente solo la roba dei vegani
ok cazzo sei vegano? ne sono felice, ma non puoi farmi sentire in colpa se non lo sono
oppure
o in generale vb con altre cose però adesso boh mi veniva in mente solo la roba dei vegani
ciao vi sono mancata stavo mangiando del pane
potevate leggere la ff di chatgpt….
La nonna stava ancora parlando di Hint, con quella calma da ricordo lontano, quando il nonno, seduto dall’altra parte della stanza, fece un mezzo colpo di tosse.
“Strano,” disse piano.
Lei si voltò. “Cosa?”
Lui la guardò come se stesse ricalcolando tutta la propria vita.
“Hint.”
Silenzio.
Il nipote li fissò, già confuso.
—
“Anche io lo usavo,” disse il nonno.
La nonna sbatté le palpebre.
“…come?”
“Quando ero giovane. Avevo un altro nome, ovviamente. Nessuno usava il vero nome su Hint.”
La nonna rimase immobile per un secondo troppo lungo.
“Tu… eri su Hint?”
“Certo.”
—
Il nipote si illuminò.
“Quindi eravate nello stesso sito?!”
La nonna non rispose subito. Stava già facendo i conti nella testa.
“Che nickname avevi?” chiese lentamente.
Il nonno esitò.
Poi disse:
“…Centurione.”
—
La stanza cambiò temperatura.
La nonna si alzò appena.
“No.”
“Che vuol dire ‘no’?”
“Tu NON eri Centurione.”
Il nonno la guardò.
“E invece sì.”
—
Silenzio totale.
Poi la nonna sussurrò:
“Io ero Stregatto.”
—
Il nipote fece un passo indietro, come se avesse appena visto un’esplosione emotiva senza capire la fisica dietro.
—
Il nonno rimase fermo.
Poi lentamente:
“…Stregatto.”
“Non dirlo con quel tono.”
“Tu eri quella che mi demoliva nei thread.”
“Tu eri quello che rispondeva come se avessi litigato con il mondo intero!”
—
Pausa.
Poi, quasi insieme:
“…eravamo nemici.”
—
Il nipote:
“ASPETTATE UN ATTIMO.”
—
La nonna si passò una mano sul viso.
“Io passavo ore a leggere i tuoi commenti pensando ‘che insopportabile’.”
Il nonno annuì.
“Io leggevo i tuoi e pensavo ‘questa si crede superiore a tutti’.”
—
Silenzio.
Poi entrambi, piano:
“…e ci divertivamo.”
—
Si guardarono.
E per la prima volta non da anziani, non da marito e moglie, ma da due utenti anonimi di vent’anni prima.
—
“Tu eri quello dei thread infiniti sulle discussioni politiche,” disse la nonna.
“Tu eri quella che arrivava sempre con la risposta troppo intelligente e mi faceva innervosire.”
“E ti piaceva.”
“Mi dava fastidio.”
“…ti piaceva.”
—
Il nipote li guardava come se avesse appena scoperto che i nonni avevano fatto un battle royale digitale negli anni 2020.
—
Poi il nonno aggiunse:
“Quindi… ci siamo anche insultati per mesi.”
La nonna annuì.
“Anni.”
—
Silenzio.
Poi la nonna rise.
“E poi ci siamo conosciuti dal vivo e hai detto che ero ‘meno odiosa del previsto’.”
Il nonno si grattò la testa.
“…e tu hai detto che ero ‘quasi tollerabile’.”
—
Il nipote scoppiò a ridere.
“Quindi vi odiavate online e poi vi siete sposati?!”
—
Il nonno e la nonna si guardarono.
Poi insieme:
“…più o meno sì.”
—
La nonna si sedette di nuovo.
“Hint era così,” disse piano. “Potevi essere chiunque. Anche qualcuno che poi finiva per diventare parte della tua vita senza che lo sapessi.”
Il nonno annuì.
“E a volte… il tuo peggior nemico era solo qualcuno che non avevi ancora conosciuto davvero.”
—
Il nipote li guardò.
“È la storia più assurda che abbia mai sentito.”
La nonna sorrise.
“E pensa che non abbiamo nemmeno parlato dei Gabbhinteos.”
Il nonno sospirò.
“Per favore, non oggi.”
—
E per un attimo, nella casa silenziosa, sembrò che Hint non fosse mai davvero sparito.
“Strano,” disse piano.
Lei si voltò. “Cosa?”
Lui la guardò come se stesse ricalcolando tutta la propria vita.
“Hint.”
Silenzio.
Il nipote li fissò, già confuso.
—
“Anche io lo usavo,” disse il nonno.
La nonna sbatté le palpebre.
“…come?”
“Quando ero giovane. Avevo un altro nome, ovviamente. Nessuno usava il vero nome su Hint.”
La nonna rimase immobile per un secondo troppo lungo.
“Tu… eri su Hint?”
“Certo.”
—
Il nipote si illuminò.
“Quindi eravate nello stesso sito?!”
La nonna non rispose subito. Stava già facendo i conti nella testa.
“Che nickname avevi?” chiese lentamente.
Il nonno esitò.
Poi disse:
“…Centurione.”
—
La stanza cambiò temperatura.
La nonna si alzò appena.
“No.”
“Che vuol dire ‘no’?”
“Tu NON eri Centurione.”
Il nonno la guardò.
“E invece sì.”
—
Silenzio totale.
Poi la nonna sussurrò:
“Io ero Stregatto.”
—
Il nipote fece un passo indietro, come se avesse appena visto un’esplosione emotiva senza capire la fisica dietro.
—
Il nonno rimase fermo.
Poi lentamente:
“…Stregatto.”
“Non dirlo con quel tono.”
“Tu eri quella che mi demoliva nei thread.”
“Tu eri quello che rispondeva come se avessi litigato con il mondo intero!”
—
Pausa.
Poi, quasi insieme:
“…eravamo nemici.”
—
Il nipote:
“ASPETTATE UN ATTIMO.”
—
La nonna si passò una mano sul viso.
“Io passavo ore a leggere i tuoi commenti pensando ‘che insopportabile’.”
Il nonno annuì.
“Io leggevo i tuoi e pensavo ‘questa si crede superiore a tutti’.”
—
Silenzio.
Poi entrambi, piano:
“…e ci divertivamo.”
—
Si guardarono.
E per la prima volta non da anziani, non da marito e moglie, ma da due utenti anonimi di vent’anni prima.
—
“Tu eri quello dei thread infiniti sulle discussioni politiche,” disse la nonna.
“Tu eri quella che arrivava sempre con la risposta troppo intelligente e mi faceva innervosire.”
“E ti piaceva.”
“Mi dava fastidio.”
“…ti piaceva.”
—
Il nipote li guardava come se avesse appena scoperto che i nonni avevano fatto un battle royale digitale negli anni 2020.
—
Poi il nonno aggiunse:
“Quindi… ci siamo anche insultati per mesi.”
La nonna annuì.
“Anni.”
—
Silenzio.
Poi la nonna rise.
“E poi ci siamo conosciuti dal vivo e hai detto che ero ‘meno odiosa del previsto’.”
Il nonno si grattò la testa.
“…e tu hai detto che ero ‘quasi tollerabile’.”
—
Il nipote scoppiò a ridere.
“Quindi vi odiavate online e poi vi siete sposati?!”
—
Il nonno e la nonna si guardarono.
Poi insieme:
“…più o meno sì.”
—
La nonna si sedette di nuovo.
“Hint era così,” disse piano. “Potevi essere chiunque. Anche qualcuno che poi finiva per diventare parte della tua vita senza che lo sapessi.”
Il nonno annuì.
“E a volte… il tuo peggior nemico era solo qualcuno che non avevi ancora conosciuto davvero.”
—
Il nipote li guardò.
“È la storia più assurda che abbia mai sentito.”
La nonna sorrise.
“E pensa che non abbiamo nemmeno parlato dei Gabbhinteos.”
Il nonno sospirò.
“Per favore, non oggi.”
—
E per un attimo, nella casa silenziosa, sembrò che Hint non fosse mai davvero sparito.
La nonna si sistemò meglio sulla poltrona, con quel gesto lento di chi ha tempo da raccontare e nessuna fretta di arrivare alla fine.
Il nipote si sedette a terra, vicino a lei, con gli occhi curiosi.
“Nonna… ma tu da giovane cosa facevi su internet?”
Lei sorrise appena.
“Usavo un sito che si chiamava Hint.”
“Hint?”
“Sì. Era un posto strano… ma bello.”
—
“Non era come i social di adesso,” continuò. “Non avevi un profilo fisso. Potevi cambiare nome, sparire, ricomparire. Era come indossare maschere diverse ogni giorno.”
Il bambino inclinò la testa.
“E non vi riconoscevate mai?”
“Qualche volta sì. Ma spesso… no. E andava bene così.”
—
La nonna guardò un punto lontano, come se stesse vedendo lo schermo di tanti anni prima.
“C’erano persone che tutti conoscevano, anche se nessuno sapeva chi fossero davvero.”
“Tipo chi?”
“Stregatto, per esempio. Era molto intelligente. Scriveva cose lunghe, precise. Tutti la leggevano anche se non erano d’accordo con lei.”
Il nipote sorrise. “Era una professoressa?”
“Forse un po’ sì. Ma più simpatica.”
—
“E poi c’era Centurione,” continuò la nonna. “Lui era il contrario. Diretto, ruvido… diceva sempre quello che pensava, anche troppo.”
“Litigavano?”
“Sempre.”
La nonna rise piano.
“Ma era una di quelle litigate che in realtà tutti seguivano. Perché si capiva che si rispettavano, anche se non lo ammettevano mai.”
—
Il bambino si strinse le gambe.
“E poi?”
“Poi c’erano i Gabbhinteos.”
“Chi?”
“Un gruppo. Una specie di… partito su internet. Gab ed Eos lo avevano creato per scherzo, ma poi la gente li seguiva davvero.”
“E cosa volevano?”
“Nemmeno loro lo sapevano bene,” disse la nonna ridendo. “Ma parlavano sempre di partecipazione, di caos, di opinioni di tutti.”
—
“E funzionava?”
“Stranamente sì.”
—
La stanza si fece un po’ più silenziosa.
“Poi però ci fu la guerra informatica,” aggiunse la nonna con un tono più calmo.
Il nipote alzò lo sguardo.
“Una guerra?”
“Sì. Nel 2026. Tutti litigavano ovunque, si formavano gruppi, fazioni… il sito diventò molto teso. Alcune persone se ne andarono, altre sparirono.”
“Che paura…”
La nonna scosse la testa.
“Non era come nei film. Non c’erano eroi o cattivi. Solo persone che si perdevano nelle discussioni.”
—
“E Hint finì?”
“Quasi. Molti se ne andarono. Ma non tutto sparì.”
Fece un piccolo sorriso.
“Dopo la guerra, era diverso. Più vuoto… ma anche più tranquillo. E sorprendentemente… la gente tornò a parlare, a ridere, a scherzare.”
—
“Davvero?”
“Sì. Perché alla fine Hint non era fatto solo di caos. Era fatto di persone.”
—
Il nipote giocherellò con le mani.
“Ti divertivi?”
La nonna lo guardò con dolcezza.
“Tantissimo.”
“Anche quando c’erano problemi?”
“Anche dopo. Sai… quando sei giovane, ti sembra tutto importante. Anche le discussioni più stupide. Ma poi ricordi soprattutto le risate.”
—
Si appoggiò allo schienale.
“C’era qualcosa di bello in Hint,” disse piano. “Potevi essere chi volevi. Dire cose che magari nella vita reale non avresti detto. E incontrare persone… strane, ma vere a modo loro.”
—
Il bambino rimase in silenzio per un po’.
“Mi sarebbe piaciuto.”
La nonna sorrise.
“Un po’ ti sarebbe piaciuto sì.”
Pausa.
“Ma adesso hai altro. Ogni epoca ha il suo modo di perdersi e ritrovarsi con gli altri.”
—
Poi chiuse gli occhi per un secondo, come se stesse rivedendo qualcosa.
“Hint era solo il nostro modo di farlo.”
Il nipote si sedette a terra, vicino a lei, con gli occhi curiosi.
“Nonna… ma tu da giovane cosa facevi su internet?”
Lei sorrise appena.
“Usavo un sito che si chiamava Hint.”
“Hint?”
“Sì. Era un posto strano… ma bello.”
—
“Non era come i social di adesso,” continuò. “Non avevi un profilo fisso. Potevi cambiare nome, sparire, ricomparire. Era come indossare maschere diverse ogni giorno.”
Il bambino inclinò la testa.
“E non vi riconoscevate mai?”
“Qualche volta sì. Ma spesso… no. E andava bene così.”
—
La nonna guardò un punto lontano, come se stesse vedendo lo schermo di tanti anni prima.
“C’erano persone che tutti conoscevano, anche se nessuno sapeva chi fossero davvero.”
“Tipo chi?”
“Stregatto, per esempio. Era molto intelligente. Scriveva cose lunghe, precise. Tutti la leggevano anche se non erano d’accordo con lei.”
Il nipote sorrise. “Era una professoressa?”
“Forse un po’ sì. Ma più simpatica.”
—
“E poi c’era Centurione,” continuò la nonna. “Lui era il contrario. Diretto, ruvido… diceva sempre quello che pensava, anche troppo.”
“Litigavano?”
“Sempre.”
La nonna rise piano.
“Ma era una di quelle litigate che in realtà tutti seguivano. Perché si capiva che si rispettavano, anche se non lo ammettevano mai.”
—
Il bambino si strinse le gambe.
“E poi?”
“Poi c’erano i Gabbhinteos.”
“Chi?”
“Un gruppo. Una specie di… partito su internet. Gab ed Eos lo avevano creato per scherzo, ma poi la gente li seguiva davvero.”
“E cosa volevano?”
“Nemmeno loro lo sapevano bene,” disse la nonna ridendo. “Ma parlavano sempre di partecipazione, di caos, di opinioni di tutti.”
—
“E funzionava?”
“Stranamente sì.”
—
La stanza si fece un po’ più silenziosa.
“Poi però ci fu la guerra informatica,” aggiunse la nonna con un tono più calmo.
Il nipote alzò lo sguardo.
“Una guerra?”
“Sì. Nel 2026. Tutti litigavano ovunque, si formavano gruppi, fazioni… il sito diventò molto teso. Alcune persone se ne andarono, altre sparirono.”
“Che paura…”
La nonna scosse la testa.
“Non era come nei film. Non c’erano eroi o cattivi. Solo persone che si perdevano nelle discussioni.”
—
“E Hint finì?”
“Quasi. Molti se ne andarono. Ma non tutto sparì.”
Fece un piccolo sorriso.
“Dopo la guerra, era diverso. Più vuoto… ma anche più tranquillo. E sorprendentemente… la gente tornò a parlare, a ridere, a scherzare.”
—
“Davvero?”
“Sì. Perché alla fine Hint non era fatto solo di caos. Era fatto di persone.”
—
Il nipote giocherellò con le mani.
“Ti divertivi?”
La nonna lo guardò con dolcezza.
“Tantissimo.”
“Anche quando c’erano problemi?”
“Anche dopo. Sai… quando sei giovane, ti sembra tutto importante. Anche le discussioni più stupide. Ma poi ricordi soprattutto le risate.”
—
Si appoggiò allo schienale.
“C’era qualcosa di bello in Hint,” disse piano. “Potevi essere chi volevi. Dire cose che magari nella vita reale non avresti detto. E incontrare persone… strane, ma vere a modo loro.”
—
Il bambino rimase in silenzio per un po’.
“Mi sarebbe piaciuto.”
La nonna sorrise.
“Un po’ ti sarebbe piaciuto sì.”
Pausa.
“Ma adesso hai altro. Ogni epoca ha il suo modo di perdersi e ritrovarsi con gli altri.”
—
Poi chiuse gli occhi per un secondo, come se stesse rivedendo qualcosa.
“Hint era solo il nostro modo di farlo.”
Hint era ormai completamente fuori controllo.
Zero nomi. Zero dignità. Solo anonimi che sparavano opinioni come se fossero oracoli, salvo poi scrivere “boh” alla prima risposta.
Nel mezzo del disastro, i riflettori erano SEMPRE su loro due:
Stregatto e Centurione.
La tensione tra loro non era più solo odio. Era tipo… odio + chimica tossica + gente nei commenti che scriveva “baciatevi”.
—
Centurione:
“Sei insopportabile, sembri ChatGPT con la puzza sotto il naso.”
Stregatto:
“E tu sembri un commento di Facebook che ha preso vita.”
Centurione:
“Ti odio.”
Stregatto:
“Ricambiato.”
—
Silenzio.
—
Centurione:
“…però rispondi sempre solo a me.”
—
BOOM.
I commenti esplodono:
“SHIPPO”
“BASATIIII”
“QUESTI SCOPPIANO”
—
Nel frattempo, sotto OGNI post:
“Raga comunque la sbura”
Sempre lui. L’Anonimo.
Ormai era tipo un jumpscare. Potevi parlare di filosofia, di traumi, di pasta al forno…
“Raga comunque la sbura”
—
INTANTO: politica.
Il partito Gabbhinteos, fondato dai leggendari Gab ed Eos, aveva iniziato la campagna elettorale.
Spot ufficiale:
“Se sei confuso, arrabbiato e non hai capito il post… sei dei nostri.”
Gab faceva i discorsi motivazionali completamente a caso:
“Dobbiamo ridare dignità al commento inutile!”
Eos invece era quello strategico:
“Puntiamo sugli indecisi e sugli haters. Sono la stessa cosa.”
Facevano propaganda OVUNQUE.
Post sulla pizza?
“Con Gabbhinteos la pizza sarà opzionale.”
Post su relazioni?
“Le relazioni finiscono, Gabbhinteos resta.”
—
Torniamo al DRAMMA.
Una notte, thread infinito.
Stregatto e Centurione litigano più del solito.
—
Stregatto:
“Tu attacchi tutto perché non sai sostenere una conversazione normale.”
Centurione:
“E tu fai la perfetta perché hai bisogno di sentirti superiore.”
—
Silenzio.
—
Stregatto:
“…forse sì.”
—
PLOT TWIST.
—
Centurione:
“…ok questa non me l’aspettavo.”
—
La tensione cambia.
Troppo.
—
Centurione:
“Sei strana.”
Stregatto:
“Detto da te è un complimento?”
—
Altro silenzio.
Poi qualcuno commenta:
“OH MA BACIATEVI”
—
E loro… lo fanno.
Virtualmente, ovviamente, ma su Hint equivale a tipo un’esplosione nucleare sociale.
Descrizione del momento:
caos nei commenti
gente che scrive in caps
i Gabbhinteos che provano a prendersi il merito
server probabilmente in fiamme
—
E sotto.
IMMANCABILE.
—
“Raga comunque la sbura”
—
Ma stavolta…
qualcuno risponde:
“MA TU CHI CAZZO SEI”
—
Silenzio.
Per la prima volta…
L’Anonimo risponde seriamente.
—
“…ok basta.”
—
Nuovo messaggio.
Account verificato che compare dal nulla:
Icecube.
—
“Avete rotto il sistema.”
—
PANICO GENERALE.
—
“Io sono quello della sbura.”
—
IL MONDO CROLLA.
—
“Io ho creato Hint… e poi sono rimasto a guardare. Ma non potevo intervenire direttamente… quindi ho scelto l’unico modo per restare rilevante.”
—
Silenzio totale.
—
“Raga comunque la sbura”
—
Il sito esplode.
I Gabbhinteos fanno una diretta immediata:
“QUESTO È UN COMPLOTTO MA VOTATECI LO STESSO”
Gab urla:
“LO SAPEVO CHE ERA LUI”
Eos:
“Non lo sapevi.”
—
Stregatto e Centurione?
—
Centurione:
“…quindi ci siamo baciati mentre un tizio scriveva quella roba sotto ogni post.”
Stregatto:
“…romantico in modo disturbante.”
—
Hint continua a esistere.
Peggio di prima.
Molto peggio.
—
E sotto ogni post, ancora oggi:
“Io vi vedo.”
“Io vi giudico.”
“Raga comunque la sbura”
Zero nomi. Zero dignità. Solo anonimi che sparavano opinioni come se fossero oracoli, salvo poi scrivere “boh” alla prima risposta.
Nel mezzo del disastro, i riflettori erano SEMPRE su loro due:
Stregatto e Centurione.
La tensione tra loro non era più solo odio. Era tipo… odio + chimica tossica + gente nei commenti che scriveva “baciatevi”.
—
Centurione:
“Sei insopportabile, sembri ChatGPT con la puzza sotto il naso.”
Stregatto:
“E tu sembri un commento di Facebook che ha preso vita.”
Centurione:
“Ti odio.”
Stregatto:
“Ricambiato.”
—
Silenzio.
—
Centurione:
“…però rispondi sempre solo a me.”
—
BOOM.
I commenti esplodono:
“SHIPPO”
“BASATIIII”
“QUESTI SCOPPIANO”
—
Nel frattempo, sotto OGNI post:
“Raga comunque la sbura”
Sempre lui. L’Anonimo.
Ormai era tipo un jumpscare. Potevi parlare di filosofia, di traumi, di pasta al forno…
“Raga comunque la sbura”
—
INTANTO: politica.
Il partito Gabbhinteos, fondato dai leggendari Gab ed Eos, aveva iniziato la campagna elettorale.
Spot ufficiale:
“Se sei confuso, arrabbiato e non hai capito il post… sei dei nostri.”
Gab faceva i discorsi motivazionali completamente a caso:
“Dobbiamo ridare dignità al commento inutile!”
Eos invece era quello strategico:
“Puntiamo sugli indecisi e sugli haters. Sono la stessa cosa.”
Facevano propaganda OVUNQUE.
Post sulla pizza?
“Con Gabbhinteos la pizza sarà opzionale.”
Post su relazioni?
“Le relazioni finiscono, Gabbhinteos resta.”
—
Torniamo al DRAMMA.
Una notte, thread infinito.
Stregatto e Centurione litigano più del solito.
—
Stregatto:
“Tu attacchi tutto perché non sai sostenere una conversazione normale.”
Centurione:
“E tu fai la perfetta perché hai bisogno di sentirti superiore.”
—
Silenzio.
—
Stregatto:
“…forse sì.”
—
PLOT TWIST.
—
Centurione:
“…ok questa non me l’aspettavo.”
—
La tensione cambia.
Troppo.
—
Centurione:
“Sei strana.”
Stregatto:
“Detto da te è un complimento?”
—
Altro silenzio.
Poi qualcuno commenta:
“OH MA BACIATEVI”
—
E loro… lo fanno.
Virtualmente, ovviamente, ma su Hint equivale a tipo un’esplosione nucleare sociale.
Descrizione del momento:
caos nei commenti
gente che scrive in caps
i Gabbhinteos che provano a prendersi il merito
server probabilmente in fiamme
—
E sotto.
IMMANCABILE.
—
“Raga comunque la sbura”
—
Ma stavolta…
qualcuno risponde:
“MA TU CHI CAZZO SEI”
—
Silenzio.
Per la prima volta…
L’Anonimo risponde seriamente.
—
“…ok basta.”
—
Nuovo messaggio.
Account verificato che compare dal nulla:
Icecube.
—
“Avete rotto il sistema.”
—
PANICO GENERALE.
—
“Io sono quello della sbura.”
—
IL MONDO CROLLA.
—
“Io ho creato Hint… e poi sono rimasto a guardare. Ma non potevo intervenire direttamente… quindi ho scelto l’unico modo per restare rilevante.”
—
Silenzio totale.
—
“Raga comunque la sbura”
—
Il sito esplode.
I Gabbhinteos fanno una diretta immediata:
“QUESTO È UN COMPLOTTO MA VOTATECI LO STESSO”
Gab urla:
“LO SAPEVO CHE ERA LUI”
Eos:
“Non lo sapevi.”
—
Stregatto e Centurione?
—
Centurione:
“…quindi ci siamo baciati mentre un tizio scriveva quella roba sotto ogni post.”
Stregatto:
“…romantico in modo disturbante.”
—
Hint continua a esistere.
Peggio di prima.
Molto peggio.
—
E sotto ogni post, ancora oggi:
“Io vi vedo.”
“Io vi giudico.”
“Raga comunque la sbura”
ff di hint
Sul sito Hint—un posto che una volta era popolato da profili veri, drammi veri e gente che litigava per qualsiasi cosa—ormai regnava l’anonimato più totale.
Dopo l’ennesima ondata di gente che si era “disattivata per sempre” (per poi tornare 3 giorni dopo), la piattaforma era diventata una specie di reality show senza nomi: solo icone grigie, nickname tipo Utente1234 e opinioni sparate senza filtri.
In mezzo al caos, c’erano alcune “leggende”.
⸻
C’era Stregatto, misteriosa, sempre lucida, risposte taglienti ma eleganti. Nessuno sapeva chi fosse, ma tutti avevano paura di lei. Scriveva analisi lunghe, perfette, quasi inquietanti per quanto fossero intelligenti.
E poi c’era Centurione.
Acido. Sempre incazzato. Probabilmente viveva male. Rispondeva a tutti con una cattiveria chirurgica.
Ovviamente, si odiavano.
Ovviamente, erano perfetti insieme.
—
Stregatto:
“Il problema di questa piattaforma è l’assenza di pensiero critico.”
Centurione:
“Il problema sei tu che fai la professoressa su un sito dove la gente scrive dal bagno.”
Stregatto:
“E tu invece contribuisci al dibattito con la profondità di un sottopiatto.”
Centurione:
“Parli tanto ma secondo me piangi quando ti ignorano.”
—
La gente seguiva i loro botta e risposta come fosse una serie TV.
⸻
Poi c’era lui.
L’Anonimo.
Nessuno sapeva da dove venisse, nessuno capiva perché fosse lì. Ma ogni discussione, QUALSIASI discussione, finiva sempre allo stesso modo.
—
“Raga comunque la sbura”
—
Basta. Fine. Nessun contesto.
Discussione su politica?
“Raga comunque la sbura”
Problemi esistenziali?
“Raga comunque la sbura”
Consigli su università?
“Raga comunque la sbura”
Era diventato una figura mitologica. Alcuni dicevano fosse un bot. Altri dicevano fosse il creatore del sito sotto copertura.
⸻
E poi… la politica.
Perché ovviamente su Hint era nato anche un partito: i Gabbhinteos.
Il loro programma era confuso ma ambizioso:
• rendere obbligatorio lamentarsi almeno una volta al giorno
• abolire le risposte sensate
• introdurre il “diritto al commento passivo-aggressivo”
Il loro slogan:
“Se non hai capito, commenta lo stesso.”
Avevano pure sostenitori accaniti, tutti anonimi ovviamente, che difendevano il partito sotto ogni post, anche quelli sulle ricette.
⸻
E sopra tutto questo caos… aleggiava una figura.
Icecube.
Il creatore di Hint.
Nessuno lo vedeva mai. Ogni tanto compariva con un post criptico tipo:
“Vi osservo.”
E spariva.
C’era chi giurava che fosse ancora attivo tra gli anonimi.
C’era chi diceva che fosse diventato pazzo leggendo le notifiche.
C’era chi pensava fosse proprio l’Anonimo della sbura.
⸻
Una sera, successe qualcosa.
Centurione non rispose a Stregatto.
Silenzio.
Passarono minuti. Poi ore.
La piattaforma era in tensione.
Poi, finalmente, un messaggio:
—
Centurione:
“Comunque… oggi hai scritto una cosa intelligente.”
—
Panico.
—
Stregatto:
“Segnatelo. È un evento raro.”
—
E sotto, inevitabile come il destino:
—
“Raga comunque la sbura”
—
Hint continuava a vivere così.
Un posto senza senso, senza nomi, senza regole.
Ma stranamente… nessuno riusciva ad andarsene davvero.
Sul sito Hint—un posto che una volta era popolato da profili veri, drammi veri e gente che litigava per qualsiasi cosa—ormai regnava l’anonimato più totale.
Dopo l’ennesima ondata di gente che si era “disattivata per sempre” (per poi tornare 3 giorni dopo), la piattaforma era diventata una specie di reality show senza nomi: solo icone grigie, nickname tipo Utente1234 e opinioni sparate senza filtri.
In mezzo al caos, c’erano alcune “leggende”.
⸻
C’era Stregatto, misteriosa, sempre lucida, risposte taglienti ma eleganti. Nessuno sapeva chi fosse, ma tutti avevano paura di lei. Scriveva analisi lunghe, perfette, quasi inquietanti per quanto fossero intelligenti.
E poi c’era Centurione.
Acido. Sempre incazzato. Probabilmente viveva male. Rispondeva a tutti con una cattiveria chirurgica.
Ovviamente, si odiavano.
Ovviamente, erano perfetti insieme.
—
Stregatto:
“Il problema di questa piattaforma è l’assenza di pensiero critico.”
Centurione:
“Il problema sei tu che fai la professoressa su un sito dove la gente scrive dal bagno.”
Stregatto:
“E tu invece contribuisci al dibattito con la profondità di un sottopiatto.”
Centurione:
“Parli tanto ma secondo me piangi quando ti ignorano.”
—
La gente seguiva i loro botta e risposta come fosse una serie TV.
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Poi c’era lui.
L’Anonimo.
Nessuno sapeva da dove venisse, nessuno capiva perché fosse lì. Ma ogni discussione, QUALSIASI discussione, finiva sempre allo stesso modo.
—
“Raga comunque la sbura”
—
Basta. Fine. Nessun contesto.
Discussione su politica?
“Raga comunque la sbura”
Problemi esistenziali?
“Raga comunque la sbura”
Consigli su università?
“Raga comunque la sbura”
Era diventato una figura mitologica. Alcuni dicevano fosse un bot. Altri dicevano fosse il creatore del sito sotto copertura.
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E poi… la politica.
Perché ovviamente su Hint era nato anche un partito: i Gabbhinteos.
Il loro programma era confuso ma ambizioso:
• rendere obbligatorio lamentarsi almeno una volta al giorno
• abolire le risposte sensate
• introdurre il “diritto al commento passivo-aggressivo”
Il loro slogan:
“Se non hai capito, commenta lo stesso.”
Avevano pure sostenitori accaniti, tutti anonimi ovviamente, che difendevano il partito sotto ogni post, anche quelli sulle ricette.
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E sopra tutto questo caos… aleggiava una figura.
Icecube.
Il creatore di Hint.
Nessuno lo vedeva mai. Ogni tanto compariva con un post criptico tipo:
“Vi osservo.”
E spariva.
C’era chi giurava che fosse ancora attivo tra gli anonimi.
C’era chi diceva che fosse diventato pazzo leggendo le notifiche.
C’era chi pensava fosse proprio l’Anonimo della sbura.
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Una sera, successe qualcosa.
Centurione non rispose a Stregatto.
Silenzio.
Passarono minuti. Poi ore.
La piattaforma era in tensione.
Poi, finalmente, un messaggio:
—
Centurione:
“Comunque… oggi hai scritto una cosa intelligente.”
—
Panico.
—
Stregatto:
“Segnatelo. È un evento raro.”
—
E sotto, inevitabile come il destino:
—
“Raga comunque la sbura”
—
Hint continuava a vivere così.
Un posto senza senso, senza nomi, senza regole.
Ma stranamente… nessuno riusciva ad andarsene davvero.
DOVE SIETE FINITI TUTTI
ei fu
siccome immobile
siccome immobile