ho dimenticato di fare la foto alla cazzuola 😭😭 però era un botto buona e sono super proud, perfino la bimba voleva mangiarla ma diciamo che non rientra nella sua dieta ecco
26 ott 2025 alle 12:04
ho passato tutta mattina a fare la cazzuola sono molto proud ✌️✌️
(chi mi dice che non sa cos'è lo mando da mia nonna a fare i lavori forzati)
26 ott 2025 alle 11:18
ora è ora di nanna perché bisogna essere carichi per preparare la cazzuola per domani ✌️✌️
25 ott 2025 alle 23:28
comunque sono felicissima di aver vinto a dixit oggi
1
25 ott 2025 alle 23:28
Avatar SakuraLeaf 🐝 Arte Cultura
Premessa: non è assolutamente mio ambito di competenza massimo, ma ci ho provato, ammetto di aver praticamente fatto un collage di descrizioni autorevoli e.riconosco di non aver descritto. Grazie per l'attenzione 💕

Il "Grande Rosso" di Alberto Burri è un'opera d'arte unica e innovativa, realizzata nel 1964. Questo capolavoro rappresenta un esempio perfetto dello stile di Burri, caratterizzato da una fusione di astrazione, gestualità e un approccio radicale alla materia.Burri, con la sua formazione da medico, ha sempre avuto un approccio scientifico e analitico alla sua arte. Ha utilizzato la plastica come medium principale, un materiale che rappresenta l'essenza stessa della modernità e della produzione industriale. La plastica è stata manipolata, strappata e plasmata per creare una superficie scultorea e tridimensionale sulla tela.

La tecnica utilizzata da Burri è caratterizzata dall'uso della fiamma ossidrica, che ha permesso di creare una superficie fortemente testurizzata e stratificata. Il colore rosso intenso è stato ottenuto attraverso il processo di combustione della plastica, che ha creato un contrasto visivo tra il colore e la tridimensionalità della plastica.

*Passato da Medico*

Il passato da medico di Burri ha influenzato notevolmente la sua arte. Ha sempre avuto un interesse per la materia e la sua trasformazione, e ha visto l'arte come un modo per esplorare e comprendere il mondo intorno a lui.

La sua esperienza come medico gli ha anche permesso di sviluppare una sensibilità unica per la materia e la sua manipolazione. Ha visto la plastica come un materiale vivo, che poteva essere plasmato e trasformato attraverso il fuoco e la pressione.

*Significato e Impatto*

Il "Grande Rosso" di Burri rappresenta un momento importante nella storia dell'arte contemporanea. È un esempio di come l'arte possa essere utilizzata per esplorare e comprendere il mondo intorno a noi, e di come la materia possa essere trasformata e plasmata per creare qualcosa di nuovo e innovativo.

L'opera di Burri ha influenzato notevolmente la scena artistica italiana e internazionale, e continua ad essere studiata e ammirata oggi come un esempio di arte innovativa e visionaria.
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25 ott 2025 alle 23:03 (modificato)
@Stregatto_ sto rendendo onore al tuo personagginooo🤘🤘 (mi mancano 6 punti e vinco)
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25 ott 2025 alle 21:38
sono lo stregatto 🤘🌸
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25 ott 2025 alle 20:36
Avatar SakuraLeaf 🐝 Arte Cultura
@gl0finnn @Crisi_Esistenziale @Ciaoscrivocose @novizio ecco a voi la leggenda del crocifisso di Donatello e di Brunelleschi

Giorgio Vasari, nel suo celebre tomo Le Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori (edizione del 1550, ampliata nel 1568), narra un famoso aneddoto sulla creazione di due crocifissi da parte di Donatello (da ora in poi D.), che illustrano il suo genio artistico e la sua capacità di rappresentare la realtà umana con realismo. La riporto dalle parole del Vasari (con qualche adattamento per chiarezza, ma senza alterare il contenuto originale):

D., scultore fiorentino del XV secolo, ricevette l'incarico di scolpire un crocifisso per la chiesa di Santa Croce a Firenze. Quando presentò l'opera ai frati del convento, uno di loro, un giovane novizio, osservò che il Cristo raffigurato sembrava un semplice contadino crocifisso, con un corpo robusto e muscoloso, più adatto a un lavoratore dei campi che a un Salvatore divino. D., con la sua arguzia tipica, rispose: "Se Cristo fosse stato un contadino, sarebbe apparso proprio così; ma poiché era Dio, la sua forma era perfetta e divina".

I frati, insoddisfatti, chiesero a D. di creare un'opera più raffinata e spirituale. L'artista, per dimostrare la sua maestria, scolpì allora un secondo crocifisso destinato alla chiesa di San Domenico a Bologna. Questo secondo crocifisso rappresentava Cristo con proporzioni più eleganti, un corpo più slanciato e un'espressione di sofferenza più idealizzata, in linea con le aspettative religiose dell'epoca. Vasari commenta che entrambi i crocifissi erano capolavori, ma il primo evidenziava il realismo rivoluzionario di D., ispirato alla natura umana, mentre il secondo mostrava la sua capacità di adattarsi a stili più classici.

Questa leggenda sottolinea il contrasto tra realismo e idealizzazione nell'arte rinascimentale, e Vasari la usa per elogiare D. come innovatore che rompeva con le convenzioni medievali, rappresentando figure umane con autenticità derivata dall'osservazione diretta della vita quotidiana. I due crocifissi esistono ancora oggi: quello di Santa Croce è nella Cappella Bardi, mentre quello di Bologna è nella Basilica di San Domenico.

E voi mi direte "e che cazzo c'entra Brunelleschi?", beh un altra versione della leggenda dice che fieramente D. andò da B. per mostrargli la sua opera di cui andava molto fiero, ma B. con tutto il suo liberalismo gli disse "Donato, hai messo un contadino in croce?" e allora abbastanza offeso D. gli lanciò un guanto di sfida, che Brunelleschi testardo come pochi raccolse e con tutta la calma del mondo si mise a fare un suo bel crocifisso, poi una volta finito invitò D. a mangiare da lui, gli diede appuntamento al mercato vecchio (piazza stra bella di firenze) e B. si mise a fare compere, poi diede tutto in mano al povero D. e gli disse di iniziare ad andare a casa, dove quel furbone di B. aveva preparato tutto un bell'allestimento con tanto di luci adatte per far sbalordire D. e ci riuscì,
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25 ott 2025 alle 16:14
lo sapete il mito del crocifisso di Donatello e di Brunelleschi?
si
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no (voglio saperlo!!)
2
no (e sto bene così)
0
5 Voti
25 ott 2025 alle 15:43
Anonimo
Originale
Si dai, adesso mi ammazzo perché degli sconosciuti di merda mi hanno fatto sentire una merda. Tanto nessuno frega un cazzo
boh ok? cioè, mi spiace che l'unica soluzione che riesci a trovare sia minacciare di suicidarti, lo trovo irrispettoso e poco maturo, ma ok, vita tua scelta tua
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25 ott 2025 alle 15:21
Anonimo
Originale
Ok, sono un ritardato del cazzo e lo ammetto. Invece di fare questo teatrino di merda mi facevo i cazzi miei. Però ecco, rendetemi conto che mi state dando ragione: mi avete messo al centro e avete iniziato ad insultarmi in massa tutti quanti. Non è bullismo questo?
mi sembra salvini che si lamenta che nessuno lo rispetta, ma poi vuole costruire un ponte infattibile🥳
25 ott 2025 alle 15:18
diocane avevo il wifi disattivato da ieri sera
voglio piangere 😭😭😭
ho usato un botto di dati
25 ott 2025 alle 12:58
detto da fumatrice, come fai a pensare di spegnere la sigaretta sul tessuto? soprattutto a quando pare va di moda spegnerla sul velluto o sulla seta…cioè boh non so (mi ha fatto venire in mente il post sotto)
25 ott 2025 alle 12:41
indovinate quale delle seguenti minchiate NON ha fatto oggi andrea:
è andata in università convinta fosse lunedì
è uscita di casa con un abbinamento di colori dubbio (a detta della mia ragazza) sicura di avere un buon outfit
ha dato da mangiare al gatto il cibo del serpente e al serpente quello del cane (ma al cane ha dato quello giusto)
ha detto a un professore che "prima di parlare bisogna informarsi" alludendo una scarsa conoscenza nella propria materia
25 ott 2025 alle 11:57
@ice ma c'è un limite caratteri per i commenti??
24 ott 2025 alle 20:33
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Originale
La zattera di Medusa (su consiglio di @codeine)Oggi vi ammetto che il livello di scopiazzamento da Harper's BAZAAR è davvero elevato, quinti oggi non mi prendo meriti. Però è un dipinto troppo bello che doveva essere valorizzato nel migliore dei modi.
Dipinta da Théodore Géricault nel 1819 con l’obiettivo di affermarsi come uno dei migliori pittori del suo tempo, "La zattera della Medusa" ha come soggetto un evento storico che durante il periodo di realizzazione stava godendo di grande risonanza internazionale.

Nel giugno del 1816 la fregata francese Méduse era partita da Rochefort in direzione Senegal insieme ad altre tre imbarcazioni per accertarsi che l’Inghilterra stesse rispettando gli accordi del trattato di Parigi. Il comandante della spedizione non aveva grande esperienza con la navigazione: dopo aver ordinato di aumentare la velocità dell’imbarcazione per ridurre tempi e costi dell’iniziativa, la sua nave si incagliò in un banco di sabbia a più di 150km dalla Mauritania.
L’intero equipaggio dovette iniziare un viaggio di fortuna a bordo di scialuppe di salvataggio. Centinaia di viaggiatori si trovarono costretti a salire a bordo di una zattera che inizialmente venne trascinata dalle barche. Dopo la rottura della fune, però, fu abbandonata al suo destino per dodici giorni, fino all’arrivo del battello Argus.
Sulla zattera si verificarono episodi di una violenza e i superstiti si diedero al cannibalismo pur di sopravvivere. Una volta diffusa la notizia sui quotidiani, l’evento generò forte imbarazzo nella monarchia di Francia, al tempo restaurata da solo un anno, dopo la sconfitta di Napoleone.Consapevole dell’opportunità di ricevere grandi attenzione grazie a un quadro con soggetto un evento così traumatico per il suo paese, Théodore Géricault decise di incontrare alcuni dei sopravvissuti alla grande tragedia del 1816. Chiese inoltre a dei falegnami di costruire per lui un modello della zattera e osservò da vicino il mare in tempesta lungo la costa francese. Suggestionato dalla ferocia dei racconti, il pittore poté così stabilire il tono drammatico di "La zattera della Medusa" che ha come punti di riferimento alcuni dipinti dei grandi maestri italiani osservati durante i tanti viaggi nel Belpaese. È infatti possibile notare grandi somiglianze con il "Giudizio universale" di Michelangelo nella Cappella Sistina e con la "Trasfigurazione" di Raffaello oggi conservato nella Pinacoteca vaticana.

(continua nei commenti)
"La zattera della Medusa" divenne immediatamente un enorme successo, alternando critiche positive a feroci commenti di condanna. A seguito della prematura scomparsa del pittore a soli trentatré anni nel 1824, l’opera venne acquistata dal Louvre dove si trasformò in un’icona del Romanticismo capace di influenzare le carriere di artisti come Delacroix (che io confondo sempre con Géricault), Courbet e Manet. In "La zattera della medusa" Théodore Géricault decide di rappresentare il momento più drammatico vissuto dai superstiti durante la tragedia. I protagonisti del quadro sono infatti al dodicesimo giorno di deriva e intravedono all’orizzonte l’arrivo della Argus. Grazie alle colossali dimensioni della tela, inoltre, i soggetti in secondo piano vengono resi in scala reale, mentre i corpi straziati dall’immensa fatica che l’occhio dello spettatore incontra per primi risultano essere quasi doppi rispetto alla loro grandezza naturale. Tra le tante figure è possibile identificare un anziano che sostiene il corpo di un figlio ormai morto, un uomo in lacrime per la frustrazione e un gruppo di persone purtroppo non sopravvissute e ora in attesa di essere trascinate via dal mare. A fare da contraltare a una così grande drammaticità, però, vengono inseriti sulla parte opposta del dipinto dei segnali di speranza. I naufraghi hanno infatti notato in lontananza l’arrivo di un battello amico, che infonde nei loro muscoli la vitalità necessaria per richiamare l’attenzione. Dettaglio che spesso sfugge, ma che io ho impresso nella mia mente fin dalle medie: il calzino sul piede di uno dei corpi in basso alla base della piramide, simbolo costante dell'umanità che rimase in quei poveri viaggiatori abbandonati e costretti a cose disumane.

Da un punto di vista stilistico, Géricault ricorre a una composizione su due strutture piramidali e contrapposte che conferiscono all’opera un grande dinamismo verticale. Lo sguardo di chi osserva viene indirizzato sui punti focali del quadro: la nave all’orizzonte, la figura centrale che sventola il panno e l’ammasso di corpi senza vita che testimonia la portata della tragedia. La tavolozza del pittore spicca per i pigmenti pallidi e dominano i colori scuri che ambientano la scena in un’atmosfera tetra e tragica in cui la luce all’orizzonte è l’unico segnale di una flebile speranza di salvare la propria vita dopo quasi due settimane alla deriva.
4
24 ott 2025 alle 20:27
Avatar SakuraLeaf 🐝 Arte Cultura
La zattera di Medusa (su consiglio di @codeine)Oggi vi ammetto che il livello di scopiazzamento da Harper's BAZAAR è davvero elevato, quinti oggi non mi prendo meriti. Però è un dipinto troppo bello che doveva essere valorizzato nel migliore dei modi.
Dipinta da Théodore Géricault nel 1819 con l’obiettivo di affermarsi come uno dei migliori pittori del suo tempo, "La zattera della Medusa" ha come soggetto un evento storico che durante il periodo di realizzazione stava godendo di grande risonanza internazionale.

Nel giugno del 1816 la fregata francese Méduse era partita da Rochefort in direzione Senegal insieme ad altre tre imbarcazioni per accertarsi che l’Inghilterra stesse rispettando gli accordi del trattato di Parigi. Il comandante della spedizione non aveva grande esperienza con la navigazione: dopo aver ordinato di aumentare la velocità dell’imbarcazione per ridurre tempi e costi dell’iniziativa, la sua nave si incagliò in un banco di sabbia a più di 150km dalla Mauritania.
L’intero equipaggio dovette iniziare un viaggio di fortuna a bordo di scialuppe di salvataggio. Centinaia di viaggiatori si trovarono costretti a salire a bordo di una zattera che inizialmente venne trascinata dalle barche. Dopo la rottura della fune, però, fu abbandonata al suo destino per dodici giorni, fino all’arrivo del battello Argus.
Sulla zattera si verificarono episodi di una violenza e i superstiti si diedero al cannibalismo pur di sopravvivere. Una volta diffusa la notizia sui quotidiani, l’evento generò forte imbarazzo nella monarchia di Francia, al tempo restaurata da solo un anno, dopo la sconfitta di Napoleone.Consapevole dell’opportunità di ricevere grandi attenzione grazie a un quadro con soggetto un evento così traumatico per il suo paese, Théodore Géricault decise di incontrare alcuni dei sopravvissuti alla grande tragedia del 1816. Chiese inoltre a dei falegnami di costruire per lui un modello della zattera e osservò da vicino il mare in tempesta lungo la costa francese. Suggestionato dalla ferocia dei racconti, il pittore poté così stabilire il tono drammatico di "La zattera della Medusa" che ha come punti di riferimento alcuni dipinti dei grandi maestri italiani osservati durante i tanti viaggi nel Belpaese. È infatti possibile notare grandi somiglianze con il "Giudizio universale" di Michelangelo nella Cappella Sistina e con la "Trasfigurazione" di Raffaello oggi conservato nella Pinacoteca vaticana.

(continua nei commenti)
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24 ott 2025 alle 20:23
Anonimo
Originale
Devo comprarmi un libro sull astronomia... arriverò a 20 anni che ho studiato cose che probabilmente mi saranno inutili per noia🤞
amore, coltivo piante e fiori, studio storia dell'arte e ho fatto il conservatorio, ti sembra che qualcosa c'entri uno con l'altro? no, sopravvivo lo stesso? si
quindi insegui le tue passioni e fottitene di chi ti dice che devi fare qualcosa per essere qualcuno (e preparati a sfotterli mentre impazziscono per biochimica o analisi 2)
3
24 ott 2025 alle 19:28
Avatar SakuraLeaf 🐝 Arte Cultura
Originale
come direbbe un noto personaggio della storia del novecento: "è il momento delle decisioni irrevocabili"

allora a parte le minchiate: proponetemi che opera d'arte dovrei analizzarvi oggi😝😝 (ho finito le idee e non penso vogliate una lezioncina sulla prospettiva dello spedale degli innocenti)
rilancio perché mi avete ignorata😔 (anzi mi avete messo like e nessuno mi ha risposto, potrei seriamente mandarvi le mie pagine di appunti universitari sullo spedale degli innocenti eh, non costringetemi)
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24 ott 2025 alle 19:27
Avatar SakuraLeaf 🐝 Arte Cultura
come direbbe un noto personaggio della storia del novecento: "è il momento delle decisioni irrevocabili"

allora a parte le minchiate: proponetemi che opera d'arte dovrei analizzarvi oggi😝😝 (ho finito le idee e non penso vogliate una lezioncina sulla prospettiva dello spedale degli innocenti)
24 ott 2025 alle 18:28
Hint @ 2026