Anonimo Halloween Arte
Progetto teschio porta-anelli finito :3

Anonimo Arte
You don’t know what you got until it’s gone, my dear
So tell me that you love me again
So tell me that you love me again

- ispirato alla canzone Again di Noah Cyrus e XXX Tentation che stamattina non mi si leva dalla testa
La Maddalena penitente di Donatello è una scultura lignea realizzata tra il 1453 e il 1455, anche se alcuni studi recenti suggeriscono una datazione intorno al 1440. Quest'opera rappresenta Maria Maddalena, una figura biblica che trascorse 30 anni nel deserto espiando i suoi peccati. Donatello la raffigura come una donna anziana, emaciata e penitente, con i capelli lunghi e arruffati che le coprono il corpo.
Stile
La scultura è caratterizzata da un realismo estremo, senza precedenti nell'arte rinascimentale. Donatello abbandona l'ideale di bellezza classica e rappresenta la Maddalena in tutta la sua fragilità e sofferenza. Il legno di pioppo bianco utilizzato per la scultura è stato lavorato con estrema cura per rendere l'effetto di una figura scheletrica e penitente.
Tecnica
Donatello ha utilizzato una tecnica mista per creare quest'opera. Ha intagliato il legno per creare la forma generale della figura e poi ha aggiunto dettagli con stucco e pittura. La scultura è stata anche dorata con foglie d'oro per enfatizzare i capelli e gli occhi.
Storia
La Maddalena penitente fu probabilmente commissionata per il Battistero di Firenze. La scultura fu vista da Carlo VIII di Francia nel 1480 e successivamente fu spostata diverse volte all'interno della città. Dopo l'alluvione del 1966, la scultura fu restaurata e ora è esposta nel Museo dell'Opera del Duomo di Firenze.
Influenze
La Maddalena penitente di Donatello è considerata un'opera innovativa che ha influenzato l'arte rinascimentale. La sua rappresentazione realistica e drammatica della figura umana ha ispirato molti artisti successivi. Quest'opera è anche un esempio della fascinazione di Donatello per la rappresentazione della sofferenza e della fragilità umana.
rimanete sintonizzati per domani, perché lo collegherò con le nuove scoperte sulla ragazza con l'orecchino di perla di vermeer🙃🙃
StileLa scultura è caratterizzata da un realismo estremo, senza precedenti nell'arte rinascimentale. Donatello abbandona l'ideale di bellezza classica e rappresenta la Maddalena in tutta la sua fragilità e sofferenza. Il legno di pioppo bianco utilizzato per la scultura è stato lavorato con estrema cura per rendere l'effetto di una figura scheletrica e penitente.
TecnicaDonatello ha utilizzato una tecnica mista per creare quest'opera. Ha intagliato il legno per creare la forma generale della figura e poi ha aggiunto dettagli con stucco e pittura. La scultura è stata anche dorata con foglie d'oro per enfatizzare i capelli e gli occhi.
StoriaLa Maddalena penitente fu probabilmente commissionata per il Battistero di Firenze. La scultura fu vista da Carlo VIII di Francia nel 1480 e successivamente fu spostata diverse volte all'interno della città. Dopo l'alluvione del 1966, la scultura fu restaurata e ora è esposta nel Museo dell'Opera del Duomo di Firenze.
InfluenzeLa Maddalena penitente di Donatello è considerata un'opera innovativa che ha influenzato l'arte rinascimentale. La sua rappresentazione realistica e drammatica della figura umana ha ispirato molti artisti successivi. Quest'opera è anche un esempio della fascinazione di Donatello per la rappresentazione della sofferenza e della fragilità umana.
rimanete sintonizzati per domani, perché lo collegherò con le nuove scoperte sulla ragazza con l'orecchino di perla di vermeer🙃🙃
Campo di grano con volo di corvi di Van Gogh.
Questo è sicuramente uno dei più celebri di Van Gogh e, seppur non sia il mio preferito, lo trovo estremamente carico di significato. Spesso si parla soprattutto della sua agitazione, dell’angoscia che traspare in ogni pennellata turbinosa che compone quella che, a prima vista, sembra solo una semplice distesa di grano pronta a ricevere la tempesta dal cielo sopra di essa.
Io invece ho sempre pensato che il protagonista non sia tanto il movimento o il turbamento, quanto la tranquillità. Certo, i colori minacciosi del cielo sembrano dire il contrario, ma tutto appare, in un certo senso, fermo. Mi ricorda un cattivo presagio, sì, ma allo stesso tempo un’accettazione di quel presagio. È come se Vincent, in questo dipinto, si fosse guardato dentro, vedendo il proprio animo turbato nel campo di grano; la tempesta può rappresentare quei momenti bui che spesso e volentieri sperimentava, mentre le strade che partono e non portano da nessuna parte evocano le occasioni perse e i percorsi che non è riuscito a intraprendere.
Gli storici concordano che l' opera appartiene agli ultimi giorni di Van Gogh, poche settimane prima della sua morte. In questo senso, il quadro assume anche un valore aggiunto: un testamento pittorico in cui tutto, luce e oscurità, speranza e inquietudine convivono. Sta di fatto che qualunque cosa Van Gogh sentisse mentre lo stendeva sulla tela, pochi giorni dopo sarebbe tornato nei campi di grano, affrontando quell' ultima grande tempesta che avevo in qualche modo già predetto.
Questo è sicuramente uno dei più celebri di Van Gogh e, seppur non sia il mio preferito, lo trovo estremamente carico di significato. Spesso si parla soprattutto della sua agitazione, dell’angoscia che traspare in ogni pennellata turbinosa che compone quella che, a prima vista, sembra solo una semplice distesa di grano pronta a ricevere la tempesta dal cielo sopra di essa.Io invece ho sempre pensato che il protagonista non sia tanto il movimento o il turbamento, quanto la tranquillità. Certo, i colori minacciosi del cielo sembrano dire il contrario, ma tutto appare, in un certo senso, fermo. Mi ricorda un cattivo presagio, sì, ma allo stesso tempo un’accettazione di quel presagio. È come se Vincent, in questo dipinto, si fosse guardato dentro, vedendo il proprio animo turbato nel campo di grano; la tempesta può rappresentare quei momenti bui che spesso e volentieri sperimentava, mentre le strade che partono e non portano da nessuna parte evocano le occasioni perse e i percorsi che non è riuscito a intraprendere.
Gli storici concordano che l' opera appartiene agli ultimi giorni di Van Gogh, poche settimane prima della sua morte. In questo senso, il quadro assume anche un valore aggiunto: un testamento pittorico in cui tutto, luce e oscurità, speranza e inquietudine convivono. Sta di fatto che qualunque cosa Van Gogh sentisse mentre lo stendeva sulla tela, pochi giorni dopo sarebbe tornato nei campi di grano, affrontando quell' ultima grande tempesta che avevo in qualche modo già predetto.
x ice 

Ecco a voi signori, Armando il divora rospi

Anonimo Halloween Arte
prossimamente esposto in tutte le case stregateMurales tra l'Industrial e lo Steampunk
Mi piace che la categoria arte dà un senso al pubblicare le mie foto, anche se vecchie
Mi piace che la categoria arte dà un senso al pubblicare le mie foto, anche se vecchiePiccola colonna sonora che doveva fare da intro a un videogioco che stava sviluppando un mio amico, purtroppo progetto mai realizzato...
Vi piace?
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Anonimo Arte
In mezzo a tutto sto casino ammirate il disegno che porterò alla psicologa🤞
Mel ha chiesto per la transizione
Mel ha chiesto per la transizioneSono fiero delle mie doti artistiche.🥰

che ve ne pare? ❤️🎃🥰✨️

Anonimo Arte Riflessione
Io: "Mamma, ti piace il mio disegno?"
Mamma: "Sì è molto bello, ma perché hai disegnato un angelo incatenato? Non mi piace"
Io: "Va beh, mi andava"
Questo mamma rappresenta un ragazzo buono e intelligente, che avrebbe potuto avere un futuro carino
Ma
Inondato dai problemi della vita
Costretto ad affrontare cose che non avrebbe dovuto ancor prima di diventare maggiorenne
Saltando cose che tutti hanno fatto durante la loro adolescenza
Non ne ha avuto la possibilità
Un po' anche per colpa sua
Solo già dalle scuole medie, ma senza rendersene conto
Preda dell'overthinking
Incatenato dalla sua mente e dai suoi stessi pensieri
Un ragazzo che ha rovinato tutto
(Questo disegno l'ho già pubblicato, quindi prendetelo più come un post sfogo)
(P.S. Scusate se non ho aperto il Bar in queste due sere e se non lo farò anche stasera
Sto ancora un po' male fisicamente e mentalmente)
Mamma: "Sì è molto bello, ma perché hai disegnato un angelo incatenato? Non mi piace"
Io: "Va beh, mi andava"
Questo mamma rappresenta un ragazzo buono e intelligente, che avrebbe potuto avere un futuro carinoMa
Inondato dai problemi della vita
Costretto ad affrontare cose che non avrebbe dovuto ancor prima di diventare maggiorenne
Saltando cose che tutti hanno fatto durante la loro adolescenza
Non ne ha avuto la possibilità
Un po' anche per colpa sua
Solo già dalle scuole medie, ma senza rendersene conto
Preda dell'overthinking
Incatenato dalla sua mente e dai suoi stessi pensieri
Un ragazzo che ha rovinato tutto
(Questo disegno l'ho già pubblicato, quindi prendetelo più come un post sfogo)
(P.S. Scusate se non ho aperto il Bar in queste due sere e se non lo farò anche stasera
Sto ancora un po' male fisicamente e mentalmente)
Si accendono le luci della città
Mi manca un po' l'università
Mi manca un po' l'università
*Il mito di Psiche e Pan*Psiche era una principessa così bella che la dea Afrodite si ingelosì e decise di punirla. Psiche fu abbandonata su una montagna e poi salvata da Pan, il dio dei pastori, che la consolò e la aiutò a superare le sue sofferenze. Alla fine, Psiche si riunì al suo amato Eros e visse felice con lui.
*La statua di Pan che conforta Psiche*
La statua di Reinhold Begas è un'opera d'arte incredibile che rappresenta proprio questo momento di consolazione tra Pan e Psiche. La statua mostra Pan, il dio dei pastori con le corna e le zampe di capra, che tiene tra le braccia Psiche, la principessa e la consola con un gesto tenero. La statua è piena di emozione e di sentimento, sembra di poter sentire la tenerezza e la compassione di Pan per Psiche. Immancabili dettagli come il flauto di Pan (sia di nome che di fatto lol) che sembra casualmente appoggiato lì o il dietro che è incredibilmente dettagliato dimostrando come le statue dovrebbero essere osservate non solo davanti ma a 360 gradi. (chiedo scusa per la foto con la filigrana anticopyright ma non ho trovato altro)
*L'autore e l'epoca*Reinhold Begas era uno scultore tedesco che visse nel XIX secolo. La statua di Pan che consola Psiche fu scolpita durante il periodo del Romanticismo, un'epoca in cui gli artisti si concentravano sull'emozione e sulla natura.
*Dettagli dell'opera*La statua è incredibilmente dettagliata, dalle foglie di vite che adornano la testa di Pan alle piume delle ali di Psiche. La scena è così realistica che sembra di poter sentire il respiro di Psiche e il battito del cuore di Pan. La statua è un capolavoro di tecnica e di emozione e continua a incantare le persone ancora oggi (me e @MAHDI compresi).
Questo quadro è esposto al Museo del Risorgimento di Milano, opera dell'artista Pietro Bovier.
L'uomo raffigurato è Pasquale Sottocorno, uno degli eroi delle Cinque Giornate di Milano.
Sottocorno nacque a Velate nel 1919 e di mestiere faceva il calzolaio.
160 soldati austriaci si barricarono nel Palazzo del Genio di via Monte di Pietà, guidati dal conte Franz von Thun und Hohenstein. A guidare la rivolta dei Milanesi c'era invece Augusto Anfossi, patriota nizzardo.
Gli austriaci diedero vita a una feroce resistenza, ferendo a morte Anfossi. E qui nasce lo scatto, il moto di orgoglio del claudicante Sottocorno, ritratto in questo quadro.
Trascinandosi con una stampella, Sottocorno giunse al portone del palazzo sotto i colpi di artiglieria e diede fuoco alla porta con degli zolfanelli. I soldati si arresero per paura di bruciare vivi e deposero le armi.
Durante i pochi giorni di governo provvisorio, Pasquale Sottocorno fu acclamato da tutti i cittadini milanesi. Nelle strade si poteva trovare un manifesto che riportava: "CITTADINI! Onore al popolano Pasquale Sottocorno, che nel palazzo del Genio appiccò primo il fuoco alla porta e irruppe a disarmare e far prigionieri 160 soldati. Quest’oggi Ei rinnovò la prova di valore straordinario, assaltando la Pia Casa di ricovero e disarmando i soldati che vi stavano a guardia. Il nome del Sottocorno suoni glorioso sulle bocche di tutti i prodi, e resti esempio ed eccitamento alle generazioni venture"
Come molti fuggì da Milano dopo la riconquista austriaca. Continuò a riparare scarpe in Piemonte, fino alla sua morte. Si spense a Torino all'età di 38 anni, a causa di una tisi polmonare.
Milano ha reso omaggio a questo grande uomo dedicandogli una via, situata nei pressi del monumento alle Cinque Giornate.
L'uomo raffigurato è Pasquale Sottocorno, uno degli eroi delle Cinque Giornate di Milano.Sottocorno nacque a Velate nel 1919 e di mestiere faceva il calzolaio.
160 soldati austriaci si barricarono nel Palazzo del Genio di via Monte di Pietà, guidati dal conte Franz von Thun und Hohenstein. A guidare la rivolta dei Milanesi c'era invece Augusto Anfossi, patriota nizzardo.
Gli austriaci diedero vita a una feroce resistenza, ferendo a morte Anfossi. E qui nasce lo scatto, il moto di orgoglio del claudicante Sottocorno, ritratto in questo quadro.
Trascinandosi con una stampella, Sottocorno giunse al portone del palazzo sotto i colpi di artiglieria e diede fuoco alla porta con degli zolfanelli. I soldati si arresero per paura di bruciare vivi e deposero le armi.
Durante i pochi giorni di governo provvisorio, Pasquale Sottocorno fu acclamato da tutti i cittadini milanesi. Nelle strade si poteva trovare un manifesto che riportava: "CITTADINI! Onore al popolano Pasquale Sottocorno, che nel palazzo del Genio appiccò primo il fuoco alla porta e irruppe a disarmare e far prigionieri 160 soldati. Quest’oggi Ei rinnovò la prova di valore straordinario, assaltando la Pia Casa di ricovero e disarmando i soldati che vi stavano a guardia. Il nome del Sottocorno suoni glorioso sulle bocche di tutti i prodi, e resti esempio ed eccitamento alle generazioni venture"
Come molti fuggì da Milano dopo la riconquista austriaca. Continuò a riparare scarpe in Piemonte, fino alla sua morte. Si spense a Torino all'età di 38 anni, a causa di una tisi polmonare.
Milano ha reso omaggio a questo grande uomo dedicandogli una via, situata nei pressi del monumento alle Cinque Giornate.
Anonimo Halloween Arte
conta pure wuesto come disegno di halloween si dai @nogae confermami.. 

*Chi era Laocoonte?*Laocoonte era un sacerdote di Apollo nella mitologia greca. Secondo il mito, Laocoonte aveva avvertito i Troiani di non portare il cavallo di legno dentro le mura della città, poiché pensava che fosse una trappola dei Greci. Tuttavia, i Troiani non gli ascoltarono e portarono il cavallo dentro le mura, permettendo ai Greci di conquistare la città.
*La scultura del Laocoonte*La scultura del Laocoonte è una delle opere d'arte più famose dell'antichità classica. Raffigura Laocoonte e i suoi due figli mentre vengono attaccati da due serpenti marini inviati dagli dei per punirlo per aver cercato di fermare l'attacco dei Greci (dei bastardi di parte 😒).
*L'autore e l'epoca*La scultura del Laocoonte è attribuita a tre scultori greci: Agesandro, Atenodoro e Polidoro. Fu scolpita intorno al 200 a.C., durante il periodo ellenistico, un'epoca di grande fioritura artistica e culturale nel mondo greco, prima della decadenza con i bizantini (ditemi quello che volete, ma a me i bizantini fanno sboccare l'anima, oro di qua, oro di là-- la mia insegnante mi ammazza se lo scopre)
*La struttura artistica*La scultura del Laocoonte è famosa per la sua drammaticità e il suo realismo. La figura di Laocoonte è rappresentata in un momento di grande sofferenza, mentre cerca di liberarsi dai serpenti che lo stanno attaccando. La scultura è caratterizzata da un forte senso di movimento e di tensione, che crea un impatto emotivo intenso sullo spettatore. Tutte le forze e i movimenti spingono verso l'alto e nonostante l'effettivo peso dell'opera, gli spazi vuoti, come quelli tra il braccio e i serpenti o il serpente sospeso tra Laocoonte e il figlio a destra, alleggeriscono visivamente l'opera dimostrando grande modernità.
*Il ritrovamento e la conservazione*La scultura del Laocoonte fu scoperta a Roma nel 1506 e da allora è stata conservata nei Musei Vaticani, dove è possibile ammirarla ancora oggi (un giorno ci andrò I swear).
Il laocoonte è una delle mie statue preferite ed è incredibile, ogni volta che la guardo mi perdo e mi innamoro, la sofferenza della statua è praticamente mia
Anonimo Meme Arte
Qui il Darione era nel suo culmine era un giovincello
(Non cagate il c**** la foto non è esplicita)
(Non cagate il c**** la foto non è esplicita)

The Blind girl di Millais
Il preraffaelismo, una corrente non conosciutissima ma che personalmente adoro alla follia. Quest'opera credo ne sia un emblema :
Come in molte opere preraffaelite, l’atmosfera è sognante: un cielo azzurro, un prato, e nel cielo un arcobaleno dopo probabilmente una pioggia. Una scena che sembra ordinaria, classica, ma abbassando lo sguardo vediamo le due ragazze, qui si percepisce qualcosa di diverso. L' atmosfera ambientale calma, sembra scompigliata da un venticello, da delle "strane vibrazioni", come se la natura stessa partecipasse alla scena, nelle due ragazze si percepisce un momento di profonda umanità e fiducia reciproca. È un attimo semplice, eppure pieno di significato: la ragazza bionda resta semplicemente accanto alla ragazza cieca dai capelli rossi (chiaramente indicata dal cartellino che porta al collo), senza giudizio, con una naturalezza che smuove.
Smuove perché in questa calma apparentemente immobile, ma attraversata da un movimento invisibile, sembra racchiuso qualcosa che spesso trascuriamo: il semplice volersi bene, il sentire l’altro. Qui gli occhi chiusi:
Nella ragazza cieca lo sono per forza di cose, ma ora diventano simbolo di un modo diverso di vedere, un vedere interiore. L' artista gioca proprio su questo paradosso: chi non può guardare con gli occhi, percepisce con più forza la bellezza del mondo, la ragazza sembra la più connessa con quello che c'è intorno, l’arcobaleno, la luce che filtra tra i fili d’erba, tutto è una sorta di invito a sentire, non solo a guardare.
Questo perché di fatto forse gli occhi non servono più, è un momento che non ha più bisogno di occhi, va vissuto.
Il preraffaelismo, una corrente non conosciutissima ma che personalmente adoro alla follia. Quest'opera credo ne sia un emblema : Come in molte opere preraffaelite, l’atmosfera è sognante: un cielo azzurro, un prato, e nel cielo un arcobaleno dopo probabilmente una pioggia. Una scena che sembra ordinaria, classica, ma abbassando lo sguardo vediamo le due ragazze, qui si percepisce qualcosa di diverso. L' atmosfera ambientale calma, sembra scompigliata da un venticello, da delle "strane vibrazioni", come se la natura stessa partecipasse alla scena, nelle due ragazze si percepisce un momento di profonda umanità e fiducia reciproca. È un attimo semplice, eppure pieno di significato: la ragazza bionda resta semplicemente accanto alla ragazza cieca dai capelli rossi (chiaramente indicata dal cartellino che porta al collo), senza giudizio, con una naturalezza che smuove.
Smuove perché in questa calma apparentemente immobile, ma attraversata da un movimento invisibile, sembra racchiuso qualcosa che spesso trascuriamo: il semplice volersi bene, il sentire l’altro. Qui gli occhi chiusi:
Nella ragazza cieca lo sono per forza di cose, ma ora diventano simbolo di un modo diverso di vedere, un vedere interiore. L' artista gioca proprio su questo paradosso: chi non può guardare con gli occhi, percepisce con più forza la bellezza del mondo, la ragazza sembra la più connessa con quello che c'è intorno, l’arcobaleno, la luce che filtra tra i fili d’erba, tutto è una sorta di invito a sentire, non solo a guardare.Questo perché di fatto forse gli occhi non servono più, è un momento che non ha più bisogno di occhi, va vissuto.