Mia nonna mi scrive su whatsapp e mi fa “ti ho dipinto io, vedi?” e poi mi manda questo
domani esco di casa lo giuro
io prendo a pillola gialla.. i psicofarmaci🤣🤣🤣😹😹😹👍🏿👍🏿💪🏿💪🏿
its just one of those days
La comicità sta diventando per pochi come le brioche i nostri bisnonni ridevano con toto noi ridevamo con germano mosconi e i giovani di oggi non è facile farli ridere perche i loro cervelli sono depressi
Anonimo
Cosa entusiasmante fatta oggi: Ciclo di pulizia del cestello della lavatrice
Sono cm un agnello al macello auguratemi buona fortuna nn so se uscirò vivo da qst grigliata
ohmm ohmmmm ohmmm🧘🧘🧘🧘🧘🧘🧘🪷🪷🪷🪷⛩️⛩️🛐🛐🛐 🙏 🙏 🙇 🙇 🟢 🟢 🟢 🟢 🌸 🌊 🌿 🌙 🌳
Anonimo
[bandiera etero🏳️]
viva gli ex gay guariti ceh non avranno più a che fare con gli UOMINI🏳️🏳️🏳️
viva tel aviv shalom izrael🇮🇱❤️
do you love izrael
do you love US
viva gli ex gay guariti ceh non avranno più a che fare con gli UOMINI🏳️🏳️🏳️
viva tel aviv shalom izrael🇮🇱❤️
do you love izrael
do you love US
ok potete tornare a nascondere la polvere sotto il tappeto ora un bascione un bascione
PREFERIRESTI
E QUI si nota risposta da rossopillata vs risposte dei blupillati
Anonimo
ho rsgionato sulle mie parole e... e io.. ecco... non mi pento di niente🤙🤙🤣🤔😋🏳️😋🇮🇱🤣❤️😣😭😣😭😣😭💔👎👎👎👎✊👋✊💪 edgyyyyyy
Assurdo eos invitaci
Preparandomi mentalmente x andare a grigliata cn mio fratello e i suoi amici sperando di nn apparire cm un disadattato e che finisca tt al più presto... Che poi così all'improvviso stamattina l'ho scoperto io nn sapevo nnt e mio fratello m dice che devo venire nn so che fare io cn i suoi amici nn ci ho mai spiccicato 1 parola e nn sono x nnt persone con cui andrei d'accordo
Cmq adesso stanno giocando a calcio e m stanno completamente ignorando megkio così .... E al momento nn ho nemmeno dovuto parlare cs tanto con loro...pure se mio fratello voleva che mi presentassi ma io avevo un ansia incredibile quindi alla fine nn ho fatto nnt e me ne sono stato x le mie secondo voi è maleducato
Comunque sono felice che il mondo riesca ancora a stupirmi✨

dwsidwro che sparisca ad avvisarmi che sono a mangiare col cazzo che lo fa ma quando devo sgobbare subitissimo lo odio a morte persona PEGGIORE non esiste vi sfido a trovarla
se non muore il wifi stasera rewatch di across the spiderverse
ok risolto
Sto per farmi il curriculum sto aprendo Canva
Sto cercando di non scriverle ma mi manca troppo
liguria di merda tirchia pure per la connessione
Depressione marittima 
Anonimo
Comunque io non capirò mai sto accanimento folle di gente che tormenta se viene bloccata, cioè piuttosto bro fatti un autoanalisi, I cazzi tua, che te cambia
Io quando mi accorgo che qualcuno mi ha bloccato sono tipo "ah ok" o "ma chi è chist" mai mi sognerei di tormentare qualcuno per questo, anzi prob è pure meglio per se stessi in primis, evidentemente è gente con cui litighereste e vi intossichereste
Un po' meno raga non è la fine del mondo se tizio Caio vi blocca eh
Io quando mi accorgo che qualcuno mi ha bloccato sono tipo "ah ok" o "ma chi è chist" mai mi sognerei di tormentare qualcuno per questo, anzi prob è pure meglio per se stessi in primis, evidentemente è gente con cui litighereste e vi intossichereste
Un po' meno raga non è la fine del mondo se tizio Caio vi blocca eh
DOMANI MILES MORALES
Anonimo
Il mio sport preferito è segarmi sulle fanfiction omosessuali di questo sito
Almeno una settimana fa ho pensato è da tanto che non li lavo I capelli oggi me li devo lavare assolutamente e poi nin lho piu fatto
Vedo cazzi che cadono nella notte dei desideri vedo cazzo che cadono nella notte dei desideri
Ragazzi ho trovato lavoro ❤️
Anonimo
C'era una volta, in un paesino arroccato tra gli ulivi e il mare della Puglia, un uomo chiamato Gelo. Non era ghiaccio vero, no: era un omone tutto d'un pezzo, con spalle larghe come una porta di legno massiccio e occhi scuri che parevano due tizzoni ardenti. Lo chiamavano Gelo perché aveva un carattere di pietra, uno che non si piegava mai, un mediterraneo purosangue che parlava a gesti e beveva vino rosso come se fosse acqua. Poi c'era Flander, il suo opposto: magrolino, capelli biondicci arruffati dal vento, un sorriso sornione che ti si appiccicava addosso. Era l'anima gemella segreta di Gelo, anche se nessuno in paese lo sapeva. O almeno, così credevano loro.
Gelo e Flander si conoscevano da sempre. Da bambini giocavano a rincorrersi nei campi di grano, da ragazzi si scambiavano occhiate che duravano un battito di ciglia ma dicevano tutto. Solo che Gelo, testardo com'era, non aveva mai avuto il coraggio di ammetterlo. "So' cose da uomini, queste?" borbottava tra sé, mentre Flander lo guardava con quell'aria da gatto che sa già dove andrà a parare.
Una sera d'estate, con le cicale che frinivano come impazzite, si ritrovarono da soli nella vecchia masseria abbandonata fuori dal paese. Gelo era appoggiato a un muro di pietra, sudato per il lavoro nei campi, con la canottiera bianca che gli si incollava al petto. Flander entrò con due birre ghiacciate in mano, le posò sul tavolo e si avvicinò senza dire una parola.
"Che c'è?" chiese Gelo, con la voce roca che cercava di sembrare dura ma tremava un po'. "Lo sai che c'è," rispose Flander, e gli mise una mano sul braccio. Una mano leggera, ma che bruciava più del sole di luglio.
Gelo deglutì. "Flander, non fare lo scemo..." "Da quanto tempo ce lo nascondiamo?" sussurrò Flander, avvicinandosi fino a sentire il respiro caldo dell'altro. "Da quanto tempo ci guardiamo e basta?"
E lì successe. Gelo, che era tutto d'un pezzo, si sciolse come burro al fuoco. Afferrò Flander per i fianchi e lo tirò a sé, baciandolo con una furia che non sapeva di avere. Le loro bocche si trovarono in un miscuglio di birra, sudore e voglia repressa. Flander gli passò le dita tra i capelli scuri, tirandoglieli appena, e Gelo emise un suono strozzato che non era da lui. "Sei il mio gelo," mormorò Flander ridacchiando, "ma sotto sotto sei un vulcano."
Gelo lo spinse contro il muro, facendo cadere una sedia vecchia. Le mani callose gli corsero sotto la maglietta, esplorando la schiena magra di Flander, che si inarcò come un gatto. "Zitto," ringhiò Gelo, ma senza cattiveria, mentre gli baciava il collo e sentiva il battito accelerato dell'altro. "Se qualcuno ci vede..." "E chi ci vede? Le lucertole?" rise Flander, ma il respiro gli si spezzò quando Gelo gli slacciò i pantaloni con una determinazione che non ammetteva repliche.
La storia si fece più intensa lì nella penombra, tra carezze un po' goffe e sospiri soffocati. Gelo, che di solito era tutto controllo e muscoli, si lasciò andare in un modo che non avrebbe mai creduto possibile, mentre Flander lo guidava con una dolcezza sfrontata. Non fu una cosa da film romantico: ci furono gomitate, una risata improvvisa quando un pipistrello svolazzò troppo vicino, e Gelo che a un certo punto inciampò in un sacco di juta. Ma fu vero, crudo, pieno di quella passione che tenevano nascosta da anni.
Dopo, stesi su una coperta polverosa, Gelo guardò il soffitto di legno e mormorò: "E mo' che facciamo?" Flander si girò su un fianco, appoggiando la testa sul petto di Gelo. "Quello che abbiamo sempre fatto, ma senza nasconderci. Almeno tra noi." Gelo sbuffò, ma una mano gli andò automaticamente tra i capelli di Flander, accarezzandolo. "Sei un rompiscatole." "E tu mi ami lo stesso."
E così, tra il profumo del mare lontano e il canto dei grilli, Gelo e Flander smisero di essere un segreto. Almeno per loro due.
Gelo e Flander si conoscevano da sempre. Da bambini giocavano a rincorrersi nei campi di grano, da ragazzi si scambiavano occhiate che duravano un battito di ciglia ma dicevano tutto. Solo che Gelo, testardo com'era, non aveva mai avuto il coraggio di ammetterlo. "So' cose da uomini, queste?" borbottava tra sé, mentre Flander lo guardava con quell'aria da gatto che sa già dove andrà a parare.
Una sera d'estate, con le cicale che frinivano come impazzite, si ritrovarono da soli nella vecchia masseria abbandonata fuori dal paese. Gelo era appoggiato a un muro di pietra, sudato per il lavoro nei campi, con la canottiera bianca che gli si incollava al petto. Flander entrò con due birre ghiacciate in mano, le posò sul tavolo e si avvicinò senza dire una parola.
"Che c'è?" chiese Gelo, con la voce roca che cercava di sembrare dura ma tremava un po'. "Lo sai che c'è," rispose Flander, e gli mise una mano sul braccio. Una mano leggera, ma che bruciava più del sole di luglio.
Gelo deglutì. "Flander, non fare lo scemo..." "Da quanto tempo ce lo nascondiamo?" sussurrò Flander, avvicinandosi fino a sentire il respiro caldo dell'altro. "Da quanto tempo ci guardiamo e basta?"
E lì successe. Gelo, che era tutto d'un pezzo, si sciolse come burro al fuoco. Afferrò Flander per i fianchi e lo tirò a sé, baciandolo con una furia che non sapeva di avere. Le loro bocche si trovarono in un miscuglio di birra, sudore e voglia repressa. Flander gli passò le dita tra i capelli scuri, tirandoglieli appena, e Gelo emise un suono strozzato che non era da lui. "Sei il mio gelo," mormorò Flander ridacchiando, "ma sotto sotto sei un vulcano."
Gelo lo spinse contro il muro, facendo cadere una sedia vecchia. Le mani callose gli corsero sotto la maglietta, esplorando la schiena magra di Flander, che si inarcò come un gatto. "Zitto," ringhiò Gelo, ma senza cattiveria, mentre gli baciava il collo e sentiva il battito accelerato dell'altro. "Se qualcuno ci vede..." "E chi ci vede? Le lucertole?" rise Flander, ma il respiro gli si spezzò quando Gelo gli slacciò i pantaloni con una determinazione che non ammetteva repliche.
La storia si fece più intensa lì nella penombra, tra carezze un po' goffe e sospiri soffocati. Gelo, che di solito era tutto controllo e muscoli, si lasciò andare in un modo che non avrebbe mai creduto possibile, mentre Flander lo guidava con una dolcezza sfrontata. Non fu una cosa da film romantico: ci furono gomitate, una risata improvvisa quando un pipistrello svolazzò troppo vicino, e Gelo che a un certo punto inciampò in un sacco di juta. Ma fu vero, crudo, pieno di quella passione che tenevano nascosta da anni.
Dopo, stesi su una coperta polverosa, Gelo guardò il soffitto di legno e mormorò: "E mo' che facciamo?" Flander si girò su un fianco, appoggiando la testa sul petto di Gelo. "Quello che abbiamo sempre fatto, ma senza nasconderci. Almeno tra noi." Gelo sbuffò, ma una mano gli andò automaticamente tra i capelli di Flander, accarezzandolo. "Sei un rompiscatole." "E tu mi ami lo stesso."
E così, tra il profumo del mare lontano e il canto dei grilli, Gelo e Flander smisero di essere un segreto. Almeno per loro due.
keta domani sarwmo ancora pii vicini
Ecco questo è il disegno che mi fece olli di cm mi immaginava 
codein mi ha messo negli amici stretti ragazzi, da oggi sono un suo amico stretto oltre che essere un suo amante
ANNUNCIO IMPORTANTE:
PERSONE AGFIUNTE DA ME NEGLI AMICI ATRETTI QUALCHE FIORNO FA
karasu
bedsburl dopo averla rimossa e reinserita 500 volte
zzazz
ferton
olli
ed è tutto!!!!
a presto
PERSONE AGFIUNTE DA ME NEGLI AMICI ATRETTI QUALCHE FIORNO FA
karasu
bedsburl dopo averla rimossa e reinserita 500 volte
zzazz
ferton
olli
ed è tutto!!!!
a presto
c’era un insetto, ho tentato di quanto meno farlo svenire… ho rotto il muro nel farlo e si è ripreso prima che lo buttassi fuori… 

lo sapetw chr mio nonno quello calabrese ha imparato ad andare in bicicletta tipo a 30 snni quando era già al nord pk giù viveva in un minuscolo paesino d montagna quindi vb nessuno andava in bici nn si riusxiva inoltre era molto povero quindi s ecco
m fa tenerezza pensarci
m fa tenerezza pensarci
watari è il + caprato
fatto