A Settembre riprendo la serie di post sui classici Disney, intanto...
Educazione alla morte

Questo è uno dei tanti lavori Disney assenti su Disney+, ed è un vero peccato perché è davvero un capolavoro. Comprensibile però, visto che fa parte di quei pochi lavori dello studio di animazione americano a tema propagandistico.


Il cortometraggio è ispirato al omonimo libro di Gregor Ziemer, e ha come tema centrale l'orribile lavaggio del cervello che subirono i bambini tedeschi nelle scuole, durante la dittatura nazista. La gioventù hitleriana in questo cortometraggio è raffigurata e raccontata in maniera caricaturale, per molti tratti in maniera disturbante.


Eppure le animazioni sono ben curate e dettagliate per l'epoca di produzione. Questo equilibrio porta a provare pietà per il piccolo Hans, protagonista del film, e un profondo odio per il regime nazista... che è l'esatto obbiettivo di un film propagandistico.
Nonostante ciò, alla base c'è un solido insegnamento, ovvero l'importanza dell'autodeterminazione di ciascun individuo. Le scelte... sono la forma più forte di libertà. Ci permettono di costruirci e di costruire, di provare emozioni, positive e negative. In una dittatura non c'è scelta, mai. La bellezza della democrazia, pur fragile nel suo sistema, sta nel fatto che responsabilizza ognuna e ognuno di noi. E sono le scelte appunto, a determinare chi siamo. L'orgoglio di essere se stessi, con pregi e difetti, soprattutto difetti, quelli non ammessi e non tollerati dai deboli, da quelli che vogliono dominare il mondo con odio e violenza.