Ora è un po' che non facevo nulla perciò:
Pegwell Bay, Kent, a Recollection of October 5th 1858

L' ho scoperto solo ieri ma fin da subito mi ha molto colpito.
Si tratta di un dipinto ad olio realizzato nel 1858 dall'artista inglese William Dyce.
Lo stile è piuttosto realistico e raffigura appunto Pegwell Bay, una meta di vacanza molto popolare al tempo. La scena è semplice e tranquilla: la marea si è da poco ritirata, rivelando una grande distesa di sabbia costellata di conchiglie. Le persone (molti sono membri della famiglia di Dyce) si sono riversate sulla sabbia in un'atmosfera di serenità e spensieratezza che, almeno per me, arriva all'osservatore con grande efficacia, quasi si potesse sentire il movimento delicato dell'acqua e il mormorio confuso delle voci.
La parte però che ho trovato molto interessante è ciò che si cela dietro questa tranquillità, la data alla quale il dipinto fa riferimento rientra perfettamente nel periodo di massima luminosità della Cometa di Donati (una delle comete più luminose dell' 800').
La cometa effettivamente appare, ma lo fa come una debole striscia bianca nel cielo.
Un evento epocale, eppure qui passa quasi inosservato, ignorato dalle persone troppo impegnate a raccogliere conchiglie.
Anche se indirettamente, un ulteriore dettaglio aggiunge un livello in più alla considerazione di quest'opera: la zona raffigurata era estremamente famosa anche per la presenza di fossili e fu perciò (probabilmente) frequentata persino da Charles Darwin il quale pubblicherà "L' origine della specie" solo un anno dopo l'esecuzione dell'opera.
Considerando tutto questo, trovo molto affascinante la lettura di questo dipinto che vede quella cometa non solo come un fenomeno naturale ma un po' come quel progresso e "impulso" alla ricerca, che di lì a poco avrebbe coinvolto anche quelle persone, un cambiamento che stava già avvenendo sotto i loro piedi e nel cielo sopra le loro teste, di cui loro, ignari, erano già testimoni senza ancora saperlo.