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Avete mai visto questa vignetta?È una vignetta del 1903, tratta dalla rivista americana Judge: rappresenta gli immigrati italiani come ratti mafiosi, socialisti, anarchici ed assassini. C'è un'analogia molto interessante con la cosidetta black face e con l'omogeneizzazione culturale, perché gli italiani vengono raffigurati con dei sombrero, con dei tratti somatici scuri. Gli inglesi ultraconservatori in particolare, ci consideravano dei "non del tutto bianchi", e quindi inseriti nell'elenco delle razze inferiori.

Oggi questa raffigurazione è ben lontana dall'idea razzista che hanno di noi, vero? Non proprio. Nel 2010 il dibattito pubblico in Svizzera riguardo gli italiani transfrontalieri sfociò in un'anonima campagna di volantinaggio, che raffigurava gli italiani come dei giganteschi topi.Tanta polemica fece anche la vignetta di Charlie Hebdo sull'Italia. È una rivista satirica per carità, finché le battute riguardavano Maometto e un terrorista si offende siamo dalla loro parte, ma poche settimane dopo arriva questa, con lo stereotipo dei mangiatori di pasta che viene affiancato a una lasagna umana, dopo il Terremoto di Amatrice, dove persero la vita 303 nostri connazionali.

È esattamente questo il problema, è facile ridere degli altri, ma quando siamo noi la razza inferiore? Il Massacro di Aigues-Mortes sembra una cosa lontana dal presente, ma la deriva delle estreme destre nei paesi europei, spesso finanziata da imprese americane, da tutti i segnali di quello che è successo in passato, e noi italiani non saremo nella carrozza di prima classe.

Sembra lontano il tempo in cui venivano esposti i cartelli con scritto: "non si affitta agli italiani"Eppure ancora oggi la nostra visita non è gradita in certi posti nel mondo.

Anche semplici battute, come ad esempio quelle dei Griffin, possono sembrare leggere, ma nascondono una base stereotipata di noi italiani molto pericolosa. A volte non è voluto. Pensate che Dua Lipa si sia sposata a Palermo perché la Sicilia è bella? No, Dua Lipa si è sposata in Sicilia per l'idealizzazione che all'estero c'è della Sicilia. Se tra le bancarelle i turisti preferiscono la maglietta de Il Padrino, senza nemmeno guardare il carretto siciliano evidentemente c'è un problema di fondo.

Qualcuno giustifica il proprio razzismo dicendo: noi all'estero non facevamo queste cose. Vero, ma esattamente come non le fanno i migranti stranieri oggi. Eppure a New York la maggior parte dei reati di strada erano commessi da migranti italiani.

Ridiamo pure, chiudiamo pure le porte, offendiamo pure "gli inferiori", finché non saremo noi "gli inferiori".
13 giu 2026 alle 13:36 (modificato)