Post studio matto per l'ultimo esame mi sono dato 5 giorni di vacanza che passerò tra milano-svizzera-torino. La parte divertente è che per una serie di cose me li farò da solo quindi
Ho già idee ma pazzie da fare per movimentare il viaggio?
PS nelle pazzie sono incluse le possibilità che qualche hintino torinese voglia farsi un giro tra mercoledì e giovedì :)
Ho già idee ma pazzie da fare per movimentare il viaggio?
PS nelle pazzie sono incluse le possibilità che qualche hintino torinese voglia farsi un giro tra mercoledì e giovedì :)
C'ho voglia di tornare a fare urbex, mi manca l'odore di muffa nei sotterranei, le scale pericolanti e le entrate dei posti coperte da tappeti di spine
E si gode 30 all'esame di spagnolo scritto e orale, partendo da quasi 0 a B1/B2 (era una via di mezzo). E tryhardando per due mesi senza praticamente uscire di casa. Pur di non dare altri esami con la parola economia dentro lo rifarei altre 10 volte
Solita roba con cui non mi annichilisco in queste giornate di studio noiose, fare tante rime e due concetti (qualità audio da macchina)
Fatto freestyle sul palco per la prima volta, spento il microfono a na quartina e all'altra ho usato tipo il 120% di parole in più di quelle che avrei dovuto usare per far coinvolgere il pubblico. Mi sono gasato e ho goduto uguale? C-E-R-T-O
Elisa true crime is for boys, blu notte di Carlo Lucarelli is for men
Finalmente a soli 22 anni messo l'apparecchio (invisibile), entro un anno raggiungo il peak di bellezza e sescopaertriplo 😎
Nel campo ((\mathbb{R}, +, \cdot)), il numero (0) è definito come l’elemento neutro dell’addizione, cioè l’unico elemento che, sommato a qualunque numero reale (x), lascia (x) invariato. La moltiplicazione, in questa struttura algebrica, soddisfa la proprietà di distributività rispetto all’addizione. Usando queste due informazioni, possiamo dimostrare in modo formale perché qualunque numero moltiplicato per (0) dà come risultato (0).
Nel campo ((\mathbb{R}, +, \cdot)), il numero (0) è definito come l’elemento neutro dell’addizione, cioè l’unico elemento che, sommato a qualunque numero reale (x), lascia (x) invariato. La moltiplicazione, in questa struttura algebrica, soddisfa la proprietà di distributività rispetto all’addizione. Usando queste due informazioni, possiamo dimostrare in modo formale perché qualunque numero moltiplicato per (0) dà come risultato (0).
Usando hint come le note parte 1/2/3/boh
Dopo un'estate partita di merda con una dura presa di coscienza sulla mia ex, sviluppatasi con ansia da prestazione, passando attraverso nel frattempo a un paio di tipe con azioni e allusioni quantomeno ambigue non facilmente comprensibili essendo rimaste tali (pure perché non ci provo manco sotto tortura, ma manco loro). Il colpo definitivo è stato farmi stupidamente coinvolgere in una connessione profonda in una vacanza di tre giorni sapendo che la suddetta non l'avrei più rivista nella vita. Ecco dopo ciò la prova definitiva che mi porta nella fase ricorrente in cui sono cucinato è quando i miei sogni coinvolgenti ragazze iniziano a essere non sesso ma tipo tenere la mano/abbracciarci. Per qualche mese sarò cooked almeno. Poi avrò bisogno di una dose di calore umano da trovare compulsivamente. E poi daccapo. Alla luce di ciò forse dovrei pensare a altro, tanto arrivano le cose quando meno me l'aspetto. Ma non arriva un cazzo quando meno me l'aspetto, perché inconsciamente l'aspetto. Ogni viaggio sulla tangenziale con la pioggia da solo di più.
PS. Parlo anche di un amicizia, vera, profonda
Dopo un'estate partita di merda con una dura presa di coscienza sulla mia ex, sviluppatasi con ansia da prestazione, passando attraverso nel frattempo a un paio di tipe con azioni e allusioni quantomeno ambigue non facilmente comprensibili essendo rimaste tali (pure perché non ci provo manco sotto tortura, ma manco loro). Il colpo definitivo è stato farmi stupidamente coinvolgere in una connessione profonda in una vacanza di tre giorni sapendo che la suddetta non l'avrei più rivista nella vita. Ecco dopo ciò la prova definitiva che mi porta nella fase ricorrente in cui sono cucinato è quando i miei sogni coinvolgenti ragazze iniziano a essere non sesso ma tipo tenere la mano/abbracciarci. Per qualche mese sarò cooked almeno. Poi avrò bisogno di una dose di calore umano da trovare compulsivamente. E poi daccapo. Alla luce di ciò forse dovrei pensare a altro, tanto arrivano le cose quando meno me l'aspetto. Ma non arriva un cazzo quando meno me l'aspetto, perché inconsciamente l'aspetto. Ogni viaggio sulla tangenziale con la pioggia da solo di più.
PS. Parlo anche di un amicizia, vera, profonda
Boh ho saputo da post e discussioni che sarebbe/è (?) la giornata mondiale degli uomini. Dico la mia. Il punto è che le tematiche legate a dinamiche prettamente maschili in un trend di crescita non sono per nulla mainstream, e non vedo perché parlarne di più, con una giornata o meno, che poi non deve essere perforza istituzionalizzata come l'8 marzo, sarebbe un problema. Salute mentale, ritiro sociale, solitudine, stigma su verginità e giudizio in base al numero di esperienze, difficoltà ad esprimere i propri sentimenti per aspettative (su cui si, si può lavorare) sia da donne che tra uomini stessi, sull'uomo forte che soffre in silenzio. Non sono elementi legati solo al singolo. Strutturalmente c'è l'incapacità di trovare e proporre un modello maschile di riferimento con cui poter relazionarsi all'altro sesso dovuto al crollo di quelli preesistenti, donne maggiormente come parte selezionatrice nel dating game, e quindi 1 sia standard più elevati richiesti 2 competizione tra gli stessi uomini che si polarizzano tra quelli che si appigliano a quello stereotipo machista da tutti propagandato come superato ma nei fatti certi tratti equivalgono ancora a risultare meno attraenti per le donne (sensibilità,fragilità), cosa che al contrario non vale per nulla, anzi. In alcuni casi si sfocia nel tossico e persone anche non di molto più insicure che subiscono questo cambio di paradigmi con ansia, auto isolamento, e paura del rifiuto (quest'ultima anche grazie alla tossica cultura delle red flag, ovvero letteralmente incapacità di capire comportamenti malsani in autonomia). Questo non implica che vorrei tornare indietro ma è una conseguenza di fatto dell'emancipazione femminile. E al di là di relazioni ci sono temi di solitudine anche solo in quanto a facilità di avere una rete sociale, tassi di abbandono scolastico, affidamento figli, suicidi. Problemi reali e spesso crescenti ma non mi va di rendere tutto un elenco di numeri. Se se ne parlasse più apertamente e "pubblicamente" non ci sarebbero neanche radicalizzazioni che portano a qualche incel incazzato col mondo. Per esempio, nella sezione commenti video di marco crepaldi, psicologo specializzato in questi temi e molti altri parlandone da anni molto meglio di me e di forse tutti qui non troverete nessun commento riducibile a pretese infantili ma persone che, senza sbraitare, generalizzare o altro, si possono confrontare sulle proprie percezioni e vissuti in uno degli spazi offerti da uno dei pochi che porta nel mainstream un certo tipo di temi. La sofferenza è sofferenza, che sia essa un gender pay gap o non avere amici il sabato sera, e se si può anche risolvere di poco, includendo temi nel discorso, va fatto.
Peak di felicità dell'anno raggiunto, altro che i relief di mezzo secondo a cui mi sono tristemente assuefatto, per chi volesse leggere.
Vado a una festa a Roma, da solo, eh vabbè ok, arrivo e come potevo prevedere faccio niente per un oretta buona, tipo ascolto musica che non mi piace manco troppo, mi faccio due chiacchiere letterali tanto per non sentirmi del tutto fuori luogo con gente simpatica (venuti loro da me obv) ma manco troppo. Sto per andare via, riprendo la giacca ma decido di farmi un ultimo giro fuori. Vedo due gruppettini che si presentano, nel modo più cringe concepibile mi presento "già che non vi conoscete manco voi", però questi son simpatici, parlo soprattutto con uno per una mezz'oretta buona, non so chi è in quel momento. S'ascolta Caparezza, sta lì perché si forse è più alternativa di una disco ma non è che sia proprio un appassionato di niente che ruota attorno a quella serata (che era tipo festa dark goth) manco lui. Poi vabbè sembra introverso, vuole un drink per sciogliersi, non beve spesso, insomma ci capiamo. Finché non lo chiamano per nome i due suoi amici, ha un nome strano, lo guardo in faccia. Impossibile che sia lui, però a quel punto ero certo. "Ma abiti a Monterotondo?" "Si" "ma guarda che ti conosco, sei X e abiti in via Y" Lui che giustamente non poteva riconoscermi (ho un nome più comune e sono stra cambiato) rimane un attimo incredulo. È l'amico d'infanzia vicino di casa con cui ho passato quasi ogni giorno dagli 8 ai 13 anni, almeno (con le date mie faccio fatica). Mi riaffiorano ricordi, ancora siamo entrambi un po' disbelief. Non ci vedevamo da letteralmente dieci anni. Ripercorriamo gli amici dell'epoca, i combattimenti in un ring immaginario con le sue armi, la "grotta" vicino casa sua, il cantiere di una casa in costruzione da cui prendevamo pezzi di nascosto per fare nostri rifugi, intrufolarci nella villa di una riccona che non ci veniva mai in cui, tranciando canne di bambù giocavamo a esplorare il burrone e la vallata su cui dava, arrampicandoci fin dove si poteva per risalire, e acchiapparella in bici e altre tre miliardi di cose di un infanzia bellissima che ho avuto, magari per tutti boh, ma dopo è stato tutto in downfall, i miei schemi, il vivere a metà, sono cambiato tanto sicuramente, chissà come mi ricorda, io ricordo poco di me caratterialmente a quell'età, non ho voluto chiederglielo mi sembrava weird, ho citato una nostra amica e mi ha detto "ah la tua fidanzata" io manco ricordavo, forse ero sicuro di me (!), vai a capire che ero il boss del gruppo, non lo so ho veramente ricordi vaghi. Fatto sta che sono stra contento, anche i suoi amici sono di Monterotondo, ci siamo scambiati il numero obv. Ci ho parlato, ma è come se lo sapevo non sapendolo, probabilmente il mio inconscio si. E stavo per andarmene. E manco sapevo se andarci da solo. Mi sento invaso da retorica, se non provi non sai, meglio tentare, buttati. Adesso, per un po', che mi viene spontaneo, mi ci lascio credere.
Vado a una festa a Roma, da solo, eh vabbè ok, arrivo e come potevo prevedere faccio niente per un oretta buona, tipo ascolto musica che non mi piace manco troppo, mi faccio due chiacchiere letterali tanto per non sentirmi del tutto fuori luogo con gente simpatica (venuti loro da me obv) ma manco troppo. Sto per andare via, riprendo la giacca ma decido di farmi un ultimo giro fuori. Vedo due gruppettini che si presentano, nel modo più cringe concepibile mi presento "già che non vi conoscete manco voi", però questi son simpatici, parlo soprattutto con uno per una mezz'oretta buona, non so chi è in quel momento. S'ascolta Caparezza, sta lì perché si forse è più alternativa di una disco ma non è che sia proprio un appassionato di niente che ruota attorno a quella serata (che era tipo festa dark goth) manco lui. Poi vabbè sembra introverso, vuole un drink per sciogliersi, non beve spesso, insomma ci capiamo. Finché non lo chiamano per nome i due suoi amici, ha un nome strano, lo guardo in faccia. Impossibile che sia lui, però a quel punto ero certo. "Ma abiti a Monterotondo?" "Si" "ma guarda che ti conosco, sei X e abiti in via Y" Lui che giustamente non poteva riconoscermi (ho un nome più comune e sono stra cambiato) rimane un attimo incredulo. È l'amico d'infanzia vicino di casa con cui ho passato quasi ogni giorno dagli 8 ai 13 anni, almeno (con le date mie faccio fatica). Mi riaffiorano ricordi, ancora siamo entrambi un po' disbelief. Non ci vedevamo da letteralmente dieci anni. Ripercorriamo gli amici dell'epoca, i combattimenti in un ring immaginario con le sue armi, la "grotta" vicino casa sua, il cantiere di una casa in costruzione da cui prendevamo pezzi di nascosto per fare nostri rifugi, intrufolarci nella villa di una riccona che non ci veniva mai in cui, tranciando canne di bambù giocavamo a esplorare il burrone e la vallata su cui dava, arrampicandoci fin dove si poteva per risalire, e acchiapparella in bici e altre tre miliardi di cose di un infanzia bellissima che ho avuto, magari per tutti boh, ma dopo è stato tutto in downfall, i miei schemi, il vivere a metà, sono cambiato tanto sicuramente, chissà come mi ricorda, io ricordo poco di me caratterialmente a quell'età, non ho voluto chiederglielo mi sembrava weird, ho citato una nostra amica e mi ha detto "ah la tua fidanzata" io manco ricordavo, forse ero sicuro di me (!), vai a capire che ero il boss del gruppo, non lo so ho veramente ricordi vaghi. Fatto sta che sono stra contento, anche i suoi amici sono di Monterotondo, ci siamo scambiati il numero obv. Ci ho parlato, ma è come se lo sapevo non sapendolo, probabilmente il mio inconscio si. E stavo per andarmene. E manco sapevo se andarci da solo. Mi sento invaso da retorica, se non provi non sai, meglio tentare, buttati. Adesso, per un po', che mi viene spontaneo, mi ci lascio credere.
Non scrivo niente di vero
Perché non so far andare la mia vita nel verso giusto
Perché non so far andare la mia vita nel verso giusto
Btw vi informo che ho fatto prepugilistica dove la fa anche Augustus (siamo amici da parecchio) praticamente dai pugni a un sacco per 40 minuti no stop a me è capitato tipo Rocky dall'altra parte del sacco e siccome bisogna andare in sincro coi colpi mi sono tipo ammazzato (stavo pure senza guanti). Lo pensavo molto meno faticoso.
Ieri ho postato una mia canzone tema notte fatta qualche mese fa, sta nel mio ultimo hint, se vi va di dare un parere mi fa piacere :)
NOTTE DEL NON GIUDIZIO
S'aspetta ore tarde, che il mio chronos sciupi
Da spettatore e target di sport sconosciuti
La TV messa forte, cessa il mio mezzo sonno
È li che mezzanotte diventa il mio mezzogiorno
A 16 non dormi, piccolo ambizioso
Il corpo si sente comodo se assente è il giudizio
Agente del supplizio ma penitente dopo mo non fa niente è un vizio
O un circolo vizioso?
Riti notturni senza wik-ke, oc-cul-tis-mo
Distolto solo da un pic-chiet-tio, un fis-chio
E dall'orologio quel tic-chet-tio, un dis-co
Ritma pensieri, come tic che io su-bis-co
Ma son lancette lancinanti, sveglie e agende alienanti, per rimpianti tardi, metteran ritardi, le gambe recalcitranti, slanci t'alzi, ma sei assente tra giganti, domani ti ammette agitarti
Di notte idealizzi emozioni, rendi miti intenzioni, gli affidi lezioni, che di giorno ridimensioni
Ridirezioni alle luci gli sforzi
in riti, gestioni e produci rimorsi
RIT
Soliloquio, mai messaggio si censura
Soul in volo, al setaccio si depura
Il sole, scorcio, paesaggio in fessura
È solo, in fondo, presagio di sventura
Mondo celebrale
L'unico in cui entrambi gli emisferi posson rifiutar la luce
Notte puoi a fondo ottenebrare
Ma mi dai fili logici che la calma cuce
E anestetizzi chi pensa troppo
Nulla mi addensa il groppo, pace senza oppio
Non c'è stimolo da decifrare o pericolo da evitare
E la coscienza stoppo
Non voglio doveri, rendimi apolide
Come se in corsa scendi dal bolide
Lasciami estradato, senza direzione, ammutinarmi
Estraniato, senza ribellione a motivarmi
Colmo d'aspettative oltre la mia capacità
Non tocco più il fondo in cui trovar tranquillità
Di notte senza scopo per un attimo
In parvenza scopro di bastare col mio battito
Da tutto ciò mi son spogliato, ma è un lembo legato
Come coi sensi di colpa di un empio peccato
Ne sono uscito, ma come in un tempio, piegato
Dal peso della certezza del tempo sprecato
RIT
Soliloquio, mai messaggio si censura
Soul in volo, al setaccio si depura
Il sole, scorcio, paesaggio in fessura
È solo, in fondo, presagio di sventura
S'aspetta ore tarde, che il mio chronos sciupi
Da spettatore e target di sport sconosciuti
La TV messa forte, cessa il mio mezzo sonno
È li che mezzanotte diventa il mio mezzogiorno
A 16 non dormi, piccolo ambizioso
Il corpo si sente comodo se assente è il giudizio
Agente del supplizio ma penitente dopo mo non fa niente è un vizio
O un circolo vizioso?
Riti notturni senza wik-ke, oc-cul-tis-mo
Distolto solo da un pic-chiet-tio, un fis-chio
E dall'orologio quel tic-chet-tio, un dis-co
Ritma pensieri, come tic che io su-bis-co
Ma son lancette lancinanti, sveglie e agende alienanti, per rimpianti tardi, metteran ritardi, le gambe recalcitranti, slanci t'alzi, ma sei assente tra giganti, domani ti ammette agitarti
Di notte idealizzi emozioni, rendi miti intenzioni, gli affidi lezioni, che di giorno ridimensioni
Ridirezioni alle luci gli sforzi
in riti, gestioni e produci rimorsi
RIT
Soliloquio, mai messaggio si censura
Soul in volo, al setaccio si depura
Il sole, scorcio, paesaggio in fessura
È solo, in fondo, presagio di sventura
Mondo celebrale
L'unico in cui entrambi gli emisferi posson rifiutar la luce
Notte puoi a fondo ottenebrare
Ma mi dai fili logici che la calma cuce
E anestetizzi chi pensa troppo
Nulla mi addensa il groppo, pace senza oppio
Non c'è stimolo da decifrare o pericolo da evitare
E la coscienza stoppo
Non voglio doveri, rendimi apolide
Come se in corsa scendi dal bolide
Lasciami estradato, senza direzione, ammutinarmi
Estraniato, senza ribellione a motivarmi
Colmo d'aspettative oltre la mia capacità
Non tocco più il fondo in cui trovar tranquillità
Di notte senza scopo per un attimo
In parvenza scopro di bastare col mio battito
Da tutto ciò mi son spogliato, ma è un lembo legato
Come coi sensi di colpa di un empio peccato
Ne sono uscito, ma come in un tempio, piegato
Dal peso della certezza del tempo sprecato
RIT
Soliloquio, mai messaggio si censura
Soul in volo, al setaccio si depura
Il sole, scorcio, paesaggio in fessura
È solo, in fondo, presagio di sventura
Guida/ragebait a post algoritmo/like friendly su Instagram
1) post con "non ti lavi, lanci bestemmie come virgole e sei il mostro di Firenze? Non sei cattivo sei solo estremamente intelligente/plusdotato/....,
2) post sulle relazioni: evergreen, 5 10 20 cose per capire se la relazione è sana, lista con cose tipo ti ascolta e non ti picchia
3) 100382 cose che avrei voluto sapere a 20 anni: bro risparmia non scopare zero donne non esistono le donne cancellale non so se ti è chiaro che non ci devi pensare non pensarci ok? + canzone tiktok slowed in sottofondo
4) la vecchia che parla dei giovani depressi dicendo in 150 reel la stessa cosa con atmosfera finta familiare quando probabilmente se fa i soldi, cmq si è colpa di mio padre bene quindi
1) post con "non ti lavi, lanci bestemmie come virgole e sei il mostro di Firenze? Non sei cattivo sei solo estremamente intelligente/plusdotato/....,
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4) la vecchia che parla dei giovani depressi dicendo in 150 reel la stessa cosa con atmosfera finta familiare quando probabilmente se fa i soldi, cmq si è colpa di mio padre bene quindi
Vado da solo a un evento stasera, obiettivo parlare con sconosciuti nella piena consapevolezza che i miei problemi derivano dal mio modo di essere con le persone che ho o ho avuto e non nella mancanza di rapporti in se, ma suppongo meglio di niente, boh dopamina post chiacchiere sentirti parte di un gruppo quella roba la insomma.
Spoiler: realisticamente ciò non accadrà
Spoiler: realisticamente ciò non accadrà
Possibile che nessuno ha inventato la parola per definire uno stato malinconico che non sembri solo negativa. Tipo stasera vado al cinema da solo ed è una di quelle cose che a volte faccio e me la suscita, solitudine, estraneità anche, ma "comoda".
Non vedo da un po' la mia ex (di 4 anni fa), ci esco, ci sto bene, mi chiedo la amo ancora? Realizzo, dopo una complessa quanto solita introspezione che no, è nostalgia, non può esserci qualcosa in più in ogni caso, lo so, accetto l'amicizia, sono felice quando usciamo e lei sta bene, sono contento se mi cerca, non la vedo per un mese, non ho molta gente con cui uscire ad oggi, la ricontatto, passiamo una bella giornata, dai che possiamo avere una bella amicizia, mi dico, poi, se per caso fosse, in futuro sarà quel che sarà. Sogno che ci baciamo. Mi sveglio malinconico con lei che mi ha scritto.
Se la tua mente è una prigione qualsiasi posto è uguale
La cosa più utile per la mia vita è cercare di capire come apprezzare al massimo la luce che ogni tanto entra tra le sbarre e convivere col buio più che sapere perfettamente quanto è grande la stanza e di che materiale sono fatti i muri, vivendo, provandoci.
La cosa più utile per la mia vita è cercare di capire come apprezzare al massimo la luce che ogni tanto entra tra le sbarre e convivere col buio più che sapere perfettamente quanto è grande la stanza e di che materiale sono fatti i muri, vivendo, provandoci.
Visto un post che parlava di soldi, mi ha ricordato uno dei periodi più apatici (non brutti) della mia vita, che è stato l'unico semestre in uni seguito in presenza, gruppetti già fatti quindi ero sempre da solo, amici si stavano fidanzando, stavo io con complessi vari. All days andavo e tornavo dall'università con la macchina di mio padre, costosa, multiaccessoriata, lunga quindi quasi mi sembrava di esibirla. Era una sensazione di estremo fuori luogo ogni volta che la usavo, inadeguatezza ovunque nella mia vita dentro quella cortina di bell'apparenza finta e immeritata.