Avatar Pali 🌻 Riflessione
Nel 2026 ci sarà il referendum sulla giustizia. Il voto è personale, e segreto. Quindi non è giusto che vi dica cosa voterò, più avanti farò un post che analizza benefici e svantaggi della riforma.

Questa mattina però sono stata al Cimitero Monumentale di Milano. Ogni volta che ci vado mi fermo sempre di fronte a Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa nel 2009 e trovata in un cantiere a pochi metri da casa mia.

A fianco ai cittadini benemeriti della galleria levante, c'è una colonna, spezzata al centro da uno scrigno dorato, con inciso "Enzo Tortora (1928-1988)"

Sotto lo squarcio della colonna, l'epigrafe: "Che non sia un illusione".Enzo Tortora era un giornalista e conduttore televisivo, papà de' La Domenica Sportiva e di trasmissioni che hanno fatto la storia della televisione italiana, come Portobello. Un personaggio scomodo, senza peli sulla lingua, ma che soltanto i tanti disonesti potevano odiare. Tortora si batteva per la cattiva gestione politica, soprattutto per la pessima gestione politica della Rai, che lo allontanò diverse volte.

Alle 4 di notte del 17 giugno 1983 Enzo Tortora entrò in un incubo lungo 3 anni. Viene arrestato per traffico di droga. Nessuna prova, i pm appoggiano l'accusa interamente su un pentito della Camorra, detto Michele o'pazzo, che accusò ingiustamente Tortora, poiché non portò nel suo programma Portobello dei centrini realizzati da lui in carcere. Ciò che è più grave però è la macchina del fango, la stampa lo condannò prima ancora del tribunale.

La condanna su un uomo innocente pesa come un macigno, Tortora dopo un lungo calvario venne finalmente assolto il 15 settembre 1986.

Il suo ritorno in televisione fu però interrotto bruscamente nel 1988. Un tumore ai polmoni lo debilitò velocemente e nel 18 maggio del 1988 si spense nella sua casa di via Piatti a Milano.

Enzo Tortora, uomo innocente, condannato da innocente e morto da innocente.

Ma perché la colonna? Tortora fu cremato assieme alla sua copia dei Promessi Sposi. La tomba, progettata dall'architetto dall'architetto Ruggero Ercoli nel 1988, è ispirata alla Colonna Infame raccontata da Manzoni. Giacomo Mora, accusato ingiustamente di essere l'untore della peste di Milano, venne giustiziato e la sua casa venne rasa al suolo, sostituita dalla colonna infame. È la storia che si ripete, ma questa volta la colonna infame è spezzata, anche se in un breve tratto. Anche l'epigrafe è molto importante: sono le ultime parole di Enzo Tortora, rivolte al suo amico, lo scrittore Leonardo Sciascia, al quale disse: "spero che il mio sacrificio sia servito a questo paese e che la mia non sia solo un'illusione".

Oggi, i casi di malagiustizia sono veramente tanti, oltre alla lungaggine processuale, che rappresenta una condanna prima della sentenza stessa, sia per colpevoli che per innocenti. Comunque la si pensi, è importante votare a questo referendum, affinché il sacrificio di Tortora non sia una illusione.
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21 dic 2025 alle 12:21

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