Non garantisco lucidità ma proviamo
Comunque, a parte le cagate che ero sicuro avrebbe corretto, quello che ho scritto non fa schifo e la tesi non è da buttare come pensavo. Che bello!!! 🥹
I mod di Hint dopo l'ultimo drama:

Buongiorno...guardate i like dei tre post sotto, perfezione
La felicità è un furto...o è un bel risarcimento. Cacchio adoro ogni canzone di quell'album
Domani ennesima rottura di scatole, non vedo l'ora di laurearmi. Buonanotte notturni ;)
Domani ennesima rottura di scatole, non vedo l'ora di laurearmi. Buonanotte notturni ;)
Se al momento di iscrivermi all'università mi avessero detto che avrei mandato più mail e richieste di colloquio di un impiegato del catasto avrei assunto un assistente
Buongiorno :)Non leggete se non volete sorbirvi i miei problemi :)
Buonanotte nasoni
Buonanotte nasoni
LA 104

Che domande, Lenin. Breve ricordo, a 12/13 anni presi in mano la sua biografia e iniziai a leggerla. Non l'ho mai finita ma credo che i miei problemi siano cominciati allora 🤔Post muto



Mhh
INVOCO:
Notte raga ;)
Notte raga ;)
@chain_user ma sei proprio sicuro che ti piaccia lui?Bene ragazzi la prova è andata bene, vi voglio tutti pronti la prossima volta. Bravi tutti, fatevi un bell'applauso
Buonanotte hintini :)
Lo scacchista
Lo scacchista siede in silenzio dietro il suo esercito senza volto. Muove una pedina, poi un'altra, poi un'altra ancora. "Scacco matto" pensa, poi guarda il cielo, dove si nasconde il nemico più tremendo. Con una smorfia saluta l'ennesimo sfidante, si alza e va via. Non ha più nulla da imparare eppure ogni mattina torna a quel tavolo e gioca. Vincere non ha importanza, anzi è diventato piuttosto nauseante. Ma quella logica lo avvolgeva con la dolcezza di un ricordo d'infanzia. Aveva incontrato il gioco da bambino, rovistando tra i ricordi in un pomeriggio piovoso, per non lasciarlo più. Passava ore fissando il campo con la curiosità di uno scienziato, tentando di afferrare i suoi segreti più profondi. Lui che conosceva solo l'angoscia non poteva proprio capire la calma dei burattini. Era come se le pedine portassero ordine in una vita di rottami. In una casa vuota, per la prima volta, aveva incontrato uno scopo, e visto in volto il suo avversario. La partita continua da allora. Quel bambino rincorre l'imprevedibile per imprigionarlo tra i pensieri come una farfalla nella rete. Il peggior nemico per l'uomo è proprio lui, l'ignoto, il caso, ognuno può chiamarlo come vuole e poi sognare di batterlo. Eppure qualcuno di tanto in tanto ci crede davvero, immagina di inaugurare una crociata contro il destino, sellare il cavallo e assediarlo, l'ignoto. "Ma queste sono metafore" direbbe lui, ricordando che un tono da feroce guerriero proprio non gli si addice e al contempo invocando la serietà della sua missione. Lo scopo che le pedine gli avevano mostrato è la serenità dell'ordine, un futuro dove tutto ha il suo posto e la vita splende di perfezione matematica. Quando le mani afferrano i pezzi sente il brivido di quella visione commovente, allora gli sembra di toccare l'eternità...e di lasciar andare il piccolo bambino spaventato. Così, seduto al suo tavolo diventa un architetto di armonie, eleganti come schemi di pensiero, elettriche come le scintille nervose che dispongono ogni pezzo nella composizione definitiva. Sul campo da gioco la logica e la pianificazione vincono sul destino e sul caos, sempre. E lui è finito lì per caso, il caso che tanto disprezza. Perché in un pomeriggio piovoso, a rovistare tra i frammenti del passato erano in due, il bambino e la sorte. Forse la fortuna cercava qualcuno con cui giocare, e magari al momento di accettare la sconfitta lo scacchista ricomincerà la partita, stavolta con un volto e un nome diversi. Allora avrà finalmente raggiunto il cielo
Lo scacchista siede in silenzio dietro il suo esercito senza volto. Muove una pedina, poi un'altra, poi un'altra ancora. "Scacco matto" pensa, poi guarda il cielo, dove si nasconde il nemico più tremendo. Con una smorfia saluta l'ennesimo sfidante, si alza e va via. Non ha più nulla da imparare eppure ogni mattina torna a quel tavolo e gioca. Vincere non ha importanza, anzi è diventato piuttosto nauseante. Ma quella logica lo avvolgeva con la dolcezza di un ricordo d'infanzia. Aveva incontrato il gioco da bambino, rovistando tra i ricordi in un pomeriggio piovoso, per non lasciarlo più. Passava ore fissando il campo con la curiosità di uno scienziato, tentando di afferrare i suoi segreti più profondi. Lui che conosceva solo l'angoscia non poteva proprio capire la calma dei burattini. Era come se le pedine portassero ordine in una vita di rottami. In una casa vuota, per la prima volta, aveva incontrato uno scopo, e visto in volto il suo avversario. La partita continua da allora. Quel bambino rincorre l'imprevedibile per imprigionarlo tra i pensieri come una farfalla nella rete. Il peggior nemico per l'uomo è proprio lui, l'ignoto, il caso, ognuno può chiamarlo come vuole e poi sognare di batterlo. Eppure qualcuno di tanto in tanto ci crede davvero, immagina di inaugurare una crociata contro il destino, sellare il cavallo e assediarlo, l'ignoto. "Ma queste sono metafore" direbbe lui, ricordando che un tono da feroce guerriero proprio non gli si addice e al contempo invocando la serietà della sua missione. Lo scopo che le pedine gli avevano mostrato è la serenità dell'ordine, un futuro dove tutto ha il suo posto e la vita splende di perfezione matematica. Quando le mani afferrano i pezzi sente il brivido di quella visione commovente, allora gli sembra di toccare l'eternità...e di lasciar andare il piccolo bambino spaventato. Così, seduto al suo tavolo diventa un architetto di armonie, eleganti come schemi di pensiero, elettriche come le scintille nervose che dispongono ogni pezzo nella composizione definitiva. Sul campo da gioco la logica e la pianificazione vincono sul destino e sul caos, sempre. E lui è finito lì per caso, il caso che tanto disprezza. Perché in un pomeriggio piovoso, a rovistare tra i frammenti del passato erano in due, il bambino e la sorte. Forse la fortuna cercava qualcuno con cui giocare, e magari al momento di accettare la sconfitta lo scacchista ricomincerà la partita, stavolta con un volto e un nome diversi. Allora avrà finalmente raggiunto il cielo
