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Il Tempio della Velocità - capitolo 26: Parco e autodromo, un equilibrio delicato.L'Autodromo Nazionale di Monza, come già detto, si trova nel Parco della Villa Reale di Monza, il parco urbano recintato più grande d'Europa. Una posizione molto delicata, poiché in questa area la natura deve avere il suo spazio.

I vincoli ambientali hanno spesso reso difficile l'evoluzione dell'impianto sportivo, limitandone eventuali espansioni. Va precisato però che la Società Incremento Automobilismo e Sport, ovvero la società che gestisce l'impianto sportivo, è un ente privato, mentre il parco è un patrimonio di tutti i cittadini italiani, amministrato da un consorzio composto dal Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Comune di Milano e Comune di Monza. E naturalmente gli enti statali devono garantire prima di tutto la conservazione di questo polmone verde, prima ancora di ogni interesse economico.

Dei 732 ettari del Parco, 135 sono in concessione alla SIAS. Stiamo parlando di un'area molto grande. La SIAS ha infatti in gestione un'area di 430.000 metri quadri edificata, a cui si aggiungono boschi e prati nelle aree lungo il tracciato. È un equilibrio delicato: il terreno è dato in concessione alla SIAS, che deve non solo curare le manifestazioni sportive, ma anche la manutenzione del verde nella sua area di competenza.Osservando il progetto originale del Parco si può notare l'impatto ambientale che oggi ha l'autodromo. Dal 1922 ad oggi gli standard di sicurezza dei circuiti, sempre più esigenti, hanno comportato una sempre più progressiva cementificazione.

Deroga dopo deroga, il Bosco Bello, che occupa tutta la porzione settentrionale del parco, si è assottigliato. Soltanto negli ultimi anni il settore automobilistico è stato messo di fronte alle proprie responsabilità su inquinamento e impatto ambientale, e la Formula 1 ha una grande responsabilità, veicolando il progresso tecnico del settore. Motori più piccoli, sistemi di recupero dell'energia termica e cinetica, biocarburanti, pneumatici ultra performanti... e tanto altro ancora. Monza non deve essere da meno. Il circuito brianzolo deve sfruttare al meglio il lungo patrimonio naturale presente, ogni centimetro disponibile da dedicare alla natura.

Ribadendo il concetto dell'equilibrio tra uomo e natura, è benvenuto ogni intervento che possa migliorare la sicurezza dei piloti, ma diventa inaccettabile se il rinnovo in calendario del Gran Premio d'Italia viene vincolato dalla presenza di hospitality, lounge bar, skybox di lusso e tribune con poltrone riscaldate. Tutto questo non ha nulla a che fare con la lunga tradizione del motorsport ed è in totale antitesi con la cultura green che, a fatica, sta entrando nel settore automobilistico.
26 ago 2025 alle 12:00 (modificato)