Pao, all'anagrafe Paolo Bordino, è uno Street artist milanese, classe 1977. È un vero street artist, non come quelli che scrivono "Ciara ti hamo" sul muro e si sentono poeti.
L'obbiettivo di un graffitista è colorare ciò che nella città è grigio. È tutt'altro che una forma d'arte anarchica, ci sono delle regole precise. La città va rispettata e quindi non si toccano i monumenti ad esempio.
Pao ad esempio è noto per i suoi caratteristici paracarri, trasformati in animali. L'altro giorno ho trovato per caso una delle sue opere, il pinguino, che è uno dei più ricorrenti.

È una dimostrazione che Milano ha tanto da offrire ma per apprezzare certe cose bisogna esplorare.
A proposito di Street art: Molto belli anche i murales del quartiere Isola, in particolare quelli nei tunnel della stazione di Milano Porta Garibaldi, con molte tematiche sociali che sono di grande attualità.

Il fenomeno del writing arriva a Milano, nella sua forma strettamente artistica alla fine degli anni '80 e trova terreno fertile nei quartieri di periferia durante gli anni '90.

Il throw-up è molto differente dal murales. Mentre il murales concretizza un concetto sociale, il throw-up ha semplicemente come scopo quello di identificare l'artista. Si caratterizza da una composizione di lettere, grosse, squadrate e ricche di colore.
Il murales è arrivato dopo, poiché richiede molto tempo per la realizzazione, è nato alla fine degli anni '90, quando i vari sindaci hanno iniziato a concedere spazi per esprimere arte in maniera legale.
Poi ci sono altri tipi di stree-art: ci sono gli sticker

I più famosi sono gli HELLO, che si completano con il proprio tag.
Il tag è una firma specifica, la forma di writing più diffusa, più rapida, ma anche la più "sporca". Si utilizzano principalmente i marker, pennarelli che utilizzano vernici molto forti.
Oltre agli sticker esistono anche le composizioni con la colla di farina. Shepard Fairey, è il padre di questa tecnica, la meno diffusa in territorio italiano. Sicuramente conoscete la sua opera principale: il volto di Andre de Giant stilizzato, con la scritta OBEY che campeggia al di sotto.

L'ultima frontiera della street art è l'ecomurales, con vernici capaci di assorbire gli agenti inquinanti.
Eliminato