Il quinto quarto:

Un tempo erano frattaglie, roba schifosa che i nobili buttavano via. E per questo principio, furono i più poveri a scoprire ricette. Peggio per loro, perché si sono persi vere e proprie prelibatezze.
Tra le mie preferite ci sono il rognone di maiale e il fegato di vitello.
Il rognone non è altro che il rene. Meglio non esagerare, perché è un piatto ricco di colesterolo, ma con 120 kCal per 100 g è sicuramente il quinto quarto migliore in assoluto.
Ha un sapore molto forte, anche se travolgente, ma dategli una possibilità se non avete mai provato.

Come si cucina?
- tagliate il rognone a metà, per lunghezza
- togliete la pellicina esterna e rimuovete la parte centrale
- tagliate il rognone in piccoli pezzi.
- a questo punto dobbiamo togliere l'urea, per non avere un piatto che sa di pipì. Massaggiate dunque i pezzettini con un po' di sale.
- sciacquate il tutto sotto acqua corrente, e poi metteteli in ammollo in acqua e aceto (o succo di limone se più vi piace). Lasciatelo in ammollo per almeno tre ore, provvedendo a sostituire l'acqua almeno una volta.
- Sciacquate ancora sotto acqua corrente
- ora condite con il sale, nel frattempo mettete in frittura l'olio.
- Passate i pezzetti di rognone nella farina
- Appena l'olio diventa bollente mettete a friggere. Quando la carne si arriccia, giratela e dopo 2 minuti toglietela dal fuoco
- Preparate un piatto con un pezzo di carta assorbente e mettetevi su i pezzi di rognone.
- Servite il rognone fritto caldissimo, accompagnato da curry, o salsa barbecue.