All'università un sacco di persone mi cercano tra una lezione e l'altra, si confidano con me, mi riempiono di complimenti e durante le sessioni non mi scrivono per chiedere aiuto, ma per del supporto emotivo reciproco.
Eppure io rimango ferma nei ricordi.
Penso a quel gruppo di amiche del liceo. Penso a come ora quattro di loro mi odino.
Penso e ripenso a quella che chiamavo "bestie".
A quando dicevo:"poverina, ho paura che X la influenzi e che la divida da me", non sapendo che era proprio lei a tenere il pugnale in mano.
Le ho voluto e le voglio un mondo di bene. Ma quando smisi di scriverle, non chattammo più. E quando invece tornai a scriverle, i miei messaggi divennero uno screenshot. Adesso hanno tutte un'immagine negativa di me, per dei messaggi presi fuori contesto, perché un'altra amica ancora un mese dopo condivise un'altra chat, sempre senza contesto, e la condivise. E io non seppi nulla per mesi.
Perché, dico io? Nessuna che andasse da me a dirmi:"senti, ho letto dei tuoi messaggi... Ma che avevi in testa?", "ma davvero hai scritto ciò?", "perché l'hai fatto?". Avrei spiegato tutto, dall'inizio alla fine. No. Mi hanno tolto la parola. Non volevano ascoltarmi. Ma come? Non ero loro amica? Perché continuavano a trattarmi come tale mentre avevano già condiviso mie chat dando interpretazioni completamente diverse dalla realtà? Non hanno neanche pensato che era troppo strano che proprio io scrivessi determinate cose a caso? Perché? Sono sempre stata gentile con loro. Perché è successo?
@Protagora