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La mia Milano Cortina 2026:
Ancora oggi e domani, poi tutto finisce, almeno per quanto riguarda le olimpiadi invernali, poi a marzo tocca alle paralimpiadi.

Stasera c'è il Gala di pattinaggio di figura, l'unico evento non competitivo dell'Olimpiade invernale. È una tradizione che affonda le radici nel 1896, quando alla fine della prima edizione del mondiale di pattinaggio di figura, le gare furono concluse con uno spettacolo libero, accompagnato con fuochi d'artificio. Poi il pattinaggio di figura debuttò ai Giochi Olimpici estivi di Londra 1908.

Il passato torna in pista per una notte, ci sarà Carolina Kostner. A fianco alle leggende: le nuove stelle, quelle che hanno fatto la storia in queste due settimane.

I biglietti costano veramente un casino. Ci vado con mia sorella, e abbiamo speso 400€ a testa, il prezzo minimo di questo evento. Avevamo tenuto un po' di soldi da parte sin da quando fu ufficializzata la candidatura, perché sapevamo che bisognava organizzarsi con largo anticipo. Ne vale la pena? Credo di sì. È qualcosa che accade ogni 4 anni, ma quando ricapiterà a pochi chilometri da casa nostra? Probabilmente mai più...

Delle gare agonistiche invece mi sono goduta tantissimo il primo Sabato a Rho-Fieramilano. Vedere trionfare una italiana (Francesca Lollobrigida), ha ripagato appieno i 160 € di biglietto.

Il resto delle gare l'ho vissuto su HBO Max, 15 euro. Non mi sono persa quasi niente praticamente, nonostante gli esami universitari in mezzo, merito della grande organizzazione di Eurosport, telecronache impeccabili e coinvolgenti.

Il trucco migliore per capire il presente, entrare nel vivo di un evento del genere, è affondare il naso nella storia, cosa che però non ha fatto chi doveva gestire il tutto evidentemente. Io si, tra i miei libri di architettura negli ultimi anni si è aperto uno spazio dedicato agli sport invernali.

Alcuni giornalisti hanno raccontato una Milano distaccata da questo evento, ed è vero. Il contorno è stato alquanto surreale. Ma bastava un piccolo sforzo in più per coinvolgere appieno la città. Un aiuto poteva venire proprio dalla storia, ma sulle occasioni mancate ci voglio fare un altro post più interessante.

Ho visto la torcia olimpica da vicino, passata proprio a casa nostra, e ho visto il braciere olimpico sotto l'Arco della pace. Storicamente il braciere è stato collocato in stadi, che allontanavano un po' troppo questo grandioso simbolo dal suo valore simbolico (quello di unione tra i popoli). Una scelta azzeccata dunque metterlo in piazza, aperto a tutti giorno e notte, sotto quel monumento cittadino che, celebrando il Congresso di Vienna, da tempo ci dice che la forza delle nazioni è la pace tra i popoli.

Infine il tanto contestato Fan Village di Piazza Duomo, mi ha fatto scoprire uno sport che non conoscevo, prima ancora che diventasse uno stupido trend social: il curling. L'ho seguito dal primo giorno con grande interesse, sapendo già cosa stavo guardando.

Tu chiamale se vuoi emozioni.
21 Feb 2026 at 8:15 (edited)