CALMA NEL PERICOLO: SENSATION SEEKING E AROUSAL
L'arousal è il livello di attivazione del nostro sistema nervoso, simile a un "volume di base". Influenza direttamente vigilanza, reattività emotiva, attenzione, velocità di pensiero, coordinazione motoria e in generale misura la prontezza dell'organismo a percepire, reagire e agire.
L'arousal "di default" o basale è il punto di partenza ed è influenzato da genetica, neurochimica e ambiente di crescita. Più semplicemente definisce come stiamo normalmente quando non sta succedendo nulla di particolare.
C'è per tutti un livello ottimale di attivazione di sistema, né troppo basso (sentiamo noia, vuoto, disconnessione) nè troppo alto (legato a ansia, panico e disorganizzazione), è nel mezzo. Un riferimento fondamentale è la curva ad U rovesciata di Yerkes-Dodson.

Tutto questo è la base del concetto di adrenaline o sensation seeking, che è il bisogno di sensazioni nuove e intense, e la volontà di prendere rischi sociali e fisici per provarle. Spesso gli individui ad alto sensation seeking presentano livello basale di arousal e reattività dopaminergica agli stimoli ordinari inferiori alla media. La reattività dopaminergica si riferisce alla sensibilità del cervello alla dopamina. È comune che persone con queste caratteristiche si sentano come disallineate dalla realtà nella vita di tutti i giorni (cioè al di sotto nella curva) e debbano spingersi oltre l'ordinario per avere stimoli tali da autoregolarsi e raggiungere la zona centrale di arousal. Quella che molti raggiungono con stimoli molto meno eccessivi.
Tali stimoli intensi necessari derivano da situazioni ad alto rischio (sociale o fisico, è indifferente) che riportano il sistema nervoso verso una normalizzazione della trasmissione dopaminergica. La dopamina in circolo incide su focus, chiarezza e lucidità mentale. Vivono quindi durante di tali situazioni una condizione di normalizzazione neuropsicologica, in cui il livello di arousal, la risposta dopaminergica e le richieste ambientali si allineano.
E riportando il tutto quanto a noi e alla frase di partenza, ci sono persone che, in situazioni che convenzionalmente genererebbero panico (confronti emotivi intensi, scadenze, gestire incidenti, sport estremi) si sentono in uno stato di riequilibrio, in cui il rumore mentale è ridotto e sono più presenti, coerentemente integrati tra mondo interiore e esterno, come se andassero entrambi nella stessa direzione. Questo spiega il paradosso dell'essere "calmi nel pericolo".
Visto che ne parlavo nell'ultimo post, l'ansia può benissimo nascere dal vuoto non regolato, in cui la mente rumina e anticipa scenari ordinari spesso incerti (con giudizi, responsabiltà, attese) mentre il corpo è "spento" e il livello di attivazione è basso. Nell'immediatezza del pericolo, la mente smette di anticipare, il corpo si attiva, l'arousal e quindi l'efficacia d'azione aumenta, e, semplicemente, l'ansia non è più necessaria.