La Storia di Milano - Capitolo 32: cambiamenti
Prima di esplorare come si viveva a Milano nel primo periodo longobardo, eravamo rimasti alla nomina del successore di Alboino, assassinato da sua moglie.
Ritratto di Re Clefi, regno breve il suo, persegue le politiche di Alboino, fino al suo assassinio due anni dopo l'incoronazione.A Pavia i Longobardi si riuniscono per nominare Clefi suo successore, nel 572. Ma la morte di Alboino ha creato una rottura tra i popoli longobardi, che si suddividono in più clan. Clefi non dura molto sul trono, viene assassinato due anni dopo. I longobardi decidono dunque di non nominare più un re. Nascono dunque i primi ducati, una frammentazione territoriale che l'Italia subirà per molti secoli. Le numerose unioni e rotture amministrative, porteranno inevitabilmente ad un identità territoriale ben rafforzata in ciascuna singola città . È l'Italia dei comuni, che ancora oggi permane nell'amministrazione della Repubblica Italiana. Questo periodo di autarchia ducale invece dura 10 anni esatti, dal 574 al 584, anno in cui viene nominato Re Autari, figlio di Clefi. Nel frattempo la capitale è stata spostata a Pavia, ben protetta in maniera naturale, grazie alla chiusura del Ticino e del Po su due fronti.
Miniatura di Re AutariIl regno di Autari riporta ordine nel caos, d'altronde è un periodo di riorganizzazione per i romani e anche per i Franchi, così i Longobardi non sono da meno: il Re ristabilisce l'autorità regia in maniera impeccabile, guidando il popolo alla conquista di nuovi territori a sud, a discapito dei bizantini. Il regno si basava sulla divisione in ducati e sull'organizzazione aristocratica delle farae, con una società divisa tra liberi (arimanni), semiliberi (aldii) e servi. Impose un sistema di tributi alla popolazione romana assoggettata, ma allo stesso tempo iniziò un processo di pacificazione e integrazione. Per questo processo fece una mossa totalmente inaspettata, sposò una cattolica che seguiremo anche nei prossimi capitoli: la bavara Teodolinda.
La regina Teodolinda, raffigurata nel Duomo di MonzaTeodolinda nasce a Ratisbona intorno al 570, è di origine Franca, ma fa parte della più prestigiosa fara dei Letingi, tra i più rispettati dai Longobardi. Erat satis eleganti forma, così la descrive Paolo Diacono: era di bell'aspetto e affascinante, tanto da colpire il re Autari al primo incontro, ma Teodolinda era soprattutto colta e di fare gentile, vicina alle esigenze del popolo, che ricambiava la sua vicinanza in una forma di ammirazione smisurata. Un personaggio così poteva permettersi una eccezione al diritto germanico, che vedeva le donne ai margini della società . Teodolinda infatti avrà una forte influenza nelle politiche di Autari e porterà un notevole miglioramento nella vita delle donne longobarde.