Avatar Rosso_carminio 🚩 Riflessione Sfogo
Ecco qui la storiella di stanotte. Stanotte è successa una cosa che mi ha spezzato le gambe. Vabbè insomma, era venerdì sera, siamo in erasmus, che si fa non si beve? Solo che qui chiude tutto sempre prestissimo e non c'è nulla che si avvicini a una discoteca (meglio), quindi abbiamo optato per bottiglie del supermercato (tante), bicchieri di plastica e il lungofiume. A un certo punto però arrivano altri 3 gruppi di italiani con la stessa idea. E cominciarono a formarsi delle coppie di persone che si isolavano un po' dagli altri. Allora in quel momento cerco la mia coinquilina solita, quella per cui ormai sapete che qualcosa provo (che chiameremo B), e che da quando sono qui ha sempre rappresentato una sicurezza per me, ogni volta che sono stato in difficoltà ho trovato sicurezza e conforto in lei, un rifugio. Solo che la trovo seduta su una scalinata vicina da sola con M, un altro ragazzo che fa con noi questo l'Erasmus. Ricordo bene come nonostante l'alcol scaldasse tutto il mio corpo nel momento in cui li ho visti seduti vicini e abbracciati, lei accoccolata a lui e lui che le accarezzava la gamba, mi si è gelato il sangue. Erano circa le 3 di notte, e la mia sicurezza non solo non l'ho trovata, ma mi è crollata addosso seppellendomi nell'incertezza di quel momento. Li ho osservati per poco, poi ha prevalso l'impulso di scappare, di prendere la via del fiume e rincorrere il suo corso, per allontanarmi da tutti e stare solo con i miei pensieri e le mie amare emozioni. Ma mentre mi incammino scopro che il mio compagno di stanza, ubriaco marcio che nemmeno riesce a camminare e a parlare, chiama il mio nome. Voleva me per andare a pisciare e poi in appartamento a dormire, ma io di dormire proprio non avrei trovato la forza. E quindi sono stato con lui per almeno un'ora, per scoprire poi che B e M sono andati in stanza di M a "parlare". È rientrata in appartamento alle 10 del mattino. Io non sono riuscito a liberarmi degli altri quindi poi ho fatto un dritto e sono arrivato alle 7:30 circa in appartamento. Mi sento a pezzi, vorrei cadere nel fiume ed essere trascinato dalle sue correnti fino a dove mi possa disperdere in un mare di niente. Vorrei da un lato annullarmi per non esistere mai più e non essere mai esistito, dall'altro poter contare qualcosa per le persone che per me contano. Non che per lei io non conti, me l'ha detto e fatto capire più volte, ma evidentemente non come lei lo fa per me, e finisce sempre così: nell'asimmetria dei rapporti che ho con gli altri, a soffrire sono sempre io.

E poi, anche se non avessero trombato (che comunque su quei letti non è comodo), sarebbe meglio se avessero realmente parlato tutta notte soli e isolati? Probabilmente hanno veramente parlato, come hanno fatto un po' anche sui gradini. E chissà di cosa. Pensieri, emozioni, storie che lei ha deciso di raccontare a lui, e non a me. Le darei le chiavi del mio cuore in mano se già non se le fosse prese di forza, ma io come posso amare una persona che sulle mie emozioni ha il pieno controllo se io sulle sue non ho alcuna influenza? A volte ci penso, che dovrei diventare più stronzo e assente, a volte il modo migliore per essere notati è andarsene. Ma non riesco proprio a sottrarmi ai piaceri che certe persone generano in me, anche se poi finisce sempre che sto peggio di prima
11 lug 2026 alle 11:33