Silenzio
19 nov 2025 alle 3:35
Ecco ora dovrebbe funzionare
12
19 nov 2025 alle 1:37
Aiuto il cubo mi molesta...
Ecco qua...
26
19 nov 2025 alle 1:31
Aiuto il cubo mi molesta...
20
19 nov 2025 alle 1:17
Non riesco a togliermelo dalla testa... da quando miap lo ha postato quella volta... e non sono neanche uno da gatti io...
Me lo immagino che fa miao...
18
19 nov 2025 alle 0:58
1
18 nov 2025 alle 18:23
Questo down serve a distrarci dal fatto che uil grande cubo ci aveva promesso skribbl su hint per lunedì e non è ancora uscito
11
18 nov 2025 alle 14:12
cazzo
22
18 nov 2025 alle 13:36
"Il primo scrive qualcosa, il secondo ne fa un trend"
18
18 nov 2025 alle 13:28
Ciao a 10 badge esco fallo
9
18 nov 2025 alle 13:25
E sono ancora qua
E già
14
18 nov 2025 alle 4:13
Se solo fossi nato trent'anni prima e avessi fatto amicizia con Rossana...

Comunque buonanotte!!
2
18 nov 2025 alle 3:36
Basta ora faccio passeggiatina e vado sotto casa di trafalgar.
Se conoscessi il suo cognome potrei seriamente trovarlo guardando un citofono alla volta...
27
18 nov 2025 alle 3:11
Guarda bene
Più da vicino su
18 nov 2025 alle 2:50 (modificato)
🤔™
10
18 nov 2025 alle 2:41 (modificato)
E se ice fossi io? 🤔
10
18 nov 2025 alle 2:32
Avevo intenzione di incollare pagina per pagina ma probabilmente poi mi toglieranno la categoria riflessione. E poi sono una persona onestà...
18 nov 2025 alle 2:32
Non si è mai trattato del suicidio che come di un fenomeno sociale; viceversa, qui si tratta, per cominciare, del rapporto fra il pensiero individuale e il suicidio. Un gesto come questo si prepara nel silenzio del cuore, allo stesso modo che una grande opera. L’uomo stesso lo ignora; ma, una sera, si spara o si annega. Di un amministratore di immobili, che si era ucciso, mi si diceva un giorno che aveva perso la figlia da cinque anni; che, dopo d’allora, era molto cambiato, e che quella storia “lo aveva minato”. Non si può desiderare termine più esatto. Cominciare a pensare è cominciare a essere minati. La società non c’entra gran che in questi inizi; ma il verme si trova nel cuore dell’uomo, dove appunto bisogna cercarlo. Questo giuoco mortale, che conduce dalla lucidità di fronte all’esistenza all’evasione fuori della luce, deve essere seguito e compreso.
18 nov 2025 alle 2:25
Se mi domando da che cosa si possa giudicare che un problema sia più urgente di un altro, rispondo che lo si può fare dalle azioni che implica. Io non ho veduto alcuno morire per l’argomento ontologico. Galileo, che era in possesso di un’importante verità scientifica, la rinnegò con la più grande facilità, quando, per essa, si trovò in pericolo di vita. In un certo senso fece bene,1 poiché tale verità non valeva il rogo. È cosa profondamente indifferente che sia il globo terrestre che giri intorno al sole o viceversa. Per dirla in breve, è una questione futile. Per contraccambio, vedo che molti muoiono perché reputano che la vita non valga la pena di essere vissuta, e ne vedo altri che si fanno paradossalmente uccidere per le idee o le illusioni che costituiscono per loro una ragione di vivere (ciò che si chiama ragione di vivere è allo stesso tempo un’eccellente ragione di morire). Giudico dunque che quella sul senso della vita è la più urgente delle domande. Come rispondervi? Per tutti i problemi essenziali – intendo con ciò quelli che rischiano di far morire o quelli che moltiplicano la passione di vivere – non vi sono probabilmente che due metodi di pensiero, quello di La Palisse e quello di Don Chisciotte. Soltanto l’equilibrio dell’evidenza e del lirismo può permetterci di accedere nello stesso tempo alla commozione e alla chiarezza. In un argomento tanto umile e, insieme, anche tanto ricco di patetico, la dialettica sapiente e classica deve cedere il posto, s’intende, a un atteggiamento più modesto dello spirito, che proceda contemporaneamente dal buon senso e dalla simpatia.
24
18 nov 2025 alle 2:22
Chi è il grande che ha pensato di sfoderare l'account dei mod per ribadire che la mia era una riflessione giusta?..
14
18 nov 2025 alle 2:15
Hint @ 2026