Ciao Francesca, ciao Daniele, ciao Eleonora, ciao Francesca, ciao Pietro, ciao Alessio. Come state?
RIFLESSIONE SULL'AMORE
Credo che la fortuna più grande che possiamo avere nella vita, oltre a vivere, sia quella di essere amati dalla persona che amiamo. Non quindi il semplice amore, perché voi potete amare una persona che non ricambia molto spesso, ma una persona che davvero ricambia? Qualcuno potrebbe pensare che le ragazze vengano amate più spesso, ma non è così. Semplicemente ci sono molti ragazzi che fingono d'amare per poter . L'amore non lo si ha i primi giorni, le prime settimane e neppure nei primi mesi. L'amore, secondo me, è quella sensazione in cui vuoi proteggere ad ogni costo quella persona o anche quell'animale. Con gli animali può essere molto veloce, con le persone è molto lento, ma a volte anche veloce; dipende molto dalla sintonia.
L'infatuazione, invece, quelle farfalle nello stomaco (che io in realtà sento come calore al sul basso torace al massimo, non capisco perché farfalle quindi) aiutano all'inizio, ma poi vanno a svanire, e ciò che rimane è la razionalità. Siamo in 8miliardi, ma non conoscerete tutti e 8miliardi di persone. In media solo tra i 5K e i 10K, inoltre solo 100 o 200 rimangono nel tempo e solo 5 o 15 saranno stretti. Pensate quindi che tra quelle 15 persone strette ci sia quella che amerete e che vi ama? Per davvero intendo. Ecco... secondo me è molto difficile. Per amare, devi conoscere bene e sentirti a tuo agio con quella persona. Con il vostro partner avete mai confidato un pensiero immorale o illegale? Se non ne avete mai avuti allora state mentendo, se ne avete avuti e non li avete confidati oppure li avete confidati e al vostro partner avete fatto schifo, allora non siete fatti l'uno per l'altro... vuol dire che quell'amore è costruito su un presupposto sbagliato.
Niente, tutto qui❤️🐻❄️🖤💚
Credo che la fortuna più grande che possiamo avere nella vita, oltre a vivere, sia quella di essere amati dalla persona che amiamo. Non quindi il semplice amore, perché voi potete amare una persona che non ricambia molto spesso, ma una persona che davvero ricambia? Qualcuno potrebbe pensare che le ragazze vengano amate più spesso, ma non è così. Semplicemente ci sono molti ragazzi che fingono d'amare per poter . L'amore non lo si ha i primi giorni, le prime settimane e neppure nei primi mesi. L'amore, secondo me, è quella sensazione in cui vuoi proteggere ad ogni costo quella persona o anche quell'animale. Con gli animali può essere molto veloce, con le persone è molto lento, ma a volte anche veloce; dipende molto dalla sintonia.
L'infatuazione, invece, quelle farfalle nello stomaco (che io in realtà sento come calore al sul basso torace al massimo, non capisco perché farfalle quindi) aiutano all'inizio, ma poi vanno a svanire, e ciò che rimane è la razionalità. Siamo in 8miliardi, ma non conoscerete tutti e 8miliardi di persone. In media solo tra i 5K e i 10K, inoltre solo 100 o 200 rimangono nel tempo e solo 5 o 15 saranno stretti. Pensate quindi che tra quelle 15 persone strette ci sia quella che amerete e che vi ama? Per davvero intendo. Ecco... secondo me è molto difficile. Per amare, devi conoscere bene e sentirti a tuo agio con quella persona. Con il vostro partner avete mai confidato un pensiero immorale o illegale? Se non ne avete mai avuti allora state mentendo, se ne avete avuti e non li avete confidati oppure li avete confidati e al vostro partner avete fatto schifo, allora non siete fatti l'uno per l'altro... vuol dire che quell'amore è costruito su un presupposto sbagliato.
Niente, tutto qui❤️🐻❄️🖤💚
Comunque nessuno ha commentato seriamente la mia proposta di fare un ballo in stile Bridgergon.Vi piacerebbe?
Mi piacerebbe
3 Nooo, shit bro
1 4 voti
Ragaaa, ma io ogni tanto quando sciolgo i capelli vedo della polvere proprio. I miei sono ricci afro, quindi raccolgono la polvere tipo. Devo aspettare il 31 per tagliarli hahaha.
Quindi staccate un pelo e avrete un modo, una regione più grossa, ma piccolissima. A quel punto andate ad aprire il nodo rompendo il capello e dentro ci sarà uno o 2 granellini di polvere molto piccoli, persino più piccoli dei capelli stessi.
Quindi staccate un pelo e avrete un modo, una regione più grossa, ma piccolissima. A quel punto andate ad aprire il nodo rompendo il capello e dentro ci sarà uno o 2 granellini di polvere molto piccoli, persino più piccoli dei capelli stessi.
Ma a voi, i nodi nei capelli si formano attorno uno o più granellini di polvere? Non forfora, ma polvere.
Si
1 No
4 5 voti
Oggi vi spiego la Meccanica quantistica: la formulazione dell’integrale sui cammini di Feynman.
Senza un briciolo di matematica: solo ciò che si vede.
Innanzitutto: tutte le particelle obbediscono a questa legge.
Immagina di osservare lo spazio.
Non c’è niente: solo silenzio, nessuna luce, nessuna direzione.
Poi, improvvisamente, un punto vibra.
Non si muove ancora — pulsa.
Da quel punto, si allargano onde sottili, invisibili, una tessitura che si espande in tutte le direzioni.
Ogni onda che si allontana non svanisce: continua a propagarsi, attraversando il vuoto, toccando ogni punto disponibile.
Miliardi di onde partono insieme, ognuna con una vibrazione appena diversa.
Lontano, una di queste onde incontra qualcosa: un confine, una forma, un’alterazione.
Lì la sua corsa cambia, e una parte ritorna: un’eco che ripercorre lo stesso spazio.
Quando l’eco tocca di nuovo il punto d’origine, non c’è più silenzio: c’è un incontro.
In quel punto lo spazio si piega, si concentra.
Le onde che non hanno trovato nulla proseguono e si cancellano tra loro.
Ma quella che è tornata si sovrappone alla sorgente.
L’onda di andata e l’onda di ritorno si riconoscono: dove restano in fase si rinforzano.
Lì, lo spazio prende forma: una regione minuscola vibra più delle altre.
Il punto continua a emettere; l’eco continua a rientrare.
Sovrapposizione dopo sovrapposizione, nasce un disegno di onde: creste e avvallamenti nello spazio.
Dove la coerenza è massima, la presenza si addensa: lì trovi la particella.
Se osservi più a lungo, vedi che il punto non scivola: balza da un nodo di coerenza al successivo.
Ogni nuovo punto esiste solo quando un’onda esploratrice riceve un’eco e, con l’andata, genera una vibrazione stabile.
Quella vibrazione è l’ambiente in cui la particella può esistere: non una frequenza unica e immutabile, ma il ritmo coerente che la sostiene.
Così, la materia non attraversa lo spazio:
lo costruisce, punto dopo punto, ogni volta che una sua onda trova un ritorno coerente.
E ciò che chiamiamo “probabilità” non è casualità: è la traccia luminosa di infiniti ritorni che si sommano o si cancellano.
Ogni specie di particella vive entro le coerenze che la mantengono;
per questo un elettrone non diventa un protone.
Senza un briciolo di matematica: solo ciò che si vede.
Innanzitutto: tutte le particelle obbediscono a questa legge.
Immagina di osservare lo spazio.
Non c’è niente: solo silenzio, nessuna luce, nessuna direzione.
Poi, improvvisamente, un punto vibra.
Non si muove ancora — pulsa.
Da quel punto, si allargano onde sottili, invisibili, una tessitura che si espande in tutte le direzioni.
Ogni onda che si allontana non svanisce: continua a propagarsi, attraversando il vuoto, toccando ogni punto disponibile.
Miliardi di onde partono insieme, ognuna con una vibrazione appena diversa.
Lontano, una di queste onde incontra qualcosa: un confine, una forma, un’alterazione.
Lì la sua corsa cambia, e una parte ritorna: un’eco che ripercorre lo stesso spazio.
Quando l’eco tocca di nuovo il punto d’origine, non c’è più silenzio: c’è un incontro.
In quel punto lo spazio si piega, si concentra.
Le onde che non hanno trovato nulla proseguono e si cancellano tra loro.
Ma quella che è tornata si sovrappone alla sorgente.
L’onda di andata e l’onda di ritorno si riconoscono: dove restano in fase si rinforzano.
Lì, lo spazio prende forma: una regione minuscola vibra più delle altre.
Il punto continua a emettere; l’eco continua a rientrare.
Sovrapposizione dopo sovrapposizione, nasce un disegno di onde: creste e avvallamenti nello spazio.
Dove la coerenza è massima, la presenza si addensa: lì trovi la particella.
Se osservi più a lungo, vedi che il punto non scivola: balza da un nodo di coerenza al successivo.
Ogni nuovo punto esiste solo quando un’onda esploratrice riceve un’eco e, con l’andata, genera una vibrazione stabile.
Quella vibrazione è l’ambiente in cui la particella può esistere: non una frequenza unica e immutabile, ma il ritmo coerente che la sostiene.
Così, la materia non attraversa lo spazio:
lo costruisce, punto dopo punto, ogni volta che una sua onda trova un ritorno coerente.
E ciò che chiamiamo “probabilità” non è casualità: è la traccia luminosa di infiniti ritorni che si sommano o si cancellano.
Ogni specie di particella vive entro le coerenze che la mantengono;
per questo un elettrone non diventa un protone.
Ricito, ecco come lo farei.
Innanzitutto va fatto nella Villa (Palazzo) Albergati.
Poi ci si deve vestire in stile vittoriano da ballo.
Poi sarà importante avere un partner, scegliete il vostro partner da ballo. Se si è etero è classico, se si è omosessuali allora sarà del vostro stesso sesso il partner, insomma...totale libertà.
Poi non so come funzioni la coreografia
Il ballo ha 4 atti:
Atto I — L’Incontro
Musica: Adagio in 3/4 (valzer lento)
1. Tutti i partecipanti si dispongono in cerchio ampio.
I corpi restano eretti, mento alto, spalle rilassate.
Quando la musica inizia, ogni persona volge lo sguardo verso l’interno.
2. Al secondo giro di archi, ci si avvicina di tre passi e si incrocia lo sguardo con la persona di fronte.
Senza parlare, si fa un piccolo inchino o una riverenza — gesto universale di rispetto.
3. Si offre la mano destra, e le coppie si formano. Avrete davanti il partner che avete scelto.
La regola: Il numero deve essere pari di persone, se no niente ballo, tutti accolgono. Quindi ci possono essere 50 persone accoppiate e 8 non accoppiate, a quel punto quelle 8 si accoppiano casualmente.
Atto II — Il Dialogo
Musica: Moderato grazioso, 6/8
1. Le coppie iniziano un valzer a distanza di mezzo metro, le mani solo sfiorate.
La mano destra del partner guida sulla spalla o sulla vita solo se accettata con lo sguardo.
2. Ogni otto battute, la coppia ruota di 90° e cambia partner, in un flusso continuo.
Ogni cambio rappresenta una nuova possibilità di connessione. Si chiacchiera in quelle 8 battute.
3. I passi base:
tre passi lenti in avanti (1–2–3),
giro a sinistra,
tre passi indietro,
passo diagonale di cortesia.
Tutto fluido, nessun trascinamento, come onde che si incontrano.
Atto III — L’Unione
Musica: Allegro in 3/4 (più vivace)
1. Tutti tornano in cerchio, ma questa volta si prendono per mano.
Il cerchio si muove in senso orario per quattro battute, poi antiorario.
2. A ogni inversione, si fa un passo avanti, poi indietro, come un respiro collettivo.
È il momento simbolico in cui il salone diventa un organismo unico.
3. Alla fine del giro, ciascuno sceglie il partner con cui ha iniziato per un valzer finale libero, dove si può improvvisare, ma sempre con portamento e misura.
Atto IV — Il Silenzio
Musica: Piano e rallentando
Tutti i suoni si dissolvono, resta solo un pianoforte.
Le coppie si fermano al centro, le mani ancora unite.
Poi lentamente si staccano, tornando nel cerchio iniziale.
Si fa un ultimo inchino collettivo verso il centro.
Innanzitutto va fatto nella Villa (Palazzo) Albergati.
Poi ci si deve vestire in stile vittoriano da ballo.Poi sarà importante avere un partner, scegliete il vostro partner da ballo. Se si è etero è classico, se si è omosessuali allora sarà del vostro stesso sesso il partner, insomma...totale libertà.
Poi non so come funzioni la coreografia
Il ballo ha 4 atti:
Atto I — L’Incontro
Musica: Adagio in 3/4 (valzer lento)
1. Tutti i partecipanti si dispongono in cerchio ampio.
I corpi restano eretti, mento alto, spalle rilassate.
Quando la musica inizia, ogni persona volge lo sguardo verso l’interno.
2. Al secondo giro di archi, ci si avvicina di tre passi e si incrocia lo sguardo con la persona di fronte.
Senza parlare, si fa un piccolo inchino o una riverenza — gesto universale di rispetto.
3. Si offre la mano destra, e le coppie si formano. Avrete davanti il partner che avete scelto.
La regola: Il numero deve essere pari di persone, se no niente ballo, tutti accolgono. Quindi ci possono essere 50 persone accoppiate e 8 non accoppiate, a quel punto quelle 8 si accoppiano casualmente.
Atto II — Il Dialogo
Musica: Moderato grazioso, 6/8
1. Le coppie iniziano un valzer a distanza di mezzo metro, le mani solo sfiorate.
La mano destra del partner guida sulla spalla o sulla vita solo se accettata con lo sguardo.
2. Ogni otto battute, la coppia ruota di 90° e cambia partner, in un flusso continuo.
Ogni cambio rappresenta una nuova possibilità di connessione. Si chiacchiera in quelle 8 battute.
3. I passi base:
tre passi lenti in avanti (1–2–3),
giro a sinistra,
tre passi indietro,
passo diagonale di cortesia.
Tutto fluido, nessun trascinamento, come onde che si incontrano.
Atto III — L’Unione
Musica: Allegro in 3/4 (più vivace)
1. Tutti tornano in cerchio, ma questa volta si prendono per mano.
Il cerchio si muove in senso orario per quattro battute, poi antiorario.
2. A ogni inversione, si fa un passo avanti, poi indietro, come un respiro collettivo.
È il momento simbolico in cui il salone diventa un organismo unico.
3. Alla fine del giro, ciascuno sceglie il partner con cui ha iniziato per un valzer finale libero, dove si può improvvisare, ma sempre con portamento e misura.
Atto IV — Il Silenzio
Musica: Piano e rallentando
Tutti i suoni si dissolvono, resta solo un pianoforte.
Le coppie si fermano al centro, le mani ancora unite.
Poi lentamente si staccano, tornando nel cerchio iniziale.
Si fa un ultimo inchino collettivo verso il centro.
Comunque stavo riflettendo sul fatto che per tutti quelli che hanno uscito il viso o gli occhi qui, siamo tutti sulla media dell'8 secondo me. In cui 10 è Alain Delon e 1 è lui:

Ragaaa, ma l'ho ritrovato hahaha:

Io rispondo sempre a tutti subito, non ho ancora risposto ad un post di un utente, ma tanto credo si sia dimenticato anche lui, ma oltre questo io rispondo subito, taggatemiii.
Non ho mai capito la cosa della chimica. Comunque mi fa piacere. Sei @Watari o una ragazza?
Non so chi tu sia, ma scrivimiii, io amo parlareeeIl mio sfondo è Katara:

Vediamo come mi percepite, risponda a chi non l'ho mai detto o che non l' ha mai letto:
Mi sono laureato in informatica
Ho mollato l'Uni al secondo anno
Non sono mai riuscito ad andare bene al tolc
Ho mollato informatica e al primo anno e sono passato a filosofia e sto continuando
Ho fatto da subito filosofia
Ho la terza media
Ho fatto l'artistico e ho imparato per conto mio l'informatica
E se ci fosse un po' di me in tutti voi? Qualcosa in comune con tutti voi?
E se l'insieme di tutti voi foste me?
E se l'insieme di tutti voi foste me?
Nastro di Möbius
Il nastro di Möbius è una delle più eleganti e misteriose creazioni della geometria. A prima vista è solo una striscia di carta, semplice ed inutile.
Ma basta osservarlo un po' per notare il paradosso. Nasce così una superficie che sfida il senso comune: un oggetto con un solo lato e un solo bordo, una creatura che nega la distinzione tra sopra e sotto, dentro e fuori.
Traccia una linea lungo la sua superficie e non incontrerai mai un confine. Tornerai al punto di partenza, avendo percorso entrambi i "lati" che credevi separati. Il nastro di Möbius è dunque una porta sottile tra il mondo visibile e quello delle astrazioni: è il simbolo di come l'unità (un solo lato) possa nascondersi dietro la dualità (2 lati apparenti), e di come gli opposti, in fondo, non siano che prospettive diverse della stessa realtà.
In fisica e in ingegneria, questa forma trova applicazioni concrete: i nastri trasportatori costruiti a spirale su un percorso di Möbius si consumano in modo uniforme, i conduttori elettrici disegnati con la sua topologia distribuiscono il flusso con sorprendente efficienza. Ma al di là della materia, il suo vero fascino è concettuale.
Il nastro di Möbius è un monito contro la semplicità apparente. Ci ricorda che la realtà può piegarsi, che ciò che crediamo separato potrebbe essere parte di un unico tutto continuo. È un ciclo che non si spezza mai, una figura che vive al confine tra logica e poesia.
Ricordandomi il ciclo della vita per i greci.
Per i Greci, la morte non era un'interruzione: era una metamorfosi.
Demetra perde sua figlia Persefone all'Ade, ma la riabbraccia ogni primavera. Il mondo muore e rinasce con lei.
Anche l'anima, secondo Pitagora e Platone, percorre il suo Möbius cosmico: rinasce in nuove forme, attraversa esistenze diverse, ma non smette mai di esistere.
---
Riflessione filosofica
Ogni essere umano è un nastro di Möbius: si percepisce come doppio, diviso tra mente e corpo, luce e ombra, ragione e desiderio. Ma se osservato da un punto più alto, egli è un unico percorso che si ripiega su se stesso, senza inizio e senza fine. L'identità non è allora una linea retta, ma una curva che si intreccia e ritorna, scoprendo che il confine tra l'io e il mondo non è mai esistito davvero.
E così anche i numeri, che non infiniti in una linea, si ripiegano su se stessi ritornando ad un ciclo apparentemente infinito, ma questa è un'altra storia.
Il nastro di Möbius è una delle più eleganti e misteriose creazioni della geometria. A prima vista è solo una striscia di carta, semplice ed inutile.
Ma basta osservarlo un po' per notare il paradosso. Nasce così una superficie che sfida il senso comune: un oggetto con un solo lato e un solo bordo, una creatura che nega la distinzione tra sopra e sotto, dentro e fuori.Traccia una linea lungo la sua superficie e non incontrerai mai un confine. Tornerai al punto di partenza, avendo percorso entrambi i "lati" che credevi separati. Il nastro di Möbius è dunque una porta sottile tra il mondo visibile e quello delle astrazioni: è il simbolo di come l'unità (un solo lato) possa nascondersi dietro la dualità (2 lati apparenti), e di come gli opposti, in fondo, non siano che prospettive diverse della stessa realtà.
In fisica e in ingegneria, questa forma trova applicazioni concrete: i nastri trasportatori costruiti a spirale su un percorso di Möbius si consumano in modo uniforme, i conduttori elettrici disegnati con la sua topologia distribuiscono il flusso con sorprendente efficienza. Ma al di là della materia, il suo vero fascino è concettuale.
Il nastro di Möbius è un monito contro la semplicità apparente. Ci ricorda che la realtà può piegarsi, che ciò che crediamo separato potrebbe essere parte di un unico tutto continuo. È un ciclo che non si spezza mai, una figura che vive al confine tra logica e poesia.
Ricordandomi il ciclo della vita per i greci.
Per i Greci, la morte non era un'interruzione: era una metamorfosi.
Demetra perde sua figlia Persefone all'Ade, ma la riabbraccia ogni primavera. Il mondo muore e rinasce con lei.
Anche l'anima, secondo Pitagora e Platone, percorre il suo Möbius cosmico: rinasce in nuove forme, attraversa esistenze diverse, ma non smette mai di esistere.
---
Riflessione filosofica
Ogni essere umano è un nastro di Möbius: si percepisce come doppio, diviso tra mente e corpo, luce e ombra, ragione e desiderio. Ma se osservato da un punto più alto, egli è un unico percorso che si ripiega su se stesso, senza inizio e senza fine. L'identità non è allora una linea retta, ma una curva che si intreccia e ritorna, scoprendo che il confine tra l'io e il mondo non è mai esistito davvero.
E così anche i numeri, che non infiniti in una linea, si ripiegano su se stessi ritornando ad un ciclo apparentemente infinito, ma questa è un'altra storia.
Percepitemi come il tipo con la coda hahaha:
Questi sono quadricipitiii
Terzo outfit:

Lo indosserei subito
2 Lo potrei forse indossare
1 Ci sta, ma non fa per me
1 Non mi piace questo stile
1 🤮
0 5 voti


