Anonimo Sfogo
ho scritto qualcosina sul bpd, cerco di portare consapevolezza e informazione.

cosa significa convivere con il bpd?
google dice: “Convivere con il BPD (Disturbo Borderline di Personalità) significa affrontare una quotidianità caratterizzata da instabilità emotiva, paura cronica dell’abbandono e difficoltà nel gestire le relazioni interpersonali. Chi ne soffre sperimenta emozioni amplificate, passando rapidamente da momenti di profonda serenità a fasi di intensa rabbia o vuoto interiore.”
sembra quasi una cosa facile, descritta così.
spiega i sintomi, spiega cosa affronta una persona che ha il bpd. ma non spiega davvero cosa significhi convivere con un disturbo del genere.
in primis vorrei dire che convivere con qualsiasi disturbo o malattia dev’essere orribile. soprattutto se è una malattia invalidante, che sia fisica o mentale.
quindi ritorniamo alla domanda principale: che cosa significa convivere con il bpd?
il bpd, sapete, è tipo una corda.
una corda di cui non sai bene quando sia comparsa, ma che ti ha stretto così tanto da diventare parte della tua pelle. e quando ti tocchi non sai mai se stai toccando la tua pelle o la corda, perché ormai sono diventate una cosa sola.
sono fuse.
non esiste più solo la corda e non esiste più solo la tua pelle. non sai dove finisca la corda e dove inizi la tua pelle.
convivere con il bpd significa non avere idea di chi sei.
sei tipo un guscio vuoto. non sei nessuno. però poi arrivano i giudizi delle persone, le loro parole, i loro pensieri, i loro comportamenti e, magicamente, quel guscio si riempie. si riempie con i riflessi degli altri. quindi è come se tu non fossi una persona, ma uno specchio. uno specchio che riflette tutto quello che gli viene messo davanti.
convivere con il bpd significa cercare di non considerare la tua malattia come l’intera parte di te, ma avere anche la consapevolezza che sei anche quello.
mi piace molto l’immagine pirandelliana delle maschere. convivere con il bpd è come avere tante maschere, tante emozioni. ma poi, quando sei sola, c’è il vuoto.
convivere con il bpd significa avere bisogno di interazioni costanti, altrimenti sei sola. e se sei sola hai voglia di morire, perché credi di non valere niente.
convivere con il bpd significa aver paura di amare, perché quando ami, ami troppo. e sai che la caduta sarà devastante.
questo post non vuole spiegarvi i sintomi del bpd. ci sono altri post e altri libri per quello. questo post vorrebbe riuscire a spiegarvi come si convive con il bpd.
solo che non esistono parole precise per descriverlo.
io ne userei tre: velocità, tormento e stanchezza.
velocità, perché è tutto veloce. nessun umore dura abbastanza. la voglia di morire, l’euforia, la dissociazione. dura tutto un attimo. tranne il vuoto. quello c’è sempre.
tormento, perché convivere con la tua testa non è mai facile. la paranoia, la paura e i cambi d’umore sono talmente pesanti che ti senti estenuata.
e stanchezza, perché non esiste una vacanza. sei perennemente bombardata da questi sintomi e non hai un attimo di riposo.
anzi, magari per una settimana ti sembra quasi di essere guarita. ci speri.
e invece poi torna tutto, con una prepotenza ancora più violenta.
a volte sei così stanca, ma quel mostro che ti mangia viva non sparisce. anzi. è come se fosse un fantasma sulla tua spalla:

“quella relazione non durerà.”
“non vali niente, ti odiano tutti.”
“sei una fallita.”
“vogliono ucciderti.”
“non bere, potrebbe essere avvelenato.”
“e se diventassi un pericolo?”
“sei grassa.”
“sessualizzati, almeno vali qualcosa.”
“nessuno resterà con te.”
“fai schifo.”
“ucciditi.”
“ti stanno prendendo in giro.”
“ridono di te.”
“non mangiarlo, sei grassa.”
“non esisti, non sei reale.”

però purtroppo queste frasi esistono. le senti costantemente dentro la tua testa. e la cosa più brutta è che è la tua stessa testa a rivolgerti queste crudeltà.
è come se fossi spaccata in due. come se fossi la nemica di te stessa.
spiegare cosa significhi convivere con il bpd è difficile. ma convivere con il bpd è una sfida costante. dove anche le piccole vittorie sono grandi vittorie. dove riuscire a non ascoltare la tua testa anche solo per un attimo significa aver vinto una battaglia. e, a volte, una battaglia è tutto quello che riesci a vincere quel giorno. ma è comunque una vittoria.
7
6 lug 2026 alle 11:56

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