"Mamma?" Chiamò Miap di ritorno dai campi, come ogni giorno all'imbrunire dei cieli Kofimini. Cercò all'ingresso, in cucina, persino davanti il focolare dov'era solita accoglierlo sul grembo sin da quando era solo un piccolo miap, accarezzando la sua pallida chioma, "Vedrai Miap, un giorno realizzerai grandi cose", così gli sussurava dolcemente, mamma Miap. Eppure quella sera non vi si poteva neanche udire il tepore dell'eco della sua voce. Così Miap ebbe un lampo di genio, e decise di dirigersi verso il fienile. L'orrido spettacolo che si ritrovò d'innanzi fu uno dei ricordi che diventò presto indelebile nella sua labile mente: un cimitero di macerie incenerite che nascondeva, con poco successo, una grottesca orgia di carcasse; buoi, giumente, cavalli, polli... Pareva non essersi salvato nessuno. Il cuore di Miap rincarò i battiti del triplo in appena un millisecondo, quando il suo vispo sguardo ebbe la sagacia di poggiarsi su un vecchio traliccio: da lì sventolava nella brezza settembrina un drappo del grembiule di mamma Miap. Gli occhi di Miap cominciarono a ardere d'ira...
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1 giorno fa (modificato)

@holy_moly

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