Atteide - Proemio

Oggi ancor appo li rivi si canta
per mitica voce delle dolci ninfe
di lor sorella maternità infranta
Nana, ch'a bel giovinetto da sue linfe
Ati, diè luce e forza tutta quanta
e narrar vogl'io il lor cantar, elafe:
vita, morte e risurrezion divina
dello sposo di Mater, grande regina.
Prestate dunque orecchio, popol volgar,
ché narrar mi vo le imprese divine
di chi appartien della regina al focolar
Ecuba, cui stirpe risale infine
a Sangario, cui nom non serve adornar
ché da egli iliaca stirpe ne vine
progen divina d'Oceano e Teti
a cui tempi per l'istoria si riedi.
@Marowak