La luce fioca di una lampada illumina un volto scavato. Le mani prendono una penna e cominciano a scrivere ma a un passo dal foglio si bloccano. Per anni lo scrittore ha parlato alle pagine come a dei cari amici. Ora quel pallido deserto ha l'aspetto di un abisso che risucchia ogni cosa. Nessuna parola sembra in grado di riempirlo, i pensieri fuggono impauriti davanti allo spettacolo del vuoto. Lui, che un tempo suonava le righe come le corde di una chitarra, rimane paralizzato davanti alle pagine bianche. Esiste qualcosa che non può essere raccontato, sentimenti che nessuno può sentire, parole che nessuno può dire. "Non esiste! Tutto dev'essere scritto", grida nella sua testa. Lo scrittore, signori, per la prima volta, ha la bocca cucita di preoccupazioni. Si alza dalla sedia, scaglia il quaderno contro la parete e spegne la luce. "Sarà per un'altra volta", pensa
@AnneBoleyn