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In Italia ci sono 46.000 posti regolamentari nelle carceri italiane.

Sapete quante persone sono dentro invece? 64.000

Il tasso di sovraffollamento medio è di circa 139%, alcune strutture arrivano addirittura ad avere il doppio dei carcerati.

Tenete conto che la capienza ufficiale dovrebbe essere di 51.000 posti, ma le molte delle strutture, come ad esempio il Carcere di Regina Coeli a Roma o il Carcere di San Vittore a Milano, hanno diverse sezioni inagibili, strutture divorate dal tempo, che risalgono a un'altra epoca.

"Devono metterli in galera è buttare via la chiave!" quante volte ho sentito questa frase! Chi la pronuncia però non si interroga mai di cosa c'è veramente dall'altra parte del muro.

Concettualmente, lo Stato non può comportarsi da assassino per condannare un omicidio. Questo comporta che anche a chi ha commesso il peggiore dei crimini sia garantito il rispetto della dignità umana.

La colpa è proprio di quella frase: Devono metterli in galera è buttare via la chiave!
Nasce tutto da qui perché negli ultimi 30 anni l'elettore si è accontentato della verità di superficie: oggi i nemici sono gli immigrati, brutti, sporchi e cattivi, che vengono qui a rubarci il lavoro e a violentare le nostre donne. Non si accetta l'idea che un uomo che ruba una confezione di prosciutto al supermercato, vada si condannato, ma anche capito.

La verità è che pecchiamo di superiorità morale, ci sentiamo al di sopra della legge perché noi siamo onesti cittadini che pagano le tasse. Un paese di bravi ragazzi, già, che però piuttosto che cercare di risolvere i problemi vorrebbe i migranti buttati in mare ad affogare.

Non dimentichiamoci però che oltre il 60% della popolazione carceraria è italiana. Sull'ipocrisia non ci batte nessuno.

Calpestare la dignità di un detenuto significa calpestare la dignità di una persona onesta. Non ci sono cittadini di Serie A o Serie B, quelli sono esseri umani! prima ancora che assassini e ladri, sono persone e come tali vanno trattate.

Non scompaiono una volta messi dentro. Il nostro sistema penale è orientato alla riabilitazione. E se questo sistema non funziona, è un doppio danno per la Società. Il primo danno è dato dal reato commesso, per lo Stato perdere un cittadino ucciso significa perdere una risorsa lavorativa ed economica, oltre a una vita umana preziosa; il secondo danno è che lo Stato, con il Carcere, fa un investimento per "correggere" l'assassino. E se il secondo punto non funziona, significa che abbiamo perso un'altra risorsa lavorativa ed economica. Non c'è peggior ingiustizia che non capire questo elemento fondante, perché significa chiudete gli occhi di fronte a questa emergenza sociale. La giustizia funziona, lo dicono i numeri: 64.000 detenuti a fronte di 46.000 posti disponibili.

Quello che non funziona invece è la nostra società, è chi è fuori il problema.
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12 lug 2026 alle 6:46

@malinconia_

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