"Ehi tu, lì fuori al freddo. Sentendoti solo, sentendoti vecchio, riesci a sentirmi?"
Hey You dei Pink Floyd è un brano davvero forte, è il grido di chi è dall'altra parte del muro, isolato dal mondo, un vero e proprio inno degli ultimi.
È il muro immaginato da Pink, protagonista della storia nell'album The Wall. Un muro costruito dal protagonista, certo, ma in ogni mattone c'è l'abbandono degli altri.
Saggezza e ottimismo si mescolano in quel grido di aiuto, sprofondando fino allo sconforto, ma alla fine quel grido di aiuto si trasforma in un messaggio di speranza: Togheter we stand, divided we fall... L'importanza della solidarietà verso chi è ormai chiuso dietro quel muro.
Molto bella la posizione del brano nella scaletta dell'album. Nel vinile addirittura apre il lato b del secondo disco, marcando bene la storia in capitoli. Nella prima parte esploriamo l'infanzia travagliata di Pink, segnata dalla perdita del padre in guerra, nella seconda la sua difficoltà nel ritrovarsi, dettata dall'abbandono della moglie, nella terza Pink affoga nella solitudine, divorato dai suoi ricordi, fino al brano Goodbye Cruel Word, dove Pink completa il muro, isolandosi nella follia totale, che sfocia in questa ultima parte. Hey You è dunque un brano di stacco, un barlume di lucidità in una persona sola, abbandonata a se stessa e isolata dal mondo intero, l'ultimo grido d'aiuto prima dell'inizio della follia totale