La zattera di Medusa (su consiglio di
@codeine)

Oggi vi ammetto che il livello di scopiazzamento da Harper's BAZAAR è davvero elevato, quinti oggi non mi prendo meriti. Però è un dipinto troppo bello che doveva essere valorizzato nel migliore dei modi.
Dipinta da Théodore Géricault nel 1819 con l’obiettivo di affermarsi come uno dei migliori pittori del suo tempo, "La zattera della Medusa" ha come soggetto un evento storico che durante il periodo di realizzazione stava godendo di grande risonanza internazionale.
Nel giugno del 1816 la fregata francese Méduse era partita da Rochefort in direzione Senegal insieme ad altre tre imbarcazioni per accertarsi che l’Inghilterra stesse rispettando gli accordi del trattato di Parigi. Il comandante della spedizione non aveva grande esperienza con la navigazione: dopo aver ordinato di aumentare la velocità dell’imbarcazione per ridurre tempi e costi dell’iniziativa, la sua nave si incagliò in un banco di sabbia a più di 150km dalla Mauritania.
L’intero equipaggio dovette iniziare un viaggio di fortuna a bordo di scialuppe di salvataggio. Centinaia di viaggiatori si trovarono costretti a salire a bordo di una zattera che inizialmente venne trascinata dalle barche. Dopo la rottura della fune, però, fu abbandonata al suo destino per dodici giorni, fino all’arrivo del battello Argus.
Sulla zattera si verificarono episodi di una violenza e i superstiti si diedero al cannibalismo pur di sopravvivere. Una volta diffusa la notizia sui quotidiani, l’evento generò forte imbarazzo nella monarchia di Francia, al tempo restaurata da solo un anno, dopo la sconfitta di Napoleone.

Consapevole dell’opportunità di ricevere grandi attenzione grazie a un quadro con soggetto un evento così traumatico per il suo paese, Théodore Géricault decise di incontrare alcuni dei sopravvissuti alla grande tragedia del 1816. Chiese inoltre a dei falegnami di costruire per lui un modello della zattera e osservò da vicino il mare in tempesta lungo la costa francese. Suggestionato dalla ferocia dei racconti, il pittore poté così stabilire il tono drammatico di "La zattera della Medusa" che ha come punti di riferimento alcuni dipinti dei grandi maestri italiani osservati durante i tanti viaggi nel Belpaese. È infatti possibile notare grandi somiglianze con il "Giudizio universale" di Michelangelo nella Cappella Sistina e con la "Trasfigurazione" di Raffaello oggi conservato nella Pinacoteca vaticana.
(continua nei commenti)
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