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Pokémon Glory - Episodio 1: Il Giorno dell'Arcobaleno7 anni, il tempo scorre in fretta. Sono passati 7 anni da quella prima apparizione sui cieli di Monza. Chi vide veramente si mescolò a chi avrebbe voluto vedere, dando vita a leggende e storie gonfiate per farsi belli con gli amici. Ma quel bellissimo uccello, che nessuno aveva mai visto prima di allora, stese un immenso arcobaleno sul parco della nostra città. Pochi attimi e tutto sarebbe tornato alla normalità, o almeno così credevamo.

Quello divenne il giorno dell'arcobaleno. La sera, ovunque, non si parlava d'altro. Ed eccoci al settimo anniversario. Il parco si trasformerà in un grande giardino fieristico, con giochi e spettacoli con i colori dell'iride, come ogni anno.

"Iris alzati su! Faremo tardi". La mamma era entrata in cameretta per aprire le tende, c'era un sole completamente azzurro. Poi si avvicina al mio letto e dopo che mi sono alzata mi dà un bacio caldissimo sulla guancia: "Buon compleanno amore!". 7 anni, sì, mi chiamo Iris e sono nata nel giorno dell'arcobaleno. E come si poteva chiamare una bambina nata nel giorno dell'arcobaleno?Entrando nel parco c'erano due Caterpie e un Diglett. Mi sono fermata a osservarli. Facevano una danza strana, probabilmente stavano giocando. Diglett appena ho scattato la foto è sparito di nuovo sottoterra. "Mamma, ma quanti Pokémon esistono?", sospirando si gira verso i due Caterpie: "non lo sappiamo, dovresti chiedere a tua nonna". Mia nonna è la professoressa Amelia, massima esperta di Pokémon in Italia. Certamente sa più cose di chiunque, ma quell'uccello? Grande, possente, con quei colori scintillanti. Nessuno sa che Pokémon sia. Forse esistono ancora tantissime specie che non conosciamo.Giunte al villaggio dell'iride c'erano un sacco di allenatori. Due si stavano scambiando delle boccettine con dei liquidi colorati. Mi fermo a osservare delle sfere in una vetrina: un emisfero rosso e un emisfero bianco, divise da una striscia nera e un tastino bianco. "Sei ancora un po' piccola per averle" mi dice il venditore con una voce calda e profonda. Io senza togliere lo sguardo su quelle sfere rispondo: "faccio 7 anni oggi"; lui, con una voce tenera: "ahhh, auguri, tra tre anni potrai gettarti nella mischia. Vieni, ti faccio vedere una cosa". Seguo il venditore nel retrobottega, tra vari utensili spuntano quelle sfere ancora da assemblare. "Come ti chiami?" mi chiede dopo essere sparito dietro il bancone da lavoro, rispondo con voce bassa "I-iris... che cos'è?". Lui ignorando la mia domanda torna a farsi vedere con una grossa scatola grigia. "Iris, un bellissimo nome, dopotutto se sei nata il giorno dell'arcobaleno. Bene, Iris, io mi chiamo Franz, e sono un artigiano, costruisco Pokéball con le Ghicocche. Ecco, tieni una Ghicocca Bianca". "Grazie", contenta di questo dono saluto Franz e torno dalla mamma.
1 Feb 2026 at 11:00