Allora questa era l'esperienza che volevo raccontarvi.
In classe abbiamo deciso di fare questa attività ludica in cui i/le ragazzi/e erano divisi in gruppo e ogni gruppo interpretava un filosofo (i sofisti, Socrate o Platone). La professoressa (vi ricordo che sono ancora in affiancamento, il tirocinio finisce tra una settimana) mi ha fatto gestire l'attività (a una certa è proprio uscita dalla classe). All'inizio i ragazzi erano un po' restii/timidi, quindi gli ho raccontato delle mie esperienze teatrali e gli ho citato Pirandello ("il teatro è dove si gioca a far sul serio"). Gli ho raccontato eventi teatrali imbarazzanti legati alla filosofia tipo quando la mia classe ha provato a leggere il mito di Aristofane nel Simposio di Platone alla notte dei licei davanti ai genitori senza contare che c'erano delle parti dove gli organi sessuali sono descritti con dovizia di dettagli. Alla fine, alcuni ragazzi hanno fatto le veci di Platone, Socrate e i sofisti spiegando la loro filosofia. Io gli ho fatto qualche domanda in merito e diciamo che i risultati sono stati buffi. Un ragazzo aveva imparato che "Platone è quello che divide mondo delle idee e mondo sensibile" al che gli ho detto di farmi l'esempio di un'idea e lui non sapendo che dire ha detto "una sedia" e io ho detto che la sedia mi sembrava piuttosto sensibile (ho fatto anche toc-toc con la mano sulla sedia per dimostrargli che era sensibile). Quindi gli ho spiegato che magari concetti matematici come i numeri e le forme geometriche possono essere idee e gli ho detto: "Se domani un mago viene e decide di far sparire la luna può farlo, ma il mago può decidere che da domani 2+2 fa 5?" (questa è la differenza tra una verità contingente/empirica e una verità necessaria/ideale). Un ragazzo mi ha detto: "no ma la matematica è una invenzione quindi decidiamo noi se due più due fa cinque o quattro" a quel punto il tema è diventato: "la matematica è una scoperta o un'invenzione?" e una ragazza ha detto: "è una scoperta perché è quello che dice Platone" e io ho detto: "Sì, ok Platone, ma tu che ne pensi?" e lei panico tipo che le leggevi negli occhi: "Pensare cos? Non si deve imparare solo a memoria?" Davvero regaz si imparano le cose a memoria e poi non sanno neanche fare un esempio di quello che imparano o trarne le logiche conseguenze. A un certo punto mi sentivo Robin Williams de l'Attimo Fuggente che rompe tutte le convinzioni degli studenti.