I monaci restarono in silenzio anche la terza volta. Allora il Beato si rivolse a loro dicendo: «Può essere, o monaci, che non facciate domande per rispetto nei confronti del vostro Maestro. Allora, o monaci, che l'amico parli a nome dell'amico»

Ma i monaci restarono ancora in silenzio. Allora il venerabile Ananda disse al Beato: «prodigioso, Signore. E meraviglioso. Io ho questa convinzione, Signore, che in questa comunità di monaci non c'è un solo monaco che abbia un dubbio o una perplessità sul Buddha, o il Dhamma, o il Sangha, o il Sentiero, o la Pratica».

«Tu parli per fede, Änanda. Ma il Tathāgata (il Buddha) sa, e sa per certo, che in questa comunità di monaci non ce n'è neanche uno che abbia dubbi o perplessità sul Buddha, o il Dhamma, o il Sangha, o il Sentiero, o la Pratica. In verità, Ananda, anche l'ultimo per conseguimenti spirituali tra questi cinquecento monaci è un Entrato nella corrente, non più soggetto a ricadere (negli stati inferiori), diretto con certezza verso l'illuminazione»

Allora il Beato si rivolse ai monaci e disse: «Allora, o monaci, mi rivolgo io a voi: impermanenti sono le cose condizionate. Cercate di conseguire il vostro scopo con diligenza».

Queste furono le ultime parole del Tathāgata.
19 mar 2026 alle 0:24
Allora il Beato si rivolse al venerabile Ananda: «Può essere, Ânanda, che in qualcuno di voi sorga il pensiero: "Queste sono (possediamo) le Parole del Maestro che se n'è andato; il nostro Maestro non è più con noi". Ma, Änanda, non bisogna pensare in questo modo. Quello che ho insegnato e stabilito, Ananda, la dottrina (Dhamma) e la disciplina (vinaya), sarà questo il vostro maestro quando io me ne sarò andato.

«Ananda, i bhikkhu ora si rivolgono l'uno all'altro con la parola "amico" (avuso), ma non dovranno più farlo quando io me ne sarò andato. Un monaco più anziano, Ananda, si rivolgerà a quello più giovane con il suo nome, il suo nome di famiglia o con la parola "amico"; un monaco più giovane si rivolgerà a quello più anziano con "Signore" (bhante) o "Venerabile" (ayasmā).

Se il Sangha (la Comunità, l'Ordine) lo vorrà, Ananda, potrà abolire, quando me ne sarò andato, i precetti (le regole) minori.

«Quando io me ne sarò andato, Ananda, la pena più grande dovrà essere comminata al monaco Channa».

«Ma, Signore, qual è la pena più grande? ». < Lasciate che il monaco Channa dica cio che vuole; gli altri monaci non dovranno parlare con lui, né consigliarlo, né esortarlo».

Il Beato si rivolse allora ai monaci: «Può essere, o monaci, che vi siano dubbi e perplessità nella mente di qualcuno di voi sul Buddha o il Dhamma o il Sangha o il Sentiero o la Pratica. Chiedete, o monaci. Non rammaricatevi più tardi, pensando: "Il nostro Maestro era dinanzi a noi, avremmo potuto chiederlo al Beato quando eravamo dinanzi a lui"». Quando disse questo, i monaci restarono in silenzio. Una seconda volta e una terza volta il Beato si rivolse ai monaci... [come sopra].
19 mar 2026 alle 0:17
Colui per il quale non esiste né questa sponda né l'altra né entrambe, che non è né afflitto né vincolato - quello io chiamo un brahmano.
19 mar 2026 alle 0:06
Colui che conosce le vite precedenti, che vede il paradiso e l'inferno, che ha raggiunto la fine delle nascite e ottenuto la suprema conoscenza, il saggio che ha compiuto tutto ciò che deve essere compiuto - quello io chiamo un brahmano.
2
19 mar 2026 alle 0:03 (modificato)
Il sole brilla di giorno, la luna splende di notte; il guerriero risplende nella sua armatura, il brahmano risplende nella meditazione. Ma sempre, di giorno e di notte, il Risvegliato rifulge di splendore.
18 mar 2026 alle 23:59
Colui il cui destino né gli dèi né i semidei né gli uomini conoscono, che ha distrutto gli impedimenti ed è diventato degno - quello io chiamo un brahmano.
18 mar 2026 alle 23:03
L'errore altrui si vede facilmente, ma il proprioè difficile da vedere. Come pula si vagliano i difetti altrui, ma i propri si nascondono, come un abile cacciatore si nasconde alla preda.
18 mar 2026 alle 23:00
Colui che, cercando la propria felicità, tormenta col bastone le creature che desiderano la felicità, non otterrà la felicità nell'altro mondo.
18 mar 2026 alle 22:58
Ottenere l'ingresso nella corrente è meglio del dominio assoluto sulla terra, dell'andare in paradiso, di comandare sull'intero universo.
18 mar 2026 alle 22:47
Non è ben fatta quell'azione di cui ci si rammarica dopo averla compiuta e il cui risultato si esperisce col volto rigato di lacrime.
18 mar 2026 alle 22:35
«Ho figli, ho ricchezze»: così pensando lo stolto è tormentato. In verità, egli non possiede neppure se stesso. Come possono essere suoi i figli e le ricchezze?
18 mar 2026 alle 22:22
Né la madre, né il padre, né alcun altro parente può fare a un uomo tanto bene quanto una mente bene orientata.
18 mar 2026 alle 22:15
Questa mente volubile, instabile, difficile da custodire, difficile da controllare, l'uomo saggio la raddrizza, come l'artigiano una freccia.
18 mar 2026 alle 22:09
Non abbandonatevi alla negligenza, né abbiate intimità con i piaceri dei sensi. L'uomo che medita con diligenza ottiene molta felicità.
18 mar 2026 alle 22:04
Gli stolti, uomini di poca intelligenza, si abbandonano alla negligenza, ma l'uomo saggio protegge la sua diligenza come un supremo tesoro.
18 mar 2026 alle 22:00
Con l'impegno, la diligenza, e la padronanza di sé, l'uomo saggio faccia di se stesso un'isola che nessun flutto potrà sommergere.
18 mar 2026 alle 21:57
La fama di chi è energico, consapevole, puro nella condotta, intelligente, disciplinato, retto e vigile, si accresce costantemente.
18 mar 2026 alle 21:54
In questo mondo l'odio non è mai placato dall'odio; è placato dall'amore. Questa è una legge eterna.
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18 mar 2026 alle 21:43
"Mi ha insultato, mi ha colpito, mi ha derubato": l'odio di coloro che nutrono questi pensieri non si placa mai.
18 mar 2026 alle 21:37 (modificato)
Tutti gli stati hanno la mente come precursore, la mente è il loro capo, e sono fatti di mente. Se uno parla o agisce con la mente pura, la felicità lo segue come un'ombra che non lo lascia mai.
18 mar 2026 alle 21:33
Hint @ 2026