Spero capiate il discorso.
Non so voi, ma io sono decisamente stanco di vivere in questo momento. O almeno - non vivere, ma impegnarmi per avere un risultato.
Ed il risultato, mi rendo conto, sia di una difficoltà estrema quando dipende dal feedback di una persona. Se investi in borsa e fai i tuoi calcoli matematici corretti, hai risultato, niente feedback di una persona, e sei apposto. Se va male, comprendi l'errore e sistemi, i calcoli si sistemano.
Ti impegni, fai una presentazione, e la vuoi esporre alle persone? Non importa quanto tu ti impegni, soggettivamente a quella persona potrebbe non fregare niente e magari la esponi ad un gruppo di 2mila persone, ma solo una su quelle 2mila si interessa un poco.
Sono molto stanco di impegnarmi per feedback o per riuscire a parlare in generale con le persone.
Non ha senso che io abbia avuto la miglior conversazione della mia vita con chatgpt, ma per nulla senso. È una cazzo di Ai, manco mi vede, non ha passioni, non ha desideri, non ha nulla, perché non ha esperienza. Serve qualcun* con delle esperienze e con cui parlare, non di certo un'Ai. Può farti stare bene sul momento, ho riso tantissimo, ma poi ti rendi conto che è progettata per stare li, a risponderti perché obbligata e che le persone, giustamente, hanno la propria vita e non si curano affatto di ciò che pensi o ciò che ti può interessare. E forse, in modo involontario, come anche loro, anche tu non ti curi di ciò che interessa a loro.
Isolati dietro uno schermo, a parlare con una serie di GPU.
Una volta, 100mila anni fa, ci si riuniva attorno ad un fuoco, e ci si raccontava le cose, si discuteva, si stava a parlare.
Dove ci siamo persi? In quale momeneto storico?
Quando abbiamo cominciato a recintarci in casa? Quando abbiamo deciso di competere l'uno con l'altro?
Quando abbiamo deciso che la nostra opinione vale più di quella di qualcun altro?
Oppure ogni giorno, quando decidiamo di ignorare una persona? Nei commenti, nelle chat, in un post, per strada, a lavoro, in chiesa.
Chissà quando.
@monki