Ora dirò un'opinione estrema impopolare: per me è giusto che Israele partecipi alle Olimpiadi.
Mi spiego: le Olimpiadi nascono come una competizione tra atleti, come la massima espressione dei valori sportivi in grado di unire popoli e nazioni da ogni parte del mondo, ciascuna coi propri usi e costumi, sotto l'unica grande bandiera dello sport. Cazzo, alcune delle discipline olimpiche sono nate in tempo di guerra come momenti di fuga e unione per i soldati di nazioni nemiche. Gli atleti israeliani non sono responsabili delle decisioni del loro Stato, così come non lo sono stati (o non lo sono) atleti di altri paesi coinvolti in conflitti o violazioni dei diritti umani.
È possibile che tra gli atleti israeliani ci sia chi supporta il genocidio palestinese? Certo, anzi, probabilmente sì. Ma potrebbero esserci anche tra gli statunitensi, i giapponesi, gli italiani, i finlandesi o gli indiani. Che si fa, un questionario ideologico prima della presentazione delle delegazioni? Un colloquio etico?
Sono dell'idea che quando si entra in uno stadio per gareggiare nel nome dello sport, tutto ciò che è al di fuori deve restare al di fuori.
Per quanto riguarda la Russia, essa è stata esclusa dal CIO dalle competizioni ufficiali ben prima dell'attacco in Ucraina, per via dello scandalo del doping di stato - qualcosa che interessa direttamente lo sport e i valori che porta avanti (permettendo comunque agli atleti di competere sotto bandiera neutrale).
Crimini e conflitti, per quanto gravissimi, non rientrano nello sfera sportiva, né possono essere valutati in modo oggettivo senza rischiare di causare pericolosi precedenti o di entrare in un campo politico che non appartiene alle Olimpiadi.