Brazo crew
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17 ago 2026 alle 19:06
So con cosa dormire stanotte
16 ago 2026 alle 22:35
16 ago 2026 alle 22:30
Gelato pino pinguino >> demenza senile e aborto spontaneo
16 ago 2026 alle 21:44
16 ago 2026 alle 21:40
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16 ago 2026 alle 21:33
16 ago 2026 alle 19:52
La mia idea di amore è farmi consumare completamente da esso
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16 ago 2026 alle 9:54
15 ago 2026 alle 13:37
PAPOI🫪
15 ago 2026 alle 2:42
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14 ago 2026 alle 20:53
Mi ero ripromesso di non nominarla ma farò un’eccezione perché mi sono appena svegliato sa un sogno molto strano
Praticamente io e i miei amici, assieme anche a bedgirl, codeine e karasu avevamo deciso di andare a trovare cinnamon, prendiamo le macchine e facciamo sto mega viaggio che dura un botto e arriviamo che è notte però passiamo la notte in un hotel che stava letteralmente a fianco a casa di cinnamon, e lì veniamo a sapere che bedgirl, karasu e codeine erano arrivati prima ed erano andati a salutarla e karasu si era ammalato, aveva tipo preso il colera e bed e codeine erano venuti in stanza da noi per stare tutti insieme mentre karasu era rimasto da cinnamon mezzo morente e affidato alle sue cure. Vabbè più tardi, quando è ancora buio, decidono di andare tutti da lei, io ero mega agitato e dico che andavo un attimo a pisciare e poi li raggiungevo. Prendo un po’ di coraggio ed esco di casa ma mi perdo a guardare i bambini del grest che stavano nel gigantesco campo vicino illuminato a mille da luci da stadio e poi non so come entro in una fabbrica di carne, dove i dipendenti mi scambiano per il ragazzo nuovo, mi fanno vestire e mi mettono a lavoro. Faccio di tutto e di più lì e poi finalmente arriva in momento di pulire e dopo le pulizie riesco finalmente a uscire dalla fabbrica e ormai è giorno e incontro i miei amici che stanno andando verso le macchine e uno si ferma e mi fa “non sei venuto a casa sua?” E io faccio di no e lui mi dice che sono un coglione, prendo del coraggio e co vado salendo delle scale di ferro di emergenza come quelle che si vedono nei film americani, busso e si apre la porta e io mi pietrifico, non riesco più a respirare, stavo per dire “scusate ho sbagliato indirizzo” ma karasu, che mi aveva aperto la porta perché si era fermato per un altro giorno per riprendersi, fa “flander!” E io “h-hey” e poi arriva alla porta anche cinnamon che anche lei era diversissima da come è in realtà e parliamo e io mega agitato con la voce tutta tremolante e balbettante e ogni volta che parlavano gesticolavano in modo strano e io faccio “no scusate ragazzi non posso gesticolare anche io così perché sono qua fuori e mi vedrebbe la gente”. Poi Karasu era tipo 1 e 70, cinnamon era ancora più bassa, e karasu aveva gli occhi piccoli e una folta barba aveva capelli e barba arancioni ceh era completamente diverso da com’è, poi va un attimo da qualche parte e torna e i suoi capelli erano diventati neri, poi va di nuovo da qualche parte, torna ed erano neri e arancioni e io a questo punto metto un piedi in casa, cinnamon dice “hey guarda è entrato ora può gesticolare” e io indico i capelli di karasu e dico “sono cambiati, non sono pazzo sono cambiati, prima erano arancioni, poi neri e ora neri e arancioni” e cinnamon dice che è vero e karasu si incazza un sacco per questa cosa e poi mi sono svegliato
14 ago 2026 alle 14:46 (modificato)
Ma chi cazzo siete tutti ceh vi cambiate i nomi e non si capisce più una sega guardavo il profilo di miss violence pensando fosse nuovo e poi vedo che ha il numero 87 e mi chiedo chi cazzo sia, senza contare che sta persona si è beccata il numero del mio profilo og ed è una donna quindi è destino che dobbiamo abbandonarci ai nostri desideri carnali e figliare
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13 ago 2026 alle 19:27
Propongo di denudarci
12 ago 2026 alle 13:40
10 ago 2026 alle 23:53
10 ago 2026 alle 23:46
Anonimo
Originale
C'era una volta, in un paesino arroccato tra gli ulivi e il mare della Puglia, un uomo chiamato Gelo. Non era ghiaccio vero, no: era un omone tutto d'un pezzo, con spalle larghe come una porta di legno massiccio e occhi scuri che parevano due tizzoni ardenti. Lo chiamavano Gelo perché aveva un carattere di pietra, uno che non si piegava mai, un mediterraneo purosangue che parlava a gesti e beveva vino rosso come se fosse acqua. Poi c'era Flander, il suo opposto: magrolino, capelli biondicci arruffati dal vento, un sorriso sornione che ti si appiccicava addosso. Era l'anima gemella segreta di Gelo, anche se nessuno in paese lo sapeva. O almeno, così credevano loro.

Gelo e Flander si conoscevano da sempre. Da bambini giocavano a rincorrersi nei campi di grano, da ragazzi si scambiavano occhiate che duravano un battito di ciglia ma dicevano tutto. Solo che Gelo, testardo com'era, non aveva mai avuto il coraggio di ammetterlo. "So' cose da uomini, queste?" borbottava tra sé, mentre Flander lo guardava con quell'aria da gatto che sa già dove andrà a parare.

Una sera d'estate, con le cicale che frinivano come impazzite, si ritrovarono da soli nella vecchia masseria abbandonata fuori dal paese. Gelo era appoggiato a un muro di pietra, sudato per il lavoro nei campi, con la canottiera bianca che gli si incollava al petto. Flander entrò con due birre ghiacciate in mano, le posò sul tavolo e si avvicinò senza dire una parola.

"Che c'è?" chiese Gelo, con la voce roca che cercava di sembrare dura ma tremava un po'. "Lo sai che c'è," rispose Flander, e gli mise una mano sul braccio. Una mano leggera, ma che bruciava più del sole di luglio.

Gelo deglutì. "Flander, non fare lo scemo..." "Da quanto tempo ce lo nascondiamo?" sussurrò Flander, avvicinandosi fino a sentire il respiro caldo dell'altro. "Da quanto tempo ci guardiamo e basta?"

E lì successe. Gelo, che era tutto d'un pezzo, si sciolse come burro al fuoco. Afferrò Flander per i fianchi e lo tirò a sé, baciandolo con una furia che non sapeva di avere. Le loro bocche si trovarono in un miscuglio di birra, sudore e voglia repressa. Flander gli passò le dita tra i capelli scuri, tirandoglieli appena, e Gelo emise un suono strozzato che non era da lui. "Sei il mio gelo," mormorò Flander ridacchiando, "ma sotto sotto sei un vulcano."

Gelo lo spinse contro il muro, facendo cadere una sedia vecchia. Le mani callose gli corsero sotto la maglietta, esplorando la schiena magra di Flander, che si inarcò come un gatto. "Zitto," ringhiò Gelo, ma senza cattiveria, mentre gli baciava il collo e sentiva il battito accelerato dell'altro. "Se qualcuno ci vede..." "E chi ci vede? Le lucertole?" rise Flander, ma il respiro gli si spezzò quando Gelo gli slacciò i pantaloni con una determinazione che non ammetteva repliche.

La storia si fece più intensa lì nella penombra, tra carezze un po' goffe e sospiri soffocati. Gelo, che di solito era tutto controllo e muscoli, si lasciò andare in un modo che non avrebbe mai creduto possibile, mentre Flander lo guidava con una dolcezza sfrontata. Non fu una cosa da film romantico: ci furono gomitate, una risata improvvisa quando un pipistrello svolazzò troppo vicino, e Gelo che a un certo punto inciampò in un sacco di juta. Ma fu vero, crudo, pieno di quella passione che tenevano nascosta da anni.

Dopo, stesi su una coperta polverosa, Gelo guardò il soffitto di legno e mormorò: "E mo' che facciamo?" Flander si girò su un fianco, appoggiando la testa sul petto di Gelo. "Quello che abbiamo sempre fatto, ma senza nasconderci. Almeno tra noi." Gelo sbuffò, ma una mano gli andò automaticamente tra i capelli di Flander, accarezzandolo. "Sei un rompiscatole." "E tu mi ami lo stesso."

E così, tra il profumo del mare lontano e il canto dei grilli, Gelo e Flander smisero di essere un segreto. Almeno per loro due.
10 ago 2026 alle 18:37
Ecco questo è il disegno che mi fece olli di cm mi immaginava
10 ago 2026 alle 18:34
Per me gelo e flander dovrebbero baciarsi appassionatamente
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10 ago 2026 alle 18:25
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10 ago 2026 alle 18:06
Hint @ 2026