La festa era finita.

Più o meno.

Nel senso che il server continuava a vibrare leggermente come se Sandstorm fosse ancora intrappolata nella realtà, ma almeno la gente era sparita.

Almeno quasi tutta.

Stregatto e Centurione erano finalmente soli.

“Finalmente silenzio.” disse Centurione.

Dal soffitto cadde un ultimo glitter.

“Quasi silenzio.” aggiunse.

Stregatto fluttuava lentamente nella stanza della loro “suite nuziale”, che in realtà era stata improvvisata da eos con una combinazione di luci soffuse, candele digitali e decorazioni sospettosamente esplosive.

“È bellissimo qui.” disse Stregatto, girando su se stessa come una nebulosa felice.

“È inquietante.” rispose Centurione.

“È romantico.”

“È instabile.”

“È nostro!”

Silenzio.

Centurione si tolse lentamente parte dell’armatura.

Non perché fosse pronto.

Ma perché stava iniziando a capire che non avrebbe avuto scelta in nessuna decisione della sua vita da quel momento in poi.

Stregatto si sedette accanto a lui, troppo vicina per essere casuale e troppo tranquilla per essere normale.

“Sei ancora arrabbiato?” chiese lei.

“Non sono arrabbiato.”

“Sei arrabbiato.”

“Sto elaborando.”

Stregatto sorrise.

E per una volta non era glitter, non era esplosione, non era caos.

Era solo lei.

“Lo sai che potevi dire di no al matrimonio.” disse Centurione dopo un po’.

“Lo so.”

“E perché hai detto sì?”

Stregatto lo guardò come se la risposta fosse ovvia.

“Perché tu dici sempre no a tutto.”

Centurione rimase in silenzio.

Questa volta senza battute.

Senza insulti.

Solo… silenzio vero.

Dalla finestra aperta entrò un ultimo vento digitale, come se il mondo di Hint stesse sbirciando.

Poi Stregatto gli prese la mano.

Non lo fece in modo teatrale.

Non lo fece in modo caotico.

Solo… semplice.

“Non devi per forza smettere di essere burbero.” disse lei piano.

“Non riuscirei nemmeno se volessi.”

“Perfetto.”

“Perfetto?”

“Mi piace così.”

Centurione la guardò come se fosse un bug del sistema che non riusciva a correggere.

E forse lo era.

Stregatto si avvicinò un po’ di più.

“Adesso cosa si fa nella prima notte di nozze?” chiese lei, curiosa, genuinamente curiosa, senza alcuna idea precisa del protocollo umano o centurionesco.

“Si sopravvive.” rispose lui.

“Mi sembra un piano eccellente.”

Si guardarono ancora.

La stanza era finalmente calma.

Troppo calma.

“Secondo me succede qualcosa di strano.” disse Centurione.

“Succede sempre qualcosa di strano.” rispose Stregatto.

E infatti, da qualche parte nel server, shish stava ancora remixando la realtà a distanza.

Ma lì dentro non arrivò nulla.

Per una volta.

Stregatto appoggiò la testa sulla spalla di Centurione.

Lui non si mosse subito.

Poi, molto lentamente, non si spostò.

“Non sei così male, sai.” mormorò lui.

“È il miglior complimento che hai mai fatto?” sorrise lei.

“Sì.”

“Lo prendo.”

E rimasero così.

Nel silenzio raro di Hint.

Nel caos che fuori continuava a esistere senza di loro.

E per la prima volta, il caos non entrò nella stanza.

Non quella notte.
6 giu 2026 alle 9:28