Cleopatra era una simpatica greca e credo pure fosse la prima della sua dinastia a imparare l'egiziano che pure non era la sua lingua natale.
Il nome della famiglia Barca (quella di Annibale e Asdrubale,, da chi forse deriva il nome di Barcellona) deriva dal semitico Barak che è la stessa radice del nome di Obama e di Mubarak, l'ex presidente egiziano. Annibale probabilmente provincia il suo nome qualcosa come Hannibal Barak.
Parlando di pronunce, probabile che Cesare abbia pronunciato "veni vidi vici" qualcosa come "ueni uidi uichi" visto che la v si pronunciava grossomodo come una u e la c era dura davanti a tutte le vocali.
allora devo ammettere che la mia religione NO AL SESSO è troppo rigida nei suoi dettami. Quindi ammetterò una sola eccezione: NO AL SESSO (tranne il sesso gay)
io: "ma come si dirà 'hai le scarpe slacciate' in inglese?" letteralmente il mio supervisore (americano e obv madrelingua): "your shoe is open"
io: "ma come si dice 'buccia di banana'? io mi ricordo solo che sbucciare è 'peel'". Controllo su Google translate e, tenetevi forte, si dice: "banana peel"
oppure quando presi 5 a una interrogazione di inglese a scuola perché tra le altre cose avevo inventato il neologismo "semaphor" quando semaforo è UN BANALISSIMO "traffic lights"
una lingua priva di qualsiasi dignità, lo dico e lo ribadisco.
"le materie umanistiche non c'entrano con quelle scientifiche" Ok Bro allora ti scrivo codice sintatticamente corretto e funzionante ma ci metto frasi in rima come input, così impari a cagare la minchia a noi umanisti.
buongiorno pisellini sono usciti i risultati dell'esame per l'abilitazione all'insegnamento. Sono abilitato con voto finale di 9 su 10. Cioè ovverosia da oggi posso insegnare nei licei, gestendo da solo le classi ed entrando in graduatoria. (PS: è uscita anche la commissione per il postdoc e c'è il mio supervisore in commissione, spero di passare anche là che è uno stipendio certo per due anni)
Ozymandias di Shelley, recitata a memoria (era l'unica in inglese che sapevo oltre al già montato Sonetto 18)come al solito vi allego il testo:
I met a traveller from an antique land Who said: Two vast and trunkless legs of stone Stand in the desert. Near them on the sand, Half sunk, a shatter'd visage lies, whose frown And wrinkled lip and sneer of cold command Tell that its sculptor well those passions read Which yet survive, stamp'd on these lifeless things, The hand that mock'd them and the heart that fed. And on the pedestal these words appear: "My name is Ozymandias, king of kings: Look on my works, ye Mighty, and despair!" Nothing beside remains. Round the decay Of that colossal wreck, boundless and bare, The lone and level sands stretch far away.
E una traduzione fatta in casa:
Incontrai un viandante da un terra antica che disse: "Due immense gambe di pietra, prive del tronco, stanno nel deserto. Lì accanto, sulla sabbia, mezzo sepolto, un viso in frammenti, il cui acciglio e accenno del labbro e sguardo di puro potere dicono che il suo scultore conosceva bene quei sentimenti che ancora sopravvivono, impressi su questi oggetti inanimati, alla mano che li rappresentò e al cuore che li nutrì. E sul piedistallo appaiono queste parole: 'Il mio nome è Ozymandias, re dei re, ammirate le mie imprese, o potenti, e disperatevi!' Nulla lì affianco rimane. Attorno alla desolazione di quella colossale rovina, spoglia e informe, sabbie solitarie e piatte s'estendono in lontananza.