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Black_Kings_and_Queens_Unite
Un solo giorno vissuto
con chiara intenzione e onestà
ha più valore di cento anni
privi di disciplina
e di saggia rinuncia.
@gattopianta
5:37 19 mar
è veramente saggio chi rinuncia al piacere materiale e infine si trova a non sperimentarlo mai? oppure è saggio chi lo sperimenta e passa poi al livello successivo?
perché nel primo caso, la saggia rinuncia, di saggezza c'è ben poco. in quel caso c'è una scelta inconsapevole
@Black_Kings_and_Queens_Unite
OP
5:40 19 mar
@gattopianta
chiunque conosce il piacere materiale che lo pervade per tutta la vita, in qualsiasi momento i sensi ne danno traccia, già solo dal cibo, o quando, dopo un intenso allenamento, ci si concede il riposo
@gattopianta
5:45 19 mar
@Prajnasanti
ne siamo così sicuri? sarebbe dare per scontato che tutte le persone si sappiano ascoltare. nella mia esperienza, è una rarità...
poi magari sono matto io, anzi probabilmente, ma trovo che il piacere stesso della vita sia il controllo e lo sfruttamento di ciò che si ha a disposizione. ad esempio, non è il riposo a darmi piacere, bensì l'allenamento
@Black_Kings_and_Queens_Unite
OP
5:49 19 mar
@gattopianta
se trai piacere dell'allenamento poiché, come dici, sei in grado di giovare dalle cose della vita che ti sono disponibili, allora hai già superato il piacere materiale di cui parliamo: sei padrone di te stesso e della tua percezione, e decidi cosa è bene. Così, il tuo è il piacere della tua volontà, e non quello passivo delle cose materiali
@gattopianta
5:55 19 mar
@Prajnasanti
però d'altra parte l'allenamento resta pur sempre cosa materiale, il corpo resta pur sempre cosa materiale.
e c'è anche da chiedersi se una persona scelga davvero di fare qualcosa o sia portata a farlo da un mix di caratteristiche innate e contesto.
per quanto io sia gnostico to some extent, credo che il materialismo abbia da riprendersi ciò che è proprio: la capacità di ispirare la ricerca alla trascendenza, che sarebbe impossibile senza conoscere già il materialismo
@Black_Kings_and_Queens_Unite
OP
5:57 19 mar
@gattopianta
viviamo nella materia, è chiaro che non vi è nirvana prima di aver digerito il samsara. È infatti il materiale il punto di partenza, come tu dici, ma non è il fine ultimo
@gattopianta
6:02 19 mar
@Prajnasanti
perché c'è un fine ultimo?
ma dubito fortemente che il concetto buddhista di Nirvana e Samsara possa applicarsi al mondo attuale, in quanto la persona media non parte immersa nel mondo materiale, ma parte essendone vittima. voglio dire che prima bisogna comprendere le regole naturali dell'esistenza, e già solo quello è un passo enorme per l'individuo medio. banalmente perché si è persa la capacità di ascoltarsi, e così la bassezza del mondo materiale va un po' a perdersi nell'essere una virtù che manca
@gattopianta