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📺 La storia della TV italiana: una nuova musica

Nel nostro viaggio temporale nella tv italiana abbiamo soltanto sfiorato il Festival di Sanremo, menzionandolo con la nascita dell'Eurovisione. Il Festival della Canzone Italiana infatti non nasce con la televisione, ma in radio, nel 1951, dalla culla del Casinò di Sanremo. Eppure, è solo con l'abbraccio del mezzo televisivo, a partire dal 1955, che la kermesse si trasforma da semplice rassegna canora a eccezionale fenomeno di costume e rito collettivo.Nei primi anni di trasmissione, la televisione si limita a fare da specchio a un'Italia ancora profondamente legata alle tradizioni del passato, un po' ingessata e nostalgica. Sullo schermo dominano le regole del "bel canto", la compostezza orchestrale e testi che cantano di mamme, vecchi scarponi e casette in Canada. I cantanti si esibiscono quasi immobili, sorvegliati da una regia Rai che applica un'inquadratura quasi clericale.

Tutto questo fino al 1958. Nell'edizione del 1958 c'è un artista che riscrive le regole, che accompagna la voce con una gestualità inconsueta. Il 1958 è l'anno di Domenico Modugno, che con il suo brano Nel blu dipinto di blu rompe le catene dei testi "Dio-Patria-Famiglia" che hanno contraddistinto il panorama musicale italiano nel secondo dopoguerra.È un inno alla libertà e alla spensieratezza, che incanta gli italiani. Sull'onda del boom economico viene esportato assieme ai numerosi prodotti creativi dell'industria nazionale, diventando uno dei brani del nostro paese più iconici all'estero, con il titolo universale e trascinante di "Volare".L'impatto di quella esibizione sul pubblico televisivo è un vero e proprio shock culturale. Modugno costringe le telecamere a inseguirlo: si muove, si emoziona, e nel momento del ritornello compie quel gesto impresso a fuoco nella storia della TV: spalanca le braccia, offrendosi interamente all'obiettivo.Il rigore democristiano imposto nella Rai permea ancora nelle trasmissioni televisive, ma ancora una volta l'Italia dà un segnale forte: Domenico Modugno vince il Festival di Sanremo 1958 con 63 voti, staccando Tonina Torrielli di 22 punti. Quel movimento liberatorio rompe metaforicamente lo schermo e la rigidità del piccolo schermo, diventando l'esatta rappresentazione visiva di un'Italia che vuole scrollarsi di dosso le macerie della guerra per proiettarsi verso il futuro, sognando di volare come Modugno.
10 giu 2026 alle 9:58