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La Formula 1 non è roba da maschi.Lei ad esempio è Doriane Pin, una delle migliori nella F1 Academy. Io stravedo per lei, l'ho incontrata nel paddock a Monza quando correva ancora in Formula 4.

Un tempo c'era una vera e propria divisione sociale. I piloti correvano e le mogli seguivano i loro mariti in giro per il mondo. Qualcuna addirittura lavorava come cronometrista, nulla più... Nessuna donna ha mai vinto un campionato del mondo di Formula 1, una ricevette il trofeo: Nina Lincoln, vedova di Jochen Rindt. Nel 1970 il pilota austriaco morì in un tragico incidente a Monza. Nessun pilota riuscì a scavalcarlo in classifica, e così fu proprio lei a ritirare quel trofeo.

Nonostante le piccole eccezioni, come De Cesaris e Lombardi, le donne furono rilegate a ruolo di immagini. Le paddock girl, supermodelle strapagate per intrattenere il pubblico maschile.

Guidare una monoposto di Formula 1 è molto difficile per un una donna. Inanzitutto abbiamo meno opportunità economiche e per arrivare a quei livelli servono un sacco di soldi. Un'altro limite è proprio il pregiudizio sociale, perché ancora oggi è considerato uno sport maschile. Non manca il problema della corporatura... noi donne siamo più piccine dei maschi a livello anatomico.

Questo però non significa che per una donna è impossibile arrivare in Formula 1. I limiti economici possono essere superati dagli sponsor, il pregiudizio sociale può anche andare a farsi fottere, e soprattutto i limiti fisici possono essere scavalcati con una buona preparazione fisica sin dall'infanzia.

La F1 Academy è la competizione femminile che accompagna la Formula 1. Nel frattempo la figura femminile è cresciuta notevolmente nel mondo del motorsport. C'è ad esempio Laura Müller, la prima ingegnere di pista donna in Formula 1. Antonia Terzi fu un elemento fondamentale nel Dream team che guidò Schumacher nell'Olimpo del motorsport e tante altre.
21 lug 2025 alle 15:58

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