no comment 

forse dovrei imparare a disegnare i capelli...

sto disegnando di merda le proporzioni sono sbagliate poi ho pure 0 idee il telefono vb fa foto di merda pure la luce è tutto una merda

sto disegnando proprio di merda stasera 

Questo l'ho fatto per un lavoro con una psicologa a scuola,bisognava scegliere un animale e io ho scelto il coniglio perché quando mi senro in pericolo ho l'instinto di scappare

devo fare andare un po' la mano 💔

Anonimo Arte
Caparezza .comunistail mio hobby prefe è disegnare i miei personaggi ultraprefe come madonne gasa dopo me lo passo in digitale anche se preferisco disegnare su carta 

Anonimo Arte
quando ero piccolo avevo paura della canzone alla fiera dell'est perchè in un video della canzone apparve il pupazzo di saw l enigmista e anche l'angelo della morte
no basta che se no sveglio qualcuno

Anonimo Arte
i tuoi occhi brillano parecchioAnonimo Arte
cosa c'è di meglio di iniziare a disegnare di nuovo partendo dagli occhi? male malenn so perché alcuni micro spazi non si colorano, cmq fatto x lei perché ama il natale 

Anonimo Arte Cultura Riflessione
It's over isn't? isn't it's isn't It over ? 

Anonimo Meme Arte
Anonimo Arte
vi mostro di che cosa sono dotato io:1. pazienza
2. non soldi
@Eos dipinto a olio del 1881 del pittore francese William-Adolphe Bouguereau.Rappresenta l'Alba, William voleva rappresentare le 4 fasi della giornata.
Si... si chiama davvero Eos o Aurora.
Non so che stia succedendo, ma ecco qui la collezione "Kai Fukan". Personaggi di un anime che ho inventato, con un personaggio nero come protagonista hahah, così posso fare tranquillamente il protagonista.
Specifico che non c'è Ai con nessuna delle immagini tranne quella della coppia di scienziati tipo.
Ecco i personaggi:
I nomi non sono scelti a caso, indovinate i poteri hahah







E poi ci sarei io hahah:
Specifico che non c'è Ai con nessuna delle immagini tranne quella della coppia di scienziati tipo.
Ecco i personaggi:
I nomi non sono scelti a caso, indovinate i poteri hahah








E poi ci sarei io hahah:
Notte stellata di Van Gogh
Impossibile non conoscerlo, è probabilmente tra le opere più famose della storia dell’arte, e per validissimi motivi aggiungerei.
Questo dipinto risale al periodo in cui Van Gogh fu nuovamente ricoverato, stavolta nel manicomio di Saint-Rémy de Provence. Già da qui si può immaginare un po’ lo stato mentale e in generale di salute di Vincent.
Nonostante tutto, proprio in quel periodo viene colto da una grande ispirazione, un grandissimo spirito creativo, forse proprio per fuggire o dare un senso a tutto ciò che stava vivendo. Questo lo porta alla creazione di una quantità straordinaria di opere.
In questo flusso di immaginazione senza limiti troviamo lei:
"Notte stellata", probabilmente la massima espressione di questo stato d’animo.
Come detto, è difficile non conoscerla anche solo a grandi linee, proprio per questo non mi concentrerò più di tanto su ciò che è già risaputo, ma semplicemente sull’effetto che provo guardando questo quadro.
Beh, di sicuro, quando lo vidi da bambino, per me che ero già molto affascinato dall'arte e soprattutto da tutto ciò che riguardava lo spazio, fu qualcosa di incredibile: ovviamente rimasi subito profondamente colpito dal cielo.
Sì perché alla fine credo sia inutile girarci attorno: al di là del tranquillo paesino rappresentato nella parte inferiore, con le sue colline e il cipresso che si staglia per tutta l'altezza della tela, il vero protagonista è il cielo.
Un cielo che si impone su tutto il resto, fagocitando quasi in maniera “inconsapevole” tutto ciò che gli sta attorno.
“Inconsapevole”, perché Van Gogh riesce a dargli una sorta di vita propria, lo fa con il movimento conferito dalle pennellate e dalle sfumature di blu, che culminano di tanto in tanto nel bagliore giallo delle stelle fino ad arrivare all’aranciato della luna.
Lo fisserei per ore. In uno spazio limitato come quello della tela, Vincent riesce a trasporre l’immensità del cielo e del cosmo, permettendoci, osservandolo, di sfiorare, anche solo per un momento, un frammento dell’universo stesso.
Impossibile non conoscerlo, è probabilmente tra le opere più famose della storia dell’arte, e per validissimi motivi aggiungerei.Questo dipinto risale al periodo in cui Van Gogh fu nuovamente ricoverato, stavolta nel manicomio di Saint-Rémy de Provence. Già da qui si può immaginare un po’ lo stato mentale e in generale di salute di Vincent.
Nonostante tutto, proprio in quel periodo viene colto da una grande ispirazione, un grandissimo spirito creativo, forse proprio per fuggire o dare un senso a tutto ciò che stava vivendo. Questo lo porta alla creazione di una quantità straordinaria di opere.
In questo flusso di immaginazione senza limiti troviamo lei:
"Notte stellata", probabilmente la massima espressione di questo stato d’animo.
Come detto, è difficile non conoscerla anche solo a grandi linee, proprio per questo non mi concentrerò più di tanto su ciò che è già risaputo, ma semplicemente sull’effetto che provo guardando questo quadro.
Beh, di sicuro, quando lo vidi da bambino, per me che ero già molto affascinato dall'arte e soprattutto da tutto ciò che riguardava lo spazio, fu qualcosa di incredibile: ovviamente rimasi subito profondamente colpito dal cielo.
Sì perché alla fine credo sia inutile girarci attorno: al di là del tranquillo paesino rappresentato nella parte inferiore, con le sue colline e il cipresso che si staglia per tutta l'altezza della tela, il vero protagonista è il cielo.
Un cielo che si impone su tutto il resto, fagocitando quasi in maniera “inconsapevole” tutto ciò che gli sta attorno.
“Inconsapevole”, perché Van Gogh riesce a dargli una sorta di vita propria, lo fa con il movimento conferito dalle pennellate e dalle sfumature di blu, che culminano di tanto in tanto nel bagliore giallo delle stelle fino ad arrivare all’aranciato della luna.
Lo fisserei per ore. In uno spazio limitato come quello della tela, Vincent riesce a trasporre l’immensità del cielo e del cosmo, permettendoci, osservandolo, di sfiorare, anche solo per un momento, un frammento dell’universo stesso.