Il Nunc est bibendum di Orazio, (ode 1,37) inizialmente un testo "simpodiale" poi un elogio ad Augusto e alla morte di quel "mostro di Cleopatra"

Abbiamo riferimenti su frammenti sia da Archiloco che Alceo, è tempo di festeggiare ora (hic et nunc).
Questo testo ha una funzione etica (tempo/godimento come nel carpe Diem) e politica (godere della notizia del suicidio di Cleopatra, che evidenzia la fine della guerra civile e l'inizio della Pax Augustea).
Partendo dal godimento del vino rispetto alla notizia, L'Ode diventa più solenne rappresentando Ottaviano (non ancora Augusto) come un' aquila (animale simbolo di Roma): l’astuzia e abilità di Ottaviano sono le virtù che hanno fatto suicidare Cleopatra (voleva portarla come schiava a Roma, lei per dignità e autorevolezza preferisce morire) arrivando alla fine della guerra civile.
Troviamo il tono giocoso simposiaco che abbiamo trovato nelle satire (dire la verità giocando) e un tono più serio/grave in esaltazione della capacità di Ottaviano.
Riprendendo il discorso di intertesto e ipotesto, anche questo è un intertesto riguardo due ipotesi greci: frammento di Alceo in cui si festeggia la morte del tiranno Mirsilo, 332, l’altro, quella più grave, viene da Pindaro (come anche il Carmen saeculare). Parte dalla morale sul godere di ciò che si ha ora, ma poi sfrutta questo valore per una sfumatura politica. Prodigio del fato: Cleopatra (forse è un riferimento a Didone).Troviamo di nuovo l’utilizzo del vino e del simposio per instillare gioia: uno beve per la morte del tiranno in Grecia, quindi Interno, Orazio beve per la morte del Nemico, Cleopatra.
Per quanto riguarda il riferimento a Pindaro, non si trova effettivamente nel testo, ma nella solennità e nel tipo di linguaggio.
Ammirate i miei appunti su Orazio. 😝
10 mag 2026 alle 14:33