Buongiorno ❤️
I accept no authority
Except my mom.
Except my mom.
Comunque rega la cosa delle ragazze nude nel bosco ho deciso di scriverla ma sarà una storia di sesso puramente consensuale. Niente marchese de Sade.
Devo aspettare un'ora da solo. Intrattenetemi.
La cosa buona di studiare tedesco è che gli anni passati a imparare inglese ti sembrano tipo una passeggiata di salute. L'inglese ti sembrerà più facile che conquistare la Polonia nella WW2 una volta che apri un libro di grammatica tedesca.
Comunque rega non sono morto sono solo molto impegnato
Io: la vita umana è solitaria brutale e breve, ho le skill sociali di un eremita antipatico, morirò solo e abbandonato
*Un mio post anonimo su una pagina Instagram Spotted dove chiedevo per nuove conoscenze ottiene 30 interazioni, in altre parole ho 30 nuove persone da contattare
Io: 🥳
*Un mio post anonimo su una pagina Instagram Spotted dove chiedevo per nuove conoscenze ottiene 30 interazioni, in altre parole ho 30 nuove persone da contattare
Io: 🥳
La fica è una mafia.
La mafia non esiste.
Ergo la fica non esiste.
QED
La mafia non esiste.
Ergo la fica non esiste.
QED
Mi sono preso tutto il dramma e non mi va di scrollare in eterno. Comunque nel dubbio spero che facciate pace o che vi tirate le atomiche come onestà reazione.
Allora basicamente:
Sabato sera il mio supervisore evocato dal sonno secolare mi ha detto che il 20 c'è la scadenza per presentare le domande per un postdoc presso la mia università di dottorato (Unimi). È un'ottima posizione, i posti disponibili sono relativamente numerosi (5) e lavorerei per altri due anni con gente che conosco. Insomma come je se fa a dì de no? Piccolo insignificante problema: il tema del postdoc è l'ontologia sociale e io diciamo che non so un cazzo di una svirgola di ontologia sociale. Indovinate chi ha passato gli ultimi due giorni a drogarsi di ontologia sociale per recuperare? Comunque, imho è quasi impossibile che mi prendano. Ma noi siamo qui per questo, soldato, per rendere possibile l'impossibile (nel caso specifico: preparare un progetto di ricerca che passi un concorso per postdoc su un ambito che non conosco in 5 giorni). Auguratemi buona fortuna, ne ho bisogno. Niente kritike solo complimenti.
Sabato sera il mio supervisore evocato dal sonno secolare mi ha detto che il 20 c'è la scadenza per presentare le domande per un postdoc presso la mia università di dottorato (Unimi). È un'ottima posizione, i posti disponibili sono relativamente numerosi (5) e lavorerei per altri due anni con gente che conosco. Insomma come je se fa a dì de no? Piccolo insignificante problema: il tema del postdoc è l'ontologia sociale e io diciamo che non so un cazzo di una svirgola di ontologia sociale. Indovinate chi ha passato gli ultimi due giorni a drogarsi di ontologia sociale per recuperare? Comunque, imho è quasi impossibile che mi prendano. Ma noi siamo qui per questo, soldato, per rendere possibile l'impossibile (nel caso specifico: preparare un progetto di ricerca che passi un concorso per postdoc su un ambito che non conosco in 5 giorni). Auguratemi buona fortuna, ne ho bisogno. Niente kritike solo complimenti.
Allora
1) ho fatto delle lezioni sul Risorgimento italiano in una 5° liceo scientifico poi gli ho somministrato dei temi (tre domande a risposta aperta). Il Paese è perduto: questi altro che storia mancano le basi dell'italiano e dell'organizzazione logica del discorso
2) oltre a correggere i temi e a ridere delle pecoranate dei miei studenti ho passato quasi tutta la giornata a leggere dei libri di logica formale e filosofia analitica del linguaggio
1) ho fatto delle lezioni sul Risorgimento italiano in una 5° liceo scientifico poi gli ho somministrato dei temi (tre domande a risposta aperta). Il Paese è perduto: questi altro che storia mancano le basi dell'italiano e dell'organizzazione logica del discorso
2) oltre a correggere i temi e a ridere delle pecoranate dei miei studenti ho passato quasi tutta la giornata a leggere dei libri di logica formale e filosofia analitica del linguaggio
Mo vado in Iran perché sono interessato ai paesi arabi.
Cit: il triggeratore di storici
A lo sapete che il paese col maggior numero di musulmani è l'Indonesia? Tipo la gran parte dei musulmani del mondo non vive in Medioriente/Nordafrica ma nel subcontinente indiano e in Indonesia.
Cit: il triggeratore di storici
A lo sapete che il paese col maggior numero di musulmani è l'Indonesia? Tipo la gran parte dei musulmani del mondo non vive in Medioriente/Nordafrica ma nel subcontinente indiano e in Indonesia.

Un esercito di cavalieri alcuni diranno essere al mondo la cosa più bella, altri una schiera di fanti o una flotta di navi o il vero amore. Io dico che al mondo la cosa più bella è la Deluxe edition di Berserk, di cui ho appena comprato il primo volume. Ho speso cinquanta euro 

Dio fa sì che l'insegnamento della filosofia nelle scuole italiane non sia una palla storicistica incomprensibile.
Ah no scusa hai ragione anche tu hai dei limiti e devo chiedere delle cose realistiche e di minore complessità. Allora voglio la pace in Medioriente e Ucraina.
Ah no scusa hai ragione anche tu hai dei limiti e devo chiedere delle cose realistiche e di minore complessità. Allora voglio la pace in Medioriente e Ucraina.
Un hintino lo conosco in real life ed è in realtà uno dei miei migliori amici, ci conosciamo da quasi 10 anni, e sono stato io a fargli conoscere hint.Indovinate chi
Oggi sono stato alla manifestazione per la Palestina a Roma.
Ecco una mia poesia che spero non sia una sciocchezza vergognevole.
SPRECARSI
Seduto su una scomoda sedia di plastica,
davanti all’insegna sbilenca del solito posto,
penso che la mia vita non è plastica:
non riesco a modellarla oltre l’essere a posto.
Cosa mi manca? Nulla.
Cosa mi darà questa sera? Nulla.
S’avvicina un amico – diciamo, un conoscente:
in mano un calice ricolmo di spritz,
in bocca un sorriso ricolmo di niente.
Cerca di coinvolgermi nella sua cerchia:
mi sento un quadrato in mezzo ai cerchi
seduto tra loro al tavolo affianco
ha una dote – è molto bravo a tenere banco:
dice un sacco di sciocchezze,
battute stantie, giochetti idioti
si vanta delle sue prodezze
a letto – di certo inventate
gli scappa un rutto e tutti ridono
mentre bevono a palate.
In questo pub, dove tutti parlano in continuazione,
il rumore più forte lo fa il silenzio da riempire:
tutti danno fiato alla bocca – perché non sanno cosa dire.
Il tempo scorre paludoso e larghissimo,
su un piano appena inclinato,
e noi dobbiamo arrivare all’altra riva,
la fine della serata
ma gettarvi sopra un ponte è complicato
e otteniamo solo di impantanarci nel fango.
Che lezione dovrei trarre da oggi o da venerdì?
Forse, che ovunque dovrei essere, tranne che qui:
in ambienti oppressi dall’odore d’alcol e sigaretta,
in momenti depressi dal pallore dell’avida fretta,
dove risuonano parole leggere, dette e non pensate,
dove rimbomba la voglia di passare il tempo in cazzate,
dove s’assommano, senza accorgertene, le ore sprecate;
sempre la stessa gente, le stesse battute, gli stessi locali;
ma a casa starei su internet a lanciare i miei strali
contro ignoti, ignari quanto me del mondo e dei suoi mali,
riempiendoci l’animo di un livore ben calcolato
che da algoritmi, ignari a livelli astrali, sarà sfruttato.
Distrazioni, distrazioni, distrazioni… distruzioni;
disfacimenti del tempo, violenza contro la propria natura:
sprecarsi, giungendo alla fine dell’esistenza
senza sperimentare il fine della propria intelligenza,
senza arricchirsi d’esperienza e cultura,
trascurando l’oracolo: “Vita, si uti scias, longa est.”
La vita, se sai impiegarla, è lunga, esplorala dunque da ovest a est,
brucia i tuoi talenti al fuoco inesorabile del tempo.
Non restare bloccato nel dubbio incuneato nell’inconscio:
la paura della difficoltà, della sofferenza, della fatica
che è il seme amaro della tua accidia;
usa la forza della tua aspirazione per coltivare la pianta
che le forze dell’abitudine cospirano a tarpare:
alzati adesso e grida a costui: “Vivi!
Non ingegnarti a trovar modi di passare il tempo,
ma impegnati affinché si sappia che tu sei passato,
qui, su questa terra, prima che la tua vita diventi passato
C’è così tanto da fare, oltre che bere in questo locale
più cose nel mondo di quante noi mai ne potremmo contare.
Vivi, perché quando sarai morto avrai tempo di riposare!”
Sto zitto. Il drink mi brucia la gola, è amaro in bocca.
Domani tornerò qui. Dove andare sennò?
Spero ne facciano uno più zuccherato.
SPRECARSI
Seduto su una scomoda sedia di plastica,
davanti all’insegna sbilenca del solito posto,
penso che la mia vita non è plastica:
non riesco a modellarla oltre l’essere a posto.
Cosa mi manca? Nulla.
Cosa mi darà questa sera? Nulla.
S’avvicina un amico – diciamo, un conoscente:
in mano un calice ricolmo di spritz,
in bocca un sorriso ricolmo di niente.
Cerca di coinvolgermi nella sua cerchia:
mi sento un quadrato in mezzo ai cerchi
seduto tra loro al tavolo affianco
ha una dote – è molto bravo a tenere banco:
dice un sacco di sciocchezze,
battute stantie, giochetti idioti
si vanta delle sue prodezze
a letto – di certo inventate
gli scappa un rutto e tutti ridono
mentre bevono a palate.
In questo pub, dove tutti parlano in continuazione,
il rumore più forte lo fa il silenzio da riempire:
tutti danno fiato alla bocca – perché non sanno cosa dire.
Il tempo scorre paludoso e larghissimo,
su un piano appena inclinato,
e noi dobbiamo arrivare all’altra riva,
la fine della serata
ma gettarvi sopra un ponte è complicato
e otteniamo solo di impantanarci nel fango.
Che lezione dovrei trarre da oggi o da venerdì?
Forse, che ovunque dovrei essere, tranne che qui:
in ambienti oppressi dall’odore d’alcol e sigaretta,
in momenti depressi dal pallore dell’avida fretta,
dove risuonano parole leggere, dette e non pensate,
dove rimbomba la voglia di passare il tempo in cazzate,
dove s’assommano, senza accorgertene, le ore sprecate;
sempre la stessa gente, le stesse battute, gli stessi locali;
ma a casa starei su internet a lanciare i miei strali
contro ignoti, ignari quanto me del mondo e dei suoi mali,
riempiendoci l’animo di un livore ben calcolato
che da algoritmi, ignari a livelli astrali, sarà sfruttato.
Distrazioni, distrazioni, distrazioni… distruzioni;
disfacimenti del tempo, violenza contro la propria natura:
sprecarsi, giungendo alla fine dell’esistenza
senza sperimentare il fine della propria intelligenza,
senza arricchirsi d’esperienza e cultura,
trascurando l’oracolo: “Vita, si uti scias, longa est.”
La vita, se sai impiegarla, è lunga, esplorala dunque da ovest a est,
brucia i tuoi talenti al fuoco inesorabile del tempo.
Non restare bloccato nel dubbio incuneato nell’inconscio:
la paura della difficoltà, della sofferenza, della fatica
che è il seme amaro della tua accidia;
usa la forza della tua aspirazione per coltivare la pianta
che le forze dell’abitudine cospirano a tarpare:
alzati adesso e grida a costui: “Vivi!
Non ingegnarti a trovar modi di passare il tempo,
ma impegnati affinché si sappia che tu sei passato,
qui, su questa terra, prima che la tua vita diventi passato
C’è così tanto da fare, oltre che bere in questo locale
più cose nel mondo di quante noi mai ne potremmo contare.
Vivi, perché quando sarai morto avrai tempo di riposare!”
Sto zitto. Il drink mi brucia la gola, è amaro in bocca.
Domani tornerò qui. Dove andare sennò?
Spero ne facciano uno più zuccherato.
Comunque in Bangladesh, Nepal, Madagascar i governi sono caduti per le proteste dei giovani e forse lo stesso succederà in Marocco e Indonesia. Questa cosa mi riempie di gioia: in giro per il mondo ci sono giovani politicamente attivi che buttano giù con i loro soli mezzi la corruzione governativa.
A differenza di lingue senza senso come l'inglese, il tedesco si legge come si scrive ma ovviamente ci sono convenzioni ortografiche diverse dall'italiano. Quasi tutto è uguale ma con queste eccezioni:
"ei" si pronuncia come l'italiano "ai" quindi si legge tipo ainz e zvai
"ie" si legge come una lunga i. Il suono e viene mangiato dalla i.
La "v" fa il suono della f. A leggerla è "Folksvagen" non "Volkswagen"
"eu" si legge qualcosa tipo il dittongo "oi" in italiano. Quindi 9 si scrive "neun" ma si pronuncia "noin". Se vi sembra simile all'inglese ringraziate i Sassoni. Ed "Europa" si scrive come da noi ma si pronuncia "Oiropa" lo so è terribile.
La "eh" è come una "e" lunga. Quindi 10 è zehn e si pronuncia "zeen" (di nuovo se vi ricorda una versione seria del "ten" inglese ringraziate i Sassoni).
La ö si pronuncia come una sorta di o ma state mezzo ruttando mentre la dite, è più profonda e gutturale della o normale (non è un suono che abbiamo in italiano).
Di nuovo la ü non c'entra molto con la u normale e ogni tedesco che si rispetti vi dirà che si tratta di un suono (e una lettera) completamente diverso dalla u. Il meglio che il mio palato italiano riesce a fare è una sorta di u con un sibilo dopo, ma so che in teoria quel sibilio è dentro il suono della ü.
La ä è una specie di e più acuta. Dio solo sa perché un suono simile alla e lo scrivono con la a.
Quella specie di beta ß è solo un modo contratto e figo per scrivere la doppia s. Le sue forme sono intercambiabili nello scritto (ma se usate la ß dà più vibes che volete invadere la Polonia).
Eins (1)
Zwei (2)
Drei (3)
Vier (4)
Fünf (5)
Sechs (6)
Sieben (7)
Acht (8)
Neun (9)
Zehn (10)
Elf (11)
Zwölf (12)
Dreizehn (13)
Vierzehn (14)
Fünfzehn (15)
Sechzehn (16)
Siebzehn (17)
Achtzehn (18)
Neunzehn (19)
Zwanzig (20)
Dreißig (30)
Vierzig (40)
Fünfzig (50)
Sechzig (60)
Siebzig (70)
Achtzig (80)
Neunzig (90)
Ein hundert (100)
Ovviamente non poteva essere così facile quindi decine e unità sono lette al contrario.
21 si scrive e si pronuncia "einundzwanzig" letteralmente "uno e venti" invece che venti e uno come in italiano.
Quindi un numero come 125 è einhundertfünfundzwanzig letteralmente "cento cinque e venti" che sembra il modo più sadico di contare finché non consideri che altre lingue europee fanno pure di peggio.
"ei" si pronuncia come l'italiano "ai" quindi si legge tipo ainz e zvai
"ie" si legge come una lunga i. Il suono e viene mangiato dalla i.
La "v" fa il suono della f. A leggerla è "Folksvagen" non "Volkswagen"
"eu" si legge qualcosa tipo il dittongo "oi" in italiano. Quindi 9 si scrive "neun" ma si pronuncia "noin". Se vi sembra simile all'inglese ringraziate i Sassoni. Ed "Europa" si scrive come da noi ma si pronuncia "Oiropa" lo so è terribile.
La "eh" è come una "e" lunga. Quindi 10 è zehn e si pronuncia "zeen" (di nuovo se vi ricorda una versione seria del "ten" inglese ringraziate i Sassoni).
La ö si pronuncia come una sorta di o ma state mezzo ruttando mentre la dite, è più profonda e gutturale della o normale (non è un suono che abbiamo in italiano).
Di nuovo la ü non c'entra molto con la u normale e ogni tedesco che si rispetti vi dirà che si tratta di un suono (e una lettera) completamente diverso dalla u. Il meglio che il mio palato italiano riesce a fare è una sorta di u con un sibilo dopo, ma so che in teoria quel sibilio è dentro il suono della ü.
La ä è una specie di e più acuta. Dio solo sa perché un suono simile alla e lo scrivono con la a.
Quella specie di beta ß è solo un modo contratto e figo per scrivere la doppia s. Le sue forme sono intercambiabili nello scritto (ma se usate la ß dà più vibes che volete invadere la Polonia).
Eins (1)
Zwei (2)
Drei (3)
Vier (4)
Fünf (5)
Sechs (6)
Sieben (7)
Acht (8)
Neun (9)
Zehn (10)
Elf (11)
Zwölf (12)
Dreizehn (13)
Vierzehn (14)
Fünfzehn (15)
Sechzehn (16)
Siebzehn (17)
Achtzehn (18)
Neunzehn (19)
Zwanzig (20)
Dreißig (30)
Vierzig (40)
Fünfzig (50)
Sechzig (60)
Siebzig (70)
Achtzig (80)
Neunzig (90)
Ein hundert (100)
Ovviamente non poteva essere così facile quindi decine e unità sono lette al contrario.
21 si scrive e si pronuncia "einundzwanzig" letteralmente "uno e venti" invece che venti e uno come in italiano.
Quindi un numero come 125 è einhundertfünfundzwanzig letteralmente "cento cinque e venti" che sembra il modo più sadico di contare finché non consideri che altre lingue europee fanno pure di peggio.