Nel nostro viaggio nell'Autodromo Nazionale di Monza abbiamo fatto un giro di pista, rimane però da scoprire la pitlane, ovvero la corsia che porta ai box, che affianca il rettilineo.
In origine non esisteva alcun muretto a separare le auto in sosta dalle auto in corsa. Le auto si fermavano a bordo pista per le operazioni semplici, come il rifornimento, mentre per le riparazioni dovevano essere portate nelle vecchie officine, ma di queste ne parleremo più avanti. Osservando la foto potete vedere la palazzina dei meccanici, oggi sostituita dai box, con piccoli alloggi per i meccanici, che proteggevano gli stessi da eventuali incidenti. Le terrazze al di sopra,riservate a partner e sponsor delle squadre. offrivano agli spettatori una vista esclusiva sulla corsa.
La corsia dei box compare a Monza soltanto nel 1962. Negli anni a venire il muretto dei box diventa il luogo preferito dei direttori sportivi, che affacciati sul rettilineo principale potevano dare indicazioni immediate ai piloti in corsa.
Negli anni '80 la struttura storica viene demolita e rimpiazzata con quella odierna: una grande palazzina che ospita 48 box, componibili mediante pareti mobili, atti a ospitare 16 team di 2 vetture di Formula 1, con tutto l'occorrente per la manutenzione delle vetture in pista.
La pitlane ha una corsia box e una corsia di transito. In pitlane vige il limite di velocità, non si possono superare i 60 km/h. Chi è in corsia di transito ha la precedenza su chi è in pitlane. Durante una corsa le vetture non rientrano ai box, ma si fermano in pitlane, pronte per ributtarsi in pista nel minor tempo possibile.
Sono Ezio Greggio, Jerry Calà, Massimo Boldi e Christian De Sica
Mentre ieri abbiamo visto il cuore dell'Autodromo Nazionale di Monza, oggi scopriamo il cervello. Nella corsia dei box si trova la stanza più importante del circuito. Tutte le informazioni passano di qua, dall'apertura della pitlane fino alle verifiche tecniche dopo la gara. Un grande centro tecnologico arbitra sul corretto svolgimento delle competizioni.
La direzione gara è paragonabile alla sala VAR per il calcio, ma è molto più avanzata e complessa. È dunque fondamentale un buon lavoro di squadra e lo sfruttamento di ogni tecnologia disponibile.
Gli occhi della direzione gara sono le 23 telecamere distribuite su tutto il circuito. Sono collegate attraverso un cablaggio di nuova generazione, in fibra ottica.
Poi c'è l'udito... Il personale a bordo pista, piloti e squadre, la Safety Car e l'auto medica, sono collegati alla direzione gara attraverso le comunicazioni radio. Ogni Marshall a bordo pista ha un radiotrasmettitore, con il quale comunica in tempo reale con la direzione gara.
Infine abbiamo il tatto: lungo la pista ci sono sensori nei punti più importanti, per rilevare tempi e posizioni delle vetture, ma anche per verificare eventuali informazioni, come un taglio di curva o una falsa partenza.
13 tecnici raccolgono queste informazioni, mettendole a disposizione dei commissari di gara e del direttore di gara, che sono gli arbitri delle corse. Il direttore di gara comunica le proprie decisioni attraverso la pubblicazione cartacea dei comunicati, la comunicazione via radio e, nella forma più importante, con le bandiere esposte lungo il circuito (che vedremo più avanti).
Incrociando la via del paddock, si percorre la via dei box, che corre parallela alla pitlane. A differenza del paddock, questa area è accessibile al pubblico ed è dedicata interamente ai tifosi.
In questa via troviamo lo store ufficiale dell'autodromo. Oltre al merchandising ufficiale della Formula 1 e dei team, è possibile trovare numerosi oggetti da collezione unici. Non mancano anche gli equipaggiamenti per i piloti amatoriali.
Di fronte allo store c'è una scultura dedicata a Juan Manuel Fangio, l'eroe argentino che a Monza trionfò per ben tre volte. Il miglior souvenir per una visita in autodromo è una foto a bordo della sua Mercedes.
Sulla destra del cancello invece sorgono i vecchi box, che scopriremo più avanti, mentre tornando sul lato destro troviamo un piazzale dedicato agli eventi. La grande struttura coperta nacque come museo della velocità, con una piccola collezione di auto protagoniste su questo circuito. La gestione fu difficile e, dopo la sua chiusura, oggi accoglie un piccolo punto di ristoro per i visitatori.

Concluso il giro di pista ci spostiamo alle spalle della palazzina dei box, dove troviamo due grandi piazzali. Quest'area è il paddock. Il paddock è più di un area di parcheggio. Durante il weekend di gara diventa un vero e proprio villaggio. Ogni squadra affitta una o più caselle. Si va da un semplice furgoncino con rimorchio per le squadre amatoriali, fino ai camion superaccessoriati della Formula 1.
I camion entrano nel Parco di Monza dall'ingresso di Santa Maria delle Selve, accedono all'autodromo dall'ingresso principale e prendono posto nel paddock. Quelli dedicati alla parte tecnica vengono suddivisi: in uno si trova il magazzino, mentre nell'altro l'officina mobile.