Durante la pandemia è successo qualcosa che nessuno ha notato...
anche i più incasinati con le tecnologie moderne, specialmente i più vecchiettini, hanno scoperto 🌈L'incredibile mondo dei social🌈. Una mandria impazzita di ultra 50enni ha inondato i social network di BUONGIORNISSIMO CAFEEEEE?
Ma nel frattempo anche il mondo delle istituzioni ha scoperto il mondo dei social... i politici sono diventati veri e propri influencer. E mentre ci facevamo due risate con "Salvini pulisci Milano", i tecnici della Repubblica Italiana hanno sollevato la più grande battaglia legale della storia sul patrimonio artistico.
Prima di capire che è successo, capiamo come funziona la pubblicazione delle immagini. Vi mostro un post che non ho mai pubblicato per capire meglio.
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Ora che sapete questo, arrivo alla battaglia legale in questione. Posso postare la foto del David di Michelangelo? Si, certo è ovvio, e lo faccio, tiè:

Non ho commesso nessun reato a fare questo, MA, Nell’aprile del 2023 il Tribunale di Firenze ha condannato la casa editrice Condè Nast per aver riprodotto sulla propria rivista l’immagine del David di Michelangelo, accostandola, mediante un effetto morphing, a quella di un famoso modello. Per la prima volta, un tribunale riconosce il diritto d'autore a qualcosa di inanimato! Ma come è possibile? Non è che posso chiedere il permesso di utilizzo ad una statua!
Già , non alla statua, ma al suo proprietario si... chi è il proprietario del David? Il Ministero della Cultura. Il Ministero della Cultura è la voce del David, e di tutte le opere artistiche nazionali. George e David praticamente godono degli stessi diritti. Figo, vero?
@esauritoritornato