@gl0finnn @Crisi_Esistenziale @Ciaoscrivocose @novizio ecco a voi la leggenda del crocifisso di Donatello e di Brunelleschi
Giorgio Vasari, nel suo celebre tomo Le Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori (edizione del 1550, ampliata nel 1568), narra un famoso aneddoto sulla creazione di due crocifissi da parte di Donatello (da ora in poi D.), che illustrano il suo genio artistico e la sua capacità di rappresentare la realtà umana con realismo. La riporto dalle parole del Vasari (con qualche adattamento per chiarezza, ma senza alterare il contenuto originale):
D., scultore fiorentino del XV secolo, ricevette l'incarico di scolpire un crocifisso per la chiesa di Santa Croce a Firenze. Quando presentò l'opera ai frati del convento, uno di loro, un giovane novizio, osservò che il Cristo raffigurato sembrava un semplice contadino crocifisso, con un corpo robusto e muscoloso, più adatto a un lavoratore dei campi che a un Salvatore divino. D., con la sua arguzia tipica, rispose: "Se Cristo fosse stato un contadino, sarebbe apparso proprio così; ma poiché era Dio, la sua forma era perfetta e divina".
I frati, insoddisfatti, chiesero a D. di creare un'opera più raffinata e spirituale. L'artista, per dimostrare la sua maestria, scolpì allora un secondo crocifisso destinato alla chiesa di San Domenico a Bologna. Questo secondo crocifisso rappresentava Cristo con proporzioni più eleganti, un corpo più slanciato e un'espressione di sofferenza più idealizzata, in linea con le aspettative religiose dell'epoca. Vasari commenta che entrambi i crocifissi erano capolavori, ma il primo evidenziava il realismo rivoluzionario di D., ispirato alla natura umana, mentre il secondo mostrava la sua capacità di adattarsi a stili più classici.
Questa leggenda sottolinea il contrasto tra realismo e idealizzazione nell'arte rinascimentale, e Vasari la usa per elogiare D. come innovatore che rompeva con le convenzioni medievali, rappresentando figure umane con autenticità derivata dall'osservazione diretta della vita quotidiana. I due crocifissi esistono ancora oggi: quello di Santa Croce è nella Cappella Bardi, mentre quello di Bologna è nella Basilica di San Domenico.
E voi mi direte "e che cazzo c'entra Brunelleschi?", beh un altra versione della leggenda dice che fieramente D. andò da B. per mostrargli la sua opera di cui andava molto fiero, ma B. con tutto il suo liberalismo gli disse "Donato, hai messo un contadino in croce?" e allora abbastanza offeso D. gli lanciò un guanto di sfida, che Brunelleschi testardo come pochi raccolse e con tutta la calma del mondo si mise a fare un suo bel crocifisso, poi una volta finito invitò D. a mangiare da lui, gli diede appuntamento al mercato vecchio (piazza stra bella di firenze) e B. si mise a fare compere, poi diede tutto in mano al povero D. e gli disse di iniziare ad andare a casa, dove quel furbone di B. aveva preparato tutto un bell'allestimento con tanto di luci adatte per far sbalordire D. e ci riuscì,
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