
La SNAM è una sezione in capo all'ENI, oggi si occupa principalmente di gas metano. È un azienda di Stato, giusto? L'ENI rappresenta quindi lo Stato nel suo settore. Non lo sapete, ma la Snam negli anni '80 aveva una flotta navale di petroliere:
Agip Lazio, Agip Marche, Agip Campania, Agip Napoli e Agip Abruzzi. 5 navi che, in teoria, dovevano essere a servizio dei cittadini italiani.

Il 10 aprile 1991 l'Agip Abruzzi era ancorata in rada, poco fuori dal porto di Livorno, in un'area in cui è assolutamente vietato gettare l'ancora. Che cavolo ci faceva lì ferma una nave della SNAM? Un traghetto pieno di passeggeri, il Moby Prince, entrò in collisione con la petroliera. Attimi spaventosi, la Prince si trasformò in una palla di fuoco... tutti i soccorsi però si concentrarono sull'Agip Abruzzi. Il May day lanciato dal capitano della Prince fu completamente ignorato. E poi si inventarono la nebbia... non c'era nessuna nebbia quel giorno. Pensavano di fare passare per vere le loro bugie, ma un radioamatore, per loro sventura, registrò proprio quella sera le trasmissioni sul canale 16, il canale radio per l'emergenze in mare. Su internet trovate senza problemi le registrazioni.

A volte il silenzio è meglio delle bugie, si parla di un traffico illegale di armi (o di greggio), con una nave dello Stato?! È un fatto gravissimo che ancora oggi non ha una verità completa. E ancora più grave è che 140 morti non hanno avuto giustizia.

Se ne stava occupando il Parlamento con una commissione di inchiesta, sono emerse tante cose nascoste, ma purtroppo con il cambio di legislatura, dopo le dimissioni di Conte, ci sono stati rallentamenti.

L'ENI ha mai dato conto di quanto successe? Credo che negli archivi di San Donato Milanese ci sia qualcosa se si cerca bene. Il Parlamento ha il potere inquisitorio, lo stesso potere di un magistrato in una commissione parlamentare. Significa che se il Parlamento bussasse alla porta degli uffici a San Donato Milanese, l'Eni ha l'obbligo di offrire ogni tipo di collaborazione. Significa che dove i giudici hanno fallito, i nostri rappresentanti possono riportare a galla la verità. Lo si deve alle vittime, lo si deve a Luchino Chessa, figlio del capitano della Moby Prince, infamato con false accuse di negligenza. Lo si deve a tutti i cittadini italiani. Non esiste giustizia se è lo Stato, anche un solo elemento di esso, a nascondere la verità.